Piazza Sant’Eustorgio

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Dopo il parco del Bruno abbiamo provato a proporre delle soluzioni per cercare di riqualificare i luoghi più importanti e pregiati del nostro piccolo paese, quelli che meriterebbero un po’ più di attenzione, quelli che sembrano abbandonati al loro destino da troppi anni, quelli che sono il risultato di un evidente disordine progettuale che portano l’amministrazione e i cittadini ad abituarsi ad uno stato delle cose che non ci può rendere orgogliosi del nostro paese. Abbiamo voluto veicolare alcune proposte politiche con uno strumento che aiuti ad immaginare un paese diverso, proposte politiche che dovrebbero essere condivise, che escono dai luoghi istituzionali, che non vogliono innescare l’ennesima mediocre e sterile polemica politica.
Quali sono gli obbiettivi che ci siamo prefissati?
Crediamo che ogni luogo della città debba essere ripensato, vogliamo aumentare le superfici e i volumi di verde, il verde deve tornare protagonista di ogni proposta di arredo urbano, esibire la bellezza dei colori e dei profumi, deve insegnare ad avere cura dei luoghi pubblici, coinvolgendo i cittadini disponibili a occuparsi di beni comuni. Crediamo che sia importante delimitare per brevi periodi un luogo unico come una piazza, sottrarla al traffico veicolare, provare a non considerarla come uno dei tanti tragitti da percorrere velocemente, ma isolarla per un più vivibile traffico pedonale. Abbiamo pensato che fosse doveroso destinare uno spazio alla creatività degli artisti locali, uno spazio per la fantasia e i colori, un palcoscenico permanente in piazza, tra la gente, una quinta che abbiamo impreziosito con un’opera regalataci da Annarè. Abbiamo pensato ad uno spazio per l’informazione, per pubblicare gli eventi, per raccontare gli appuntamenti di una comunità. Abbiamo arredato il tutto con delle sedute per riposare, per dialogare, per ascoltare per assistere alle celebrazioni. Abbiamo pensato che fosse possibile coinvolgere in questa idea i commercianti del nostro paese, i primi attori e i primi interlocutori, professionisti e lavoratori sempre presenti tra i luoghi del paese, punti di ritrovo per relazioni che si tramandano e che sviluppano socialità. C’è tutto questo nei Rendering che abbiamo proposto, perché pensiamo che si possa amministrare anche con i Rendering.

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