Verbale Consiglio Comunale 9 Aprile 2018
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Verbale Consiglio Comunale 9 Aprile 2018

COMUNE DI ARCORE

CONSIGLIO COMUNALE DEL 9 APRILE 2018

PRESIDENTE

Buonasera a tutti. Iniziamo il Consiglio Comunale del 9 Aprile. Sono le ore 18 e 38.

Iniziamo con l’appello.

Il totale dei Consiglieri Comunali è 15, possiamo iniziare il Consiglio Comunale.

PRESIDENTE

Abbiamo l’O.d.G., anzi è una mozione, del Consigliere Andrea Orrico, che invito a presentare. Prego.

CONSIGLIERE ORRICO ANDREA

Buonasera, grazie Presidente. Parto subito con la lettura della nostra mozione.

“Oggetto: mozione per la preservazione e l’incremento del verde urbano tramite piantumazione di nuovi alberi (Legge 113/92)

Premesso che il verde costituisce un patrimonio comune irrinunciabile per la salute e la qualità della vita dell’intera popolazione, che il patrimonio verde deve essere dunque tutelato e sviluppato per concorrere al miglioramento della vivibilità urbana.

Constatato che la Legge 113 del 29 Gennaio 1992 prevede l’obbligo per i Comuni al di sopra dei 15.000 abitanti di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica, e il 12 Marzo 2010 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri un Disegno di legge che punta a promuovere l’ampliamento degli spazi di verde urbano e la cultura del verde, inoltre a rendere effettivo l’obbligo di piantare un albero per ogni nato.

Considerato che le piante per l’abbellimento urbano sono annualmente messe a disposizione dal Corpo Forestale Provinciale in forma gratuita, a semplice richiesta.

Tenuto conto che soprattutto in questi ultimi anni il nostro territorio ha visto intaccare sensibilmente il patrimonio arboreo cittadino, anche per motivi contingenti, stravolgimento da meteo, invecchiamento, cantieri vari ecc.

Il Consiglio Comunale di Arcore impegna il Sindaco e la Giunta al fine di porre maggiore attenzione alla preservazione ed all’incremento del verde urbano, ad attuare, previa verifica con gli uffici competenti, quanto previsto dalla Legge 113/92, nel Comune di Arcore; anche se non previsto per i Comuni più piccoli come il nostro, individuando i luoghi nei quali poter piantare gli alberi.

Attuare una seria politica di mantenimento delle alberature esistenti tramite un censimento urbano nel paese.

A valutare ed a rendere conto successivamente in Consiglio Comunale sulla possibilità di promuovere iniziativa anche presso privati, tramite sgravi, patrocini non onerosi o altri strumenti normativi.

Inoltre ad attuare quanto sopra esposto anche con la piantumazione di alberi da frutta”.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Orrico.

Chiudo la presentazione. Apriamo la discussione.

Assessore Salvioni prego, a lei la parola.

ASSESSORE SALVIONI DAVIDE

Grazie Presidente. Buonasera a tutti.

Nel rispondere alla mozione presentata dal Consigliere Orrico inizio un attimo cercando di chiarire il quadro della norma. Nel senso che lo spirito della Legge 10 del 1992 faceva parte – se vogliamo – di un primo ed embrionale tentativo da parte dello Stato, degli Stati più sensibili, di inquadrare il problema della sostenibilità ambientale, della gestione del territorio, fondamentalmente all’interno di tutte quelle attività di salvaguardia e di monitoraggio del territorio urbano.

Fortunatamente poi queste iniziative lasciate ai singoli Stati hanno avuto tutta una serie di evoluzioni, quale ad esempio alla fine degli anni 90 l’adesione al Protocollo di Kyoto, piuttosto che le recenti normative dell’Unione Europea mirate a ridurre entro il 2020 tutta una serie di attività legate all’impatto umano sul territorio; quale ad esempio, giusto per citarne una, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

Di conseguenza questa legge addirittura all’inizio prevedeva una sorta di cooperazione tra lo Stato e le Regioni attraverso la creazione di vivai regionali, tali per cui dopo i singoli Comuni, le singole Municipalità potevano accedere al patrimonio vivaistico da poter utilizzare poi per attività come quelle suggerite.

Era appunto uno dei primi strumenti per garantire uno strumento appunto di misurabilità di quello che era l’impatto delle attività umane, legandole a quella che è la nascita dei nuovi individui, quale strumento per rinnovare o addirittura incrementare il patrimonio di verde dei singoli Comuni.

Per quanto riguarda il Comune di Arcore le iniziative legate alla gestione degli spazi urbani, degli incrementi urbani, sono finalizzate prevalentemente alla riqualificazione dei luoghi e delle aree industriali magari abbandonate oppure dismesse, oppure patrimoni arborei non totalmente ottimizzati.

Nello specifico attualmente quella che è l’attività del Comune di Arcore di manutenzione e gestione del territorio, in particolare con riguardo alle zone verdi, possiamo citare la ripiantumazione ad esempio delle essenze nella zona della frazione Cascina del Bruno, il primo lotto è stato utilizzato attraverso il fondo aree verdi. Sulla Via Monte Bianco, quella che è attualmente la zona utilizzata per fare la vasca volano, è previsto comunque uno studio di fattibilità su un progetto di rimboschimento.

Diciamo che quotidianamente o comunque annualmente vengono fatte le attività legate alla potatura piante e lo sfalcio erba.

Giusto per dare une esempio i volumi di quelli che sono stati i fondi destinati per la manutenzione delle essenze arboree nel Comune di Arcore, si è passati dai 46.000 Euro del 2016 agli 85.000 Euro del 2017. Sul 2018 invece attualmente sono stati fatti interventi più o meno per 30.000 Euro nei primi tre mesi dell’anno.

Tra le attività ricordiamo anche la manutenzione del Parco di Villa Borromeo e la manutenzione straordinaria con ripiantumazione di essenze in Viale Brianza.

Questo per quanto riguarda la parte di manutenzione, gestione e preservazione di verde urbano e la gestione sul territorio.

Per quanto riguarda il discorso legato alla possibilità di promuovere l’iniziativa anche presso i privati tramite sgravi fiscali segnalo che esiste già un emendamento alla Legge di Bilancio del 2018, che prevede sgravi fino al 36% sulla quota Irpef per gli importi su ciascuna unità immobiliare ad uso abitativo fino ad un massimo di 5.000 Euro. Questo viene utilizzato prevalentemente per il rifacimento dei giardini privati, il cosiddetto Bonus Verde.

Sull’ultimo discorso invece, quanto suggerito relativo alla piantumazione con alberi da frutta, ho chiesto agli uffici e per il momento non hanno saputo darmi risposta. Bisognerebbe valutare l’impatto che potrebbe avere, anche per ragioni presumibilmente fitosanitarie, l’utilizzo di essenze da frutta piuttosto che essenze non da frutta.

Come specificato anche nella proposta credo che sia da valutare un attimo innanzitutto la fattibilità e l’individuazione delle aree da dedicare a questa attività, questo per due ragioni, la prima è che credo fondamentalmente vada un attimo quantificato cosa vuol dire piantare un albero per ogni bambino nato, indicativamente parliamo di 150 alberi all’anno. Mi sono fatto dare il dato dall’Anagrafe ed è più o meno la media degli ultimi dieci anni dei nuovi nati in Arcore.

La seconda considerazione è che non solo va piantato l’albero, che sarebbe la cosa relativamente minore, ma va ovviamente anche mantenuto, diciamo soprattutto durante i primi anni della piantumazione, sicuramente va richiesta anche una manutenzione più attenta di non quanto si debba fare successivamente. Questo anche perché a mio avviso sarebbe un messaggio poco carino e poco simpatico quello di piantare un albero, far vedere ad un bambino che c’è un albero con il suo nome, poi lasciarlo lì un po’ abbandonato, se non addirittura lasciarlo deperire.

Niente, torno a dire, più o meno questo è quello che si sta facendo sul Comune di Arcore. Credo che poi che un punto almeno delle considerazioni espresse dal Consigliere Orrico sia, sarà poi quanto meno oggetto del dibattito nel corso della serata, per cui non mi soffermo in questa sede.

Torno a dirlo, questa è l’attività che quotidianamente viene fatta all’interno del Comune di Arcore, approvare un progetto del genere comunque richiederebbe uno studio preventivo sia sulla fattibilità tecnica per l’individuazione delle aree, che poi anche quella che è la fattibilità di manutenzione aggiuntiva del verde, oltre a quanto viene già fatto attualmente.

PRESIDENTE

Grazie Assessore.

C’è il primo intervento del Consigliere Orrico. Prego, ne ha facoltà.

CONSIGLIERE ORRICO ANDREA

Ringrazio l’Assessore Salvioni per la risposta. Prendo atto dei lavori che oggi già il Comune ha intrapreso per la preservazione del verde ed il suo ampliamento.

Questa mozione ha proprio lo scopo di sensibilizzare le Amministrazioni Comunali e questa Amministrazione Comunale sul preservare le aree verdi e sull’aumentare la loro capacità all’interno degli ambiti cittadini; perché anche da studi recenti si evince che un maggior verde all’interno delle aree urbane produce un miglior benessere per gli stessi abitanti.

Mi rendo conto che in un paese 150 piantumazioni all’anno possono essere anche un impegno importante, però io vorrei rendere conto al Consiglio che è un impegno che dobbiamo prendere verso i nostri cittadini, verso i nostri figli. Proprio per questo credo che la mozione sia da approvare, perché porterà anche negli anni successivi a mantenere delle aree verdi, delle aree piantumate, a sensibilizzare anche la stessa cittadinanza sull’importanza di cosa vuol dire avere il verde all’interno delle nostre città.

Sì, ovviamente gli alberi vanno piantati ma poi vanno anche seguiti, non si possono solamente piantare e poi lasciare lì, sarebbe un segnale esattamente opposto rispetto a quello che si vuole dare.

Si chiede all’Amministrazione di prendere invece questo impegno e di portarlo avanti nel tempo perché è fondamentale per la nostra vita e quella dei cittadini in futuro che verranno dopo di noi.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Orrico.

Intanto è entrato in aula il Consigliere Puglisi. Buonasera anche a lei. I Consiglieri presenti diventano 16.

Ha chiesto la parola il Consigliere Zucchi, prego, ne ha facoltà.

CONSIGLIERE ZUCCHI CARLO

Intanto volevo salutare il Sindaco, che rientra dopo le sue vicissitudini, vedo che sta bene, che ha ripreso la sua attività politica tranquillamente penso, senza grossi problemi.

Volevo dire all’Assessore Salvioni che quando ho iniziato a far politica nel 2011 nel Partito Democratico nel programma che è stato proposto ai cittadini c’era quello di piantare un albero per ogni nuovo nato. Era il 2011.

Questa legge di cui parliamo è una legge dello Stato, non è una legge che noi decidiamo di applicare se abbiamo tempo, voglia e soldi , altrimenti non la facciamo.
Questa è una legge dello Stato che noi dovremmo cercare di ottemperare.

Nel 2013 abbiamo fatto il PGT, nel PGT abbiamo individuato l’area dove bisognava mettere a dimora gli alberi per ogni nato.
Era un’area che mi sembra fosse dove attualmente è prevista la vasca volano.

Nel 2018 noi dovremmo avere qualcosa di più da questa Amministrazione, dovremmo avere un programma di intervento, dovremmo capire se è oneroso piantare 150 alberi per ogni bambino, se ci sono alternative, se è possibile avere questi alberi gratuitamente da associazioni o da strutture forestali, che mi sembra le mettano a disposizione.

Dovremmo rendere la cittadinanza edotta su questa legge, quindi coinvolgerla in questa iniziativa. Valutare come mettere in pratica una legge dello Stato.

Qui il Consigliere Orrico chiede un impegno alla Giunta, io veramente sono un po’ stufo perché sono due anni che noi chiediamo impegni alla Giunta e gli impegni alla Giunta non si sa per quando devono essere portati a termine. Sembrano impegni alla Giunta che poi cadono nel vuoto, come spesso succede.

Anche in questa occasione mi piacerebbe capire se riusciamo a mettere in campo un’iniziativa che abbia dei numeri, delle date, delle disponibilità, delle possibilità.

Altrimenti si viene in Consiglio Comunale e si dice: l’Amministrazione non ha soldi, non ha tempo, non ha disponibilità. Lei mi dice che non è stato nemmeno fatto il progetto su questa attività. Siamo al nulla.

Adesso io mi auguro che lei, essendo un Assessore giovane, quindi con un futuro davanti, provi a dare una spinta a questa attività che è nel totale collasso dal 2011, da quando sono arrivato io.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Zucchi.

Ha chiesto la parola il Sindaco, prego, ne ha facoltà.

SINDACO

Grazie. Buonasera a tutti.

Due precisazioni, una per “impegna la Giunta”, impegna la Giunta, l’impegno vale se la Giunta accetta l’impegno. Voi presentate una mozione, un O.d.G., ma se i Consiglieri decidono di non accettare l’O.d.G. non avete impegnato la Giunta. Questo è un elemento di grande democrazia. L’Opposizione è libera, deve proporre, noi come Maggioranza se diciamo no perché facciamo altro, abbiamo deciso che è un altro… No. Per cui l’impegno della Giunta che dice lei è limitato al fatto che la Maggioranza decida di accoglierlo o meno. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) No, anche questo poi lo vediamo.

PRESIDENTE

Per favore.

SINDACO

Questo lo vediamo. Anche sulla legge dello Stato lo vediamo.

Allora, nel programma c’era, è vero, abbiamo individuato le aree. È stato presentato un O.d.G. dal Consigliere Vailati su questo argomento che abbiamo approvato all’unanimità, abbiamo immediatamente cominciato a lavorare su quell’O.d.G.

Abbiamo coinvolto il Parco Valle Lambro su quell’O.d.G., perché attraverso il Parco Valle Lambro avremmo potuto realizzare nel migliore dei modi un progetto che non è così semplice.

Vi spiego. Il ragionamento, la filosofia del progetto non è piantiamo tanti alberi, la filosofia del ragionamento è diamo un senso. Il senso è che non solo bisogna individuare l’area, bisogna fare un progetto estetico, non solo arboreo e di essenza, perché se non facessimo questo il risultato finale sarebbe un bosco incolto dove probabilmente essenze e tipologie di alberi non possono stare insieme.

Non solo, se non facessimo questo non sarebbe neanche possibile rendere questo progetto finale fruibile in maniera godibile alla città; perché il tema non è piantare alberi e basta, il tema è piantare alberi, creare un giardino, creare un bosco cittadino che sia fruibile alla città.

Questo progetto è stato iniziato con il Parco Valle Lambro, vi dico anche il nome con l’agronomo del Parco Valle Lambro, Dante Spinelli, e con loro abbiamo cominciato a lavorare sul tema.

Il Parco Valle Lambro ci ha posto immediatamente una serie di problematiche che sono quelle che io vi ho accennato. Alcune problematiche le abbiamo risolte, altre meno, l’area è ancora questa. Nell’immediato abbiamo utilizzato la quota delle aree verdi per fare un’operazione immediata sulla Cascina del Bruno ed abbiamo iniziato il primo lotto di piantumazione riferendoci a questa legge. Le piante che sono state piantate là non sono state piantate a caso, sono state piantate con un progetto.

Vi dirò di più, il progetto che è stato presentato, sul quale avremmo lavorato, che è rimasto in standby ma non l’abbiamo dimenticato, ci è stato presentato un progetto minimo di base, che è il progetto di Bertani, dell’Architetto Bertani, che è la figlia del Consigliere Bertani, che è un architetto del verde. Tra l’altro è un bellissimo progetto, che c’è, è agli atti, sul quale stiamo lavorando, anche con il Parco Valle Lambro.

In questo periodo non è che l’Amministrazione non se n’è occupata o non aveva altro da fare però, nel frattempo abbiamo fatto due vasche volano, insomma, ci stiamo occupando un pochino di tutto, anche di questo; ma non è stato dimenticato, giusto per chiarire alcuni elementi del suo intervento.

La legge esiste, noi la stiamo applicando, ma la legge non dice che lo dobbiamo fare entro tot, la legge dice: guardate che c’è… Voi dovete occuparvi di questo. Noi ce ne stiamo occupando passo dopo passo.

Faccio presente che l’Amministrazione precedente di questo non se n’è proprio occupata. È la legge del 92.

Ora noi abbiamo cominciato a fare il primo step, adesso pian piano faremo il secondo step, il terzo step e via dicendo.

Non è semplicissimo eh! Perché è facile, è di facile presa parlare di questa cosa, poi applicarla non è semplicissimo, le cose vanno fatte bene.

Spero di essere stata chiara nell’esplicitare alcuni elementi di difficoltà di questa cosa. Il progetto esiste, con il Parco Valle Lambro ci stiamo parlando, ci stiamo ragionando, ci stanno aiutando a realizzare questa cosa. Nel frattempo l’area che abbiamo individuato, per ragioni contingenti, se vi ricordate bene prima che facessimo la vasca volano c’era un grosso problema di allagamento, per cui in quel momento per noi l’emergenza era fare in modo di creare quegli affossamenti che potessero fermare l’acqua.

Adesso, poi ci si dimentica delle cose, ma poi tutto si intreccia.

Comunque fa sempre piacere accogliere l’input a ricordarci di implementare il verde.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Sindaco.

In questo momento non vedo altri interventi. Consigliere Perego, prego. Il suo primo intervento.

CONSIGLIERE PEREGO ENRICO

Buonasera a tutti.  Vedo che il Sig. Sindaco è tornato, molto in forma, mi fa piacere questa cosa.

Volevo chiederle, Sig. Sindaco, mi pare di capire che ogni anno bisognerebbe piantare 150… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Sì, se ogni anno nascono 150 bambini… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Sì, però se vogliamo seguire la legge, voglio dire, uno deve attrezzarsi per fare in modo che… Sennò già nascono pochi bambini, non che le due cose siano legate, però ovviamente l’input che si dà è quello, 150 piante tutti gli anni.

Visto che occorre dare continuità a questo progetto, comunque ho apprezzato il fatto che l’Amministrazione si sia attivata, volevo chiedere se è stata fatta una scaletta degli interventi previsti, al di là delle difficoltà che ci sono con il Parco Valle Lambro; però credo che vada bene individuare quell’area della Cascina del Bruno, ma le altre aree previste per gli anni futuri, quando saranno risolte queste problematiche, voglio sapere se ci sono, quali sono e se sono state – diciamo così – individuate.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Perego.

Ha chiesto la parola il Consigliere Ghezzi. Prego. Il suo primo intervento.

CONSIGLIERE GHEZZI LUCILLA

Buonasera a tutti.

Penso che di questo O.d.G. vada apprezzato lo spirito, lo spirito dell’incremento del verde legato alla natalità è anche un’idea chiamiamola romantica, nel senso che fa piacere accompagnare lo sviluppo di un bambino allo sviluppo di un albero, due elementi vitali.

Tuttavia leggendolo con attenzione, e nel rispetto di questa intenzione – come ci ha spiegato il Sindaco – è sempre bene che si incrementi il verde, un amministratore deve anche tenere conto di alcuni aspetti. Quello dell’individuazione di aree precise, proprio come diceva il Sindaco, perché questo sia un progetto fruibile; le aree individuate, come abbiamo sentito, che sono accompagnate da una progettazione specifica e competente di agronomi, in questo momento hanno un incremento ma sono anche, come dire, si sviluppano attraverso un progetto preciso.

L’area individuata inizialmente dalla Dott.ssa Bertani è stata poi forzosamente dedicata alla chiamiamola vasca alluvionale per i problemi che noi abbiamo avuto. Io penso che questi siano motivi sufficienti, pur accogliendo le critiche, sono sempre positive quando spingono ad approfondire un tema, sono dei motivi che spiegano perché alcuni progetti hanno avuto un rallentamento.

L’Amministrazione ha anche spiegato che laddove possibile con progetti in corso si sta incrementando il verde.

Inserire 150 alberi in una situazione urbanizzata come la nostra, 150 alberi annuali, non è una cosa semplice, perché 150 alberi richiedono degli spazi precisi, richiedono un’organicità nel loro progetto; perciò ripeto, io credo che lo scopo del Consigliere Orrico sia uno scopo di sensibilizzazione e di attenzione.

Rilevo altresì che in questo O.d.G. specifico noto alcune imprecisioni. Intanto, tenuto conto di stravolgimenti da meteo, beh, io non penso che il meteo abbia determinato una moria di alberi così grande e così importante. I cantieri vari, lo stesso.

La parte successiva, quando si impegna il Consiglio Comunale, impegna la Giunta attraverso alcuni passaggi, tra l’altro a valutare la possibilità di promuovere l’iniziativa anche presso privati, in quale modo? In quale forma? Al di là di quella prevista dall’ultima Finanziaria, non è semplice interagire con le decisioni private in questo ambito.

Gli sgravi, tramite sgravi o patrocini non onerosi. Sgravi di che genere? Quelli previsti sono quelli della Finanziaria. Il Comune non può applicare sgravi di sua sponte.

Lo stesso “patrocini non onerosi”, cosa significa patrocini non onerosi?

Per l’aspetto relativo alla piantumazione con alberi da frutta io penso che debba risentire anche in questo caso eventualmente dei fitofarmaci per la conservazione degli alberi. Sono aspetti che, come dire, al di là della sensibilizzazione sul tema, lasciano dal punto di vista operativo dei margini e delle interpretazioni non di facile gestione, o per lo meno un po’ pressappochistiche.

Io credo che valga la pena di accogliere lo spirito di questa segnalazione, nello stesso tempo ci riserviamo la possibilità di una valutazione nello specifico magari diversa da quella indicata qui.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Ghezzi.

Ha chiesto la parola l’Assessore Mollica Bisci, prego.

ASSESSORE MOLLICA BISCI ROBERTO

Grazie Presidente. Buonasera a tutti.

Intervengo per alcuni aspetti dal punto di vista delle varie piantumazioni che sono state previste e fare alcune precisazioni.

Per quanto riguarda le piantumazioni che sono già state effettuate l’Ufficio Urbanistica – Sviluppo del Territorio si è occupato direttamente della piantumazione del primo lotto, che sono 50 essenze tra arbusti ed alberi, nel primo lotto del parco di Cascina del Bruno. Nel masterplan del parco sono previste una seconda ed una terza piantumazione, che verranno progettate e potranno essere finanziate o con investimenti da parte dell’Amministrazione Comunale, oppure, come è stato già fatto per il primo lotto di Cascina del Bruno, con il fondo aree verdi.

Il fondo aree verdi è una quota degli oneri di urbanizzazione che sono previsti da alcuni Piani attuativi che Regione Lombardia obbliga il promotore del Piano a destinare per la ripiantumazione e la rigenerazione di spazi verdi. Il primo lotto infatti è stato finanziato grazie a mi pare 15 o 16.000 Euro, sono stati utilizzati quasi tutti, proprio per la creazione di questo primo lotto. I lavori sono stati completati, sono finiti – se non ricordo male – ad inizio inverno.

Per quanto riguarda le future piantumazioni, abbiamo approvato in Consiglio Comunale all’unanimità l’uscita dal Parco della Cavallera e l’impegno alla Giunta di annettere le stesse aree del Parco della Cavallera, e individuare anche nuove aree, per l’annessione di queste aree appunto nel Parco Valle Lambro. Il Comune è già membro del Parco.

Arriverà nelle prossime sedute del Consiglio Comunale, ho avuto una riunione settimana scorsa proprio con l’ufficio, con il Funzionario e la dipendente che si occupa dei parchi e del PGT, abbiamo cercato di iniziare ad individuare le prime aree da annettere, anzi le aree che il Comune individua e dopo Regione Lombardia e il Parco Valle Lambro dovranno valutare se sono delle aree che potranno effettivamente essere annesse al Parco Valle Lambro.

Le aree previste, ve lo anticipo tanto non c’è nulla da nascondere, sono innanzitutto tutte quelle a nord di Bernate, che attualmente non fanno parte del PLIS dei Colli. Ci sono alcune aree abbastanza semicentrali, una parte del famoso triangolo di Via Monte Bianco dove c’è attualmente la vasca volano, una parte è già Parco Valle Lambro, quella più a ridosso del centro abitato, quella che riguarda la Caserma della Polizia Stradale.

L’altra metà del triangolo non è Parco Valle Lambro, quindi ci sembra ovvio che metà di quell’area che attualmente non è del Parco venga inserita. Anche l’area vicino a Via De Ponti, quella è un’area agricola, anche quella verrà inserita all’interno, verrà fatta richiesta per l’inserimento nel Parco.

Ci sono delle aree vicino a Cascina del Bruno che sono rimaste fuori contigue all’attuale Parco della Cavallera, anche queste verranno annesse. Le aree, i progetti sui quali dopo si cercherà di avere una collaborazione con il Parco Valle Lambro, e cercare di utilizzare i fondi di vari Piani attuativi che si vanno presentando, perché non tutti i Piani attuativi prevedono un obbligo di rigenerazione di area verde. Qualora ci fosse innanzitutto questa possibilità è indubbio, noi siamo anche obbligati, altrimenti questi fondi andrebbero persi. Sicuramente quella è una strada.

Sicuramente poi l’Amministrazione nei vari Bilanci, nelle varie pieghe del Bilancio, tra oneri di urbanizzazione che entrano, Piani attuativi che vengono presentati, qualora si trovasse la disponibilità anche di opere a scomputo per la creazione di piccoli parchi, o rigenerazione dove previsto, perché no? Anche nello stesso Parco della Cavallera ci sono due Piani attuativi, uno che si chiama C4, l’altro che si chiama ATR3, che è un ambito di trasformazione, nelle varie riunioni che si sono susseguite, nonostante non sia andata ancora a buon fine la conclusione dei due Piani, è già stata ipotizzata ad esempio la riqualificazione dei due filari che ci sono nel Parco della Cavallera. Sono due filari tra l’altro che la Provincia ha individuato per essere riqualificati, ripristinati in parte perché alcuni alberi si sono ammalorati, quindi nelle varie attività dell’Ufficio Sviluppo del Territorio, dove c’è la possibilità di poter avere da parte anche degli operatori, tramite gli oneri o tramite le opere a scomputo, si cerca sempre di avere anche opere di questo tipo. Le opere a scomputo non sono sempre riqualificazioni stradali oppure opere pubbliche, si ha la consapevolezza di avere anche opere di questo tipo.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Assessore.

Ha chiesto la parola il Consigliere Andrea Orrico per il suo secondo ed ultimo intervento. Prego.

CONSIGLIERE ORRICO ANDREA

Intanto ringrazio l’Assessore Mollica Bisci per aver specificato quali sono oggi gli interventi e quelli futuri.

Volevo rispondere in merito agli appunti che sono stati mossi sula mozione. Sì, lo spirito ovviamente – ripeto – è quello di sensibilizzare e quant’altro, ma anche il fatto poi di decidere di associare l’albero al nascituro è per sensibilizzare direttamente quella persona e renderla partecipe alla vita pubblica del proprio paese; perché se io ho un albero che porta il mio nome ovviamente sarò più sensibile verso quell’albero, perché è qualcosa che mi identifica, che mi rapporta al territorio, quindi anche in uno scopo futuro mi rapporterò in maniera diversa con l’ambiente circostante.

È anche un discorso di civiltà, di mantenimento di quello che è anche il decoro urbano.

Mi rendo conto altresì che è difficile attuare una mozione del genere, è ovvio perché ci sono una serie di provvedimenti da dover prendere, da portare avanti, quindi sicuramente è un compito difficile ed arduo. Nella mozione non si dice che è semplice e quindi è facile e banale. No, nulla è banale, anche perché se viene posto all’attenzione deve essere qualcosa che comunque ne valga la pena. Le cose per le quali ne vale la pena sono sempre difficili da attuare.

Trovare il territorio, anche quello ha detto giustamente il Consigliere Ghezzi che nel nostro ambito urbano sono sempre minori gli spazi da dedicare a questo tipo di attività. È vero sì che se l’Amministrazione decide di andare ad occupare quelli che oggi sono suoli verdi per costruire e cementificare questi spazi inevitabilmente diminuiranno; quindi è anche una cosa da prendere in considerazione per discussioni future.

Sul discorso invece del patrocinio, sgravi, iniziative anche presso privati, beh, non è la Minoranza che deve dire come fare. La Minoranza può dare l’input e l’idea, poi è compito dell’Amministrazione quello di trovare la soluzione su questa idea, non è certamente quello della Minoranza. La Minoranza propone, può essere accettato, in caso che il Consiglio accetta una mozione del genere sarà compito futuro poi dell’Amministrazione rendere attuabile un Piano del genere.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Orrico.

Ha chiesto la parola il Consigliere Zucchi per il suo secondo ed ultimo intervento. Prego.

CONSIGLIERE ZUCCHI CARLO

Volevo ricordare al Sindaco che so che quando si impegna la Giunta chiaramente  la si impegna con un voto favorevole, chiaramente non con un voto contrario;
infatti stavo parlando solo di quelle delibere in cui il voto era stato favorevole.

Immagino che questo Consiglio Comunale voterà a favore di questa mozione, per due ragioni molto semplici, perché penso che siamo d’accordo tutti e perchè poi sarebbe curioso che il Comune di Arcore voti in modo contrario rispetto ad una legge nazionale che invece lo impone.

Mi chiedo questo Consiglio Comunale che cosa voterà su una mozione di questo tipo.

Per quanto riguarda i parchi e le aree verdi ci sono, c’è la zona  dove sono state fatte le vasche volano, c’è il Parco di Via Grandi, c’è la Villa Borromeo, c’è il prato davanti al palaunimec zone dove si può piantumare ce ne sono, basta cercarle, basta volerlo, basta evitare di fare interventi e Piani integrati.

PRESIDENTE

Silenzio per favore.

CONSIGLIERE ZUCCHI CARLO

Inoltre, proprio perché andremo ad occupare suolo verde, lei Assessore Mollica Bisci lo sa, l’operatore dovrà monetizzare questo consumo di suolo per finanziare la riforestazione a verde. Siamo in queste condizioni.

Noi invece adesso siamo qui ad approvare un Piano per vedere se possiamo mettere qualche pianta in più.

Io dico questo, si impegna la Giunta, ripeto, rifaccio la domanda, oppure non so se avremo una risposta, in quanto tempo si impegna la Giunta? Per l’eternità?
Per la prossima Giunta? Per la prossima Amministrazione?

Chiederò tra tre, quattro, sei mesi, all’Assessore Salvioni se è iniziato un progetto, se si ha un’idea, se ci sono i soldi, se si sono trovate le aree, se lo si vuole fare.

Questo bisogna dire e rispondere in modo tale che la cittadinanza ed anche i Consiglieri ne abbiano conoscenza.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Zucchi.

Ha chiesto la parola l’Assessore Perego. Prego, ne ha facoltà.

ASSESSORE PEREGO FAUSTO

Anche per non dico rispondere, però dare qualche elemento di conoscenza in più rispetto alle cose già dette. In riferimento anche alle ultime affermazioni del Consigliere Zucchi.

Volevo ricordare due o tre elementi. Noi abbiamo un patrimonio pubblico di verde pubblico ad Arcore secondo me tra i più invidiabili e belli che possono esistere anche rispetto ad altri Comuni a noi vicini o anche lontani. Ricordo prima di tutto il Parco Borromeo, noi abbiamo un parco pubblico di 30 ettari, cosa difficile da trovare in giro, sul quale anche qui interventi, anche di valutazione, per chi va nel parco, io ci vado tutti i giorni e poi nei weekend anche per qualche ora in più, sto vedendo che opere di manutenzione sul sottobosco ne stiamo facendo, lavori di manutenzione in un parco – ripeto – di grandi dimensioni che non è facile. Erano anni che non se ne faceva più. Basta andare su a vedere ed è evidente.

Il riferimento alle cose che diceva anche l’Assessore Salvioni, su Viale Brianza ha fatto accenno l’Assessore, siccome me ne ero occupato a cavallo nella scorsa Consiliatura, lì è stato fatto un intervento di potatura seguito da Parco Valle Lambro su un’area pubblica nostra, salendo Viale … sulla destra, lì c’erano le querce rosse, sono alberi altissimi non autoctoni, importati dall’America dopo la guerra, vedo Patrizia, Protezione Civile, lì erano caduti durante i frequenti temporali due o tre di quegli alberi lì, abbiamo rischiato anche che uno di questi colpisse un’auto. Abbiamo dovuto fare un’opera di manutenzione facendo ordinanze ai privati, se avete visto le aree private sono state disboscate. Noi abbiamo tagliato 80 querce rosse sulla parte destra prima della griglia dell’Alto Lambro, di Brianzacque adesso, tagliate 80 ripiantumate 300.

Poi se andate e vedete gli arbusti. Anche qui per dare un elemento, anche questo va nel saldo di questa operazione. Poi magari non è puntuale, forse andrebbe precisato questo aspetto di legare il singolo albero al singolo bambino, qui secondo me va fatto … lavoro. Ripeto, lavori ed impegni anche di riqualificazione del verde sono veramente importanti. Faceva riferimento l’Assessore Mollica Bisci, il Parco di… Se andate a vedere l’area verde davanti a Cascina del Bruno, in Via del Bruno, davanti a Marinelli, sono 15.000 metri quadrati lasciati anche colpevolmente, mi prendo tutte le colpe, in stato lasciato a prato per decenni. Adesso si comincia a riqualificare e lì è un’area di 15.000 metri, sono tanti per poter andare a fare operazioni di questo tipo.

L’area di Via Monte Bianco in parte abbiamo dovuto sacrificarla per fare la vasca di contenimento, perché lì si allaga, chi abita in Via Gran Sasso, per dire Brianza Tende e Millepiedi, si sono allagati nel 2014 e lì abbiamo dovuto fare un lavoro di rimodellazione.

Per fare quel lavoro abbiamo dovuto sottostare a delle imposizioni della Sovrintendenza ai Beni Archeologici, avete capito, archeologici ed architettonici, perché lì sono terreni vincolati dal Parco. Archeologico perché si pensava che lì con i … si potessero trovare anche tombe. C’era un archeologo che lì, chi aveva seguito i lavori a suo tempo, c’era l’escavatore senza i denti, che doveva scavare 20 centimetri e verificare le cose.

Nell’ambito della riqualificazione, che è rimasta così, adesso per fortuna abbiamo fatto un intervento prima per non allagare le persone, adesso che non si allagano più, almeno per quanto riguarda quell’aspetto, il problema sembra essere risolto, c’è un progetto di riqualificazione che prevede anche una piantumazione; perché chiaramente dove c’è la parte, diciamo il buco, non si può piantare delle essenze, che però prevede una riqualificazione arborea. Esiste un progetto di 37.000 Euro che abbiamo dato al Parco Valle Lambro, i miei predecessori, in interventi precedenti. Lì siamo in attesa, attraverso finanziamenti della Fondazione Cariplo, siamo abbastanza fiduciosi che lì si possa fare un intervento.

Io ricordo anche che, poi si fa sempre un gran parlare, nell’ambito della riqualificazione del Piano integrato di intervento anche di Via Grandi, che prevede comunque la riqualificazione di uno spazio, checché se ne dica lì il verde attrezzato aumenterà, piantumato, aumenterà, quindi anche lì si potranno fare interventi di questo tipo.

Ricordo, per finire, il Piano integrato dell’area Falck, dove noi creeremo un altro parco di 27.000 metri quadrati, un’area importante che andrà attrezzata, adesso è nella seconda fase di attuazione di quell’intervento, però avete visto che ormai l’intervento è partito, funziona, l’asilo nido, la scuola materna, il sottopasso si stanno facendo. Quando si passerà al secondo lotto, il parco è una funzione importante di quell’area, un altro parco urbano significativo, di grandi dimensioni, penso che… Poi si può sempre fare meglio ma, ripeto, sono dati di fatto, non sono sogni, sono cose concrete che sono lì da vedere, in parte già si vedono, in parte si vedranno anche a breve.

PRESIDENTE

Grazie Assessore Perego.

Ha chiesto la parola il Consigliere Perego Enrico per il suo secondo ed ultimo intervento. Prego.

CONSIGLIERE PEREGO ENRICO

Avevo chiesto la parola, poi però il Consigliere Zucchi mi ha anticipato e mi ha tolto le parole di bocca. Io volevo proporre al Sindaco una piantumazione in una zona a nord del paese, se lo strumento urbanistico lo consente, ci farebbe fare anche una bella figura perché anziché fare permute e vendere ai privati magari in quell’area lì, che è l’area di Via Grandi, sarebbe stato opportuno, magari. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Perego.

Ha chiesto la parola il Consigliere Sullo, prego, per il suo primo intervento.

CONSIGLIERE SULLO NICOLA

Buonasera a tutti.

Volevo rispondere al Consigliere Zucchi sull’intenzione, su come voterà il Consiglio Comunale, almeno per quanto riguarda noi. Il nostro voto, pur apprezzando – come abbiamo detto – l’intento della mozione, sensibilizzare la Giunta su questo tema, la discussione ha fatto emergere che la Giunta è già ben sensibilizzata su questo tema. Ovviamente si può sempre fare di più, si può sempre fare meglio, ma l’impegno è costante e vario su molti progetti contemporaneamente.

I punti attuativi che vengono chiesti di impegno alla Giunta mi sembrano comunque diciamo ridondanti rispetto a quella che è già l’opera che viene fatta dall’Amministrazione.

Per questo non andremo a votare a favore, proprio perché riteniamo ridondanti e già in essere una politica comunque costante di sensibilizzazione sull’argomento.

Questo è quanto.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Sullo.

Ha chiesto la parola il Consigliere Puglisi, prego, suo primo intervento.

CONSIGLIERE PUGLISI CRISTIANO

Grazie Presidente.

Colgo anche io l’occasione per dare il bentornato al nostro Sindaco, dico Sindaco e non Sindaca perché a me piace utilizzare i termini tradizionali.

Devo però convenire con il Consigliere Zucchi quando dice che questa mozione non è ridondante, come qualcuno ha affermato, non può essere definita un concetto ridondante, quando va semplicemente ad invitare l’Amministrazione Comunale ad aderire a quella che è una disposizione di legge.

Tanto più che io non capisco perché in questo Consiglio Comunale si tenda ad avanzare delle motivazioni burocratiche, delle motivazioni tecniche, per spegnere l’entusiasmo di tante proposte che vengono fatte dai banchi dell’Opposizione. Questa è una proposta che, devo dire, per altro non ha, non pone dei vincoli strettissimi, è una proposta che impegna l’Amministrazione Comunale, impegna ovviamente la Giunta come è per tutte le mozioni consiliari, ma è un impegno politico; cioè non dice, come giustamente poc’anzi sempre il Consigliere Zucchi specificava, non dice la Giunta deve fare questo entro due mesi, entro tre mesi. Dice semplicemente che c’è questa legge, una legge del 2010, che precede poi una legge del 92, che a questa legge bisognerebbe ottemperare. Non ci dice quali aree, quali parchi, quali sono le rotonde dove piantare gli alberi. Ci dice semplicemente che dobbiamo considerare l’idea di piantumare un albero per ognuno di questi nuovi nati.

Io la ritengo invece una mozione assolutamente degna di apprezzamento e per questo preannuncio che voterò a favore, voteremo a favore.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Puglisi.

Ha chiesto la parola il Sindaco, prego.

SINDACO

Per precisare la differenza di ruoli. Noi quando ci si impegna ed accettiamo l’impegno abbiamo l’obbligo di seguire procedure burocratiche. Lei ha detto un’altra cosa. Noi non possiamo rispondere, l’impegno o è politico, oppure, come c’è scritto qua, adesso glielo leggo, ci impegna a fare delle cose che ci impegnano anche a verificare l’attuabilità attraverso le norme. Le norme tecniche e burocratiche.

Abbiamo detto prima che non è possibile, cioè ad oggi non è possibile attuare sgravi, anche perché noi non possiamo entrare nel giardino del privato. L’ente pubblico ha il divieto totale di entrare nella parte, nel recinto, nel perimetro della proprietà privata. Primo. Questo è quanto.

L’ultima frase è questa, dice: inoltre impegna ad attuare, c’è scritto qua, quanto sopra esposto. Non lo possiamo fare, non possiamo impegnarci ad attuare tutto quello che ci chiede, perché quello che ci viene chiesto implica l’attuazione di norme, di tecniche, di burocrazia che l’ente pubblico per legge, per TUEL, Testo Unico Enti Locali, non può fare.

L’ultimissima cosa, per quanto riguarda la legge del 92, siccome la legge – come tante leggi – non prevede sanzioni, io ho verificato questa cosa anche con il Segretario, non prevede sanzioni, il 99% dei Comuni Italiani non la applica. Questo non vuol dire che noi non la applichiamo, noi la dobbiamo applicare e lo stiamo facendo, ma non deve essere il riferimento della filosofia di questo O.d.G. che ho sentito; il riferimento della filosofia, l’impegno è un altro. Non è tanto la legge, è vero, ma la legge sa, voglio dire, poi è difficile perché non ci dà neanche gli strumenti per essere applicata questa legge.

L’impegno, abbiamo descritto pragmaticamente con le azioni che abbiamo fatto che lo stiamo facendo passo dopo passo. Altri Comuni non hanno fatto neanche questo. Che passo dopo passo continueremo a fare.

Per rispondere a lei, Consigliere Puglisi, ci sono norme. Lei dice che non impegnate. No, purtroppo se ci impegnate noi dobbiamo stare nell’alveo rigidissimo del perimetro giuridico delle norme burocratiche e delle norme tecniche.

PRESIDENTE

Grazie Sindaco.

Ha chiesto la parola il Consigliere Puglisi, prego.

CONSIGLIERE PUGLISI CRISTIANO

Solo per dire che capisco perfettamente che voi dobbiate verificare, ma infatti la mozione alla voce “impegna” dice, come primo capoverso “ad attuare previa verifica con gli uffici competenti”. Giustamente il Consigliere Orrico, credo di interpretare la sua volontà, anche quando poi parla di piantumazione di alberi da frutta, che è post-posto rispetto a questa verifica. Chiaramente siete voi che dovete andare poi a verificare, ma questo nulla osta al fatto che si possa votare favorevolmente allo spirito e alla filosofia di questa mozione, a mio avviso.

Poi chiaramente voi ne date magari una visione diversa, ma la via visione è che l’impianto di questa mozione è un impianto di natura di filosofia del diritto, filosofica se vogliamo. Da questo punto di vista io non vedo nessun tipo di barriera alla possibilità di votare la mozione.

PRESIDENTE
Grazie Consigliere Puglisi.

Ha chiesto la parola il Consigliere Ghezzi per il suo secondo ed ultimo intervento. Prego.

CONSIGLIERE GHEZZI LUCILLA

Sarà il mio secondo ed ultimo intervento con la dichiarazione di voto. Devo dire che nei due interventi che mi hanno preceduto, quello del Consigliere Puglisi e quello del Consigliere Zucchi, ravvedo una contraddizione; perché il Consigliere Zucchi ha sottolineato che è importante che dopo l’approvazione si ottemperi agli obblighi che sono stati avvalorati dalla valutazione consiliare. Il Consigliere Puglisi sostiene una tesi contraria, che è quella dell’accettazione dello spirito di sensibilità.

Ecco, io volevo solo ribadire che il ruolo dell’Opposizione e quello della Maggioranza è diverso, proprio lo dico con consapevolezza avendo ricoperto entrambi i ruoli. Il ruolo dell’Opposizione è quello della critica, del controllo e dello stimolo. Il ruolo della Maggioranza è quello di dar corso agli obblighi assunti attraverso normative, rispetto delle regole, finanziamenti e cose di questo genere.

Faccio un esempio banale, prevedere il censimento del verde non pubblico, come è poi indicato qui, può essere un’idea anche piacevole per certi punti di vista, ma implica un onere economico immane.

Per questo il senso del votare o non votare l’O.d.G. è questo, è quello di votare una strada percorribile. Ribadisco, io apprezzo lo spirito che accompagna questa mozione, però abbiamo anche l’obbligo di tenere conto se c’è la percorrenza. Mi pare che siano state date tutte le spiegazioni del caso, si è già assunto un impegno relativamente a quanto è già in itinere.

Io credo che non sia corretto votare un O.d.G. una mozione, dovrebbe essere fortemente emendato.

Oltretutto il Consiglio ha già votato un O.d.G. sovrapponibile, se non in alcune parti, dei testi, proposto dal Consigliere Vailati. Si sta dando corso a questo O.d.G. a suo tempo approvato.

Ripeto, salvaguardiamo questo spirito e ci si prende l’impegno di continuare in quest’opera. Devo dire ho colto anche qualche nota politica polemica che a maggior ragione magari, come dire, non sollecita questi aspetti.

Ribadisco, pur rispettando lo spirito del Consigliere Orrico, riteniamo di non votare questa mozione.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Ghezzi.

Non vedo altri interventi, quindi pongo in votazione la mozione n. di protocollo 7638 del 21 Marzo 2018.

Voti favorevoli? 5 voti favorevoli, che sono il Consigliere Orrico, il Consigliere Zucchi, Consigliere Cazzaniga, Consigliere Puglisi e il Consigliere Perego.

Contrari? 11 voti contrari, tutta la Maggioranza.

La mozione è bocciata.

Passiamo all’O.d.G. presentato dal Consigliere Puglisi, n. di protocollo 8248 del 28 Marzo 2018.

Prego per la presentazione. Consigliere Puglisi, prego.

CONSIGLIERE PUGLISI CRISTIANO

Grazie Presidente. Grazie.

Questo O.d.G. ha ad oggetto l’affissione di uno striscione “Verità e giustizia per David Rossi”, all’esterno della Casa Comunale. La premessa è che, come qualcuno avrà notato, in 250 Comuni italiani è stato affisso sui balconi delle sedi municipali uno striscione giallo con la scritta nera, contenente le parole “Verità per Giulio Regeni”. È una campagna che deriva da un’iniziativa della ONG Amnesty International, alla quale hanno aderito non solo tanti Comuni ma anche alcune Regioni. Regione Basilicata, Regione Friuli Venezia Giulia, Regione Piemonte, Regione Puglia, Regione Toscana ed alcune Province tra cui Bergamo, Mantova, Lucca, Udine e Cuneo.

Ovviamente Giulio Regeni è il ragazzo purtroppo ucciso in circostanze poco chiare in Egitto, il famoso ricercatore che spesso ahimè compare sui nostri telegiornali.

Alla luce di tutto questo io mi sono permesso di fare una proposta, che fa riferimento ad un altro caso torbido di cronaca nera che riguarda la nostra comunità nazionale, il caso di David Rossi, il dirigente della banca del Monte dei Paschi di Siena, che il 6 Marzo del 2013 fu trovato morto al di fuori degli uffici nei quali lavorava. Poi sono emersi anche recentemente, abbiamo visto dei video abbastanza scioccanti, dove si vede questa persona precipitare dal suo ufficio e ci sono ovviamente dei dubbi, dei silenzi; anche il silenzio di buona parte della politica nazionale, che è un atteggiamento che francamente trovo abbastanza vergognoso.

Alla luce di tutto questo ho proposto, propongo al Sindaco ed alla Giunta di attivarsi affinché sulle pareti di questa Casa Comunale, in Largo Veneto o in alternativa anche sui cancelli di Parco Borromeo, sia affisso uno striscione parimenti contenente le parole “Verità e giustizia per David Rossi”, per segnalare la volontà di fare luce, di dare trasparenza ad un caso di cronaca purtroppo con contorni abbastanza oscuri.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Puglisi.

Apriamo la discussione. Non vedo nessun intervento in questo momento. Va bene, chiudo?

No, ha chiesto la parola il Consigliere Cheikh Tidiane. Prego.

CONSIGLIERE CHEIKH TIDIANE GAYE

Grazie Presidente. Grazie Sindaco.

È una mozione molto rilevante, un O.d.G. molto importante. Noi abbiamo naturalmente un’idea molto chiara, difendere gli italiani ovunque siano. Vediamo a livello nazionale che è stato promosso non solo il caso di David Rossi ma anche il caso di Giulio Regeni.

Noi però siamo dell’idea, sicuramente avrà anche notato, come Amministrazione abbiamo fiducia soprattutto nella Farnesina che se ne occupa, che sta facendo un lavoro molto importante. A volte entrare in un perimetro decisionale soprattutto su questi casi…

PRESIDENTE

Consigliere, scusi, più vicino al microfono sennò non rimane. Grazie.

CONSIGLIERE CHEIKH TIDIANE GAYE

Questi sono casi molto importanti, quindi sarebbe meglio a volte prendere la saggia strada di lasciare il compito alla Farnesina di fare il suo lavoro.

Noi come… Parlo di Farnesina in generale ma l’Istituzione Italiana, come il caso di Giulio Regeni, noi non abbiamo promosso nessuna attività o evento in questa direzione.

Nel caso di David Rossi c’è lo Stato che se ne occupa, quindi noi come istituzione municipale preferiamo non portare avanti una richiesta del genere. Anche se riteniamo che questa proposta sia veramente una proposta molto importante, come contenuto molto rilevante e che quindi dal punto di vista filosofico, come dicevi prima, appoggiamo naturalmente questa idea filosofica perché è un’idea matura, normale, però non la possiamo portare avanti per questo motivo che sto dicendo, perché l’istituzione preferisce veramente non intromettersi nei lavori dello Stato. È un caso molto particolare, idealmente si può sostenere, però noi non conosciamo molto bene ed a fondo quello che sta succedendo.

Tutti noi conosciamo queste cose tramite la stampa, ci informiamo tramite la stampa, ma siccome non abbiamo veramente dei dossier chiari, elementi chiari e rilevanti su questo si preferisce lasciare all’istituzione adatta fare il suo lavoro.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Tidiane.

Ha chiesto la parola il Consigliere Puglisi. Prego, ne ha facoltà.

CONSIGLIERE PUGLISI CRISTIANO

Grazie Presidente.

Solo per precisare, ma poi l’ha precisato il Consigliere Gaye, che questo non è un caso seguito dalla Farnesina, quanto più dalla Magistratura dello Stato.

Mi dispiaccio del fatto che l’Amministrazione Comunale non voglia, o comunque la Maggioranza, perché poi a parlare è un Capogruppo dei Gruppi di Maggioranza, non voglia schierarsi da questo punto di vista. Schierarsi dalla parte di che cosa? Beh, dalla parte della trasparenza. Io ho l’idea che questa proposta sia una proposta che consenta, sia un’opportunità per l’Amministrazione Comunale, l’opportunità di dimostrare che le istituzioni ci sono.

È chiaro che la Magistratura svolgerà il suo corso, che non è certo compito dell’Amministrazione Comunale di Arcore, ma così come non è compito delle tante Regioni e dei tanti Comuni che hanno espresso una volontà di far luce sul caso di Giulio Regeni, non è compito neanche loro indagare su questa tragedia.

Allo stesso tempo però è importante far sì che l’Amministrazione Comunale dimostri una volontà di trasparenza. In questo luogo abbiamo fatto molto spesso discorsi elevati, discorsi sulla legalità, discorsi sulla sicurezza, discorsi su quanto sia dannosa e pericolosa, ricordo anche il ciclo di incontri “Brianza Sicura”, alla quale abbiamo giustamente aderito, parla appunto di queste tematiche.

Ci ricorda quanto è dannosa, quanto è nociva la criminalità organizzata, ma non solo, quanto è nociva l’oscurità che cala su certe vicende come la corruzione, perché poi di fatto il caso del Monte dei Paschi di Siena è un caso torbido, è un caso che però rimanda anche a fatti che se non sono corruzione nel vero senso del termine però diciamo che sono casi di mala condotta, ecco, se vogliamo essere politicamente corretti.

Io credo che sarebbe invece importante dare un segnale che le Amministrazioni Comunali, l’Amministrazione Comunale in questo caso, ma questo è un O.d.G. che è stato proposto poi anche in altre realtà amministrative, si schieri dalla parte della verità.

Per questo io invece ovviamente voterò a favore. Invito anche tutti gli altri Consiglieri a fare lo stesso.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Puglisi.

La parola al Consigliere Orrico, prego.

CONSIGLIERE ORRICO ANDREA

Grazie Presidente.

Il mio intervento è per comunicare la mia volontà di votare a favore di questa mozione. Perché? A differenza di quello che ha detto il Consigliere Gaye sicuramente la mozione non ha l’intento di sostituirsi alla Magistratura o di intromettersi in quelle che sono le indagini su queste vicende. Uno perché il Comune, l’Amministrazione non ha nessun potere, non ne ha nessun diritto.

Esporre degli striscioni, dei manifesti, serve più che altro a manifestare innanzitutto la vicinanza delle istituzioni, soprattutto serve a sensibilizzare le persone su degli argomenti che hanno delle sfaccettature di oscurità, che se non fosse stato per gli organi di informazione non saremmo neanche venuti a conoscenza, okay?

Quindi sensibilizzare, tenere informati quotidianamente sull’argomento dà anche una mano agli organi della Magistratura per riuscire ad arrivare a quella verità che sennò in altro modo potrebbe essere oscurata.

L’intento di questa mozione, credo di interpretare lo spirito del Consigliere Puglisi, è quello di dare risalto e vicinanza, ma soprattutto di dare informazione, tenere sempre sul pezzo i cittadini; perché fino a quando l’opinione pubblica sarà sensibilizzata su questi argomenti questi argomenti verranno trattati e si aiuterà la Magistratura ad arrivare a quella che è la verità. Poi oggi non sappiamo quale può essere la verità, ognuno di noi si è fatto sicuramente un’idea, un’interpretazione di quello che è accaduto.

Il ruolo dei magistrati e dei giudici è quello di arrivare ad una verità giuridica di quello che è successo.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Orrico.

Consigliere Perego, prego.

CONSIGLIERE PEREGO ENRICO

Intanto io ritengo che sia comprensibile ed anche corretto il fatto che per quanto riguarda la morte di Giulio Regeni sia stata fatta una profonda campagna mediatica. È giusto perché purtroppo questo ragazzo ha pagato probabilmente… Ovviamente lasceremo che la Farnesina faccia le sue indagini, ha pagato anche per colpe più grosse di quella che lui pensava di poter gestire in qualche modo. Qualcuno adombra la possibilità che dietro questo omicidio ci sia un Paese Europeo, addirittura alleato dell’Italia, in questioni di politica internazionale piuttosto torbide, che riguardano l’Egitto. Questo Paese Europeo è l’Italia.

Sono questioni molto delicate, però è stato molto corretto e molto giusto, oltre che dal lato umano anche proprio per una questione di trasparenza, dare ampio risalto a questo omicidio e porre in essere tutte le iniziative per far sì che la questione non cada e che il ragazzo sia ricordato comunque.

Parimenti bisogna anche dire che David Rossi è forse, dopo l’amministratore delegato, il dirigente di più alto livello della banca più antica d’Italia, banca che, come è indicato nella mozione, è stata salvata con i soldi pubblici. Anche in questo caso, proprio per questi motivi, non soltanto per motivi umani ma anche per motivi proprio di gestione delle cose pubbliche, è estremamente importante che sia dato parimenti lo stesso risalto alla morte di Regeni, anche per la morte di David Rossi.

Io mi auguro che questo Consiglio Comunale comunque voti compatto per questo O.d.G.

Io sicuramente lo farò come Lega.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Perego.

Ha chiesto la parola il Consigliere Cheikh, ma non può intervenire perché ha esaurito i suoi interventi. Ha fatto già un intervento.

Ha chiesto la parola il Consigliere Ghezzi, prego.

CONSIGLIERE GHEZZI LUCILLA

Solo brevemente, per anticipare la dichiarazione di voto.

Non si intende ritrarsi da quella che è la ricerca della trasparenza e di un corretto percorso chiamiamolo giudiziario, di approfondimento. Si tratta di assumere – diciamo così – una posizione per uno o l’altro o l’altro ancora, a differenza di altri casi che non vengono evidenziati.

Allora, sono tutti importanti, il caso di Giulio Regeni è particolare perché è veramente oscuro e brutale nella sua esecuzione. Nel caso di David Rossi purtroppo ci sono delle indagini aperte e noi non sappiamo giuridicamente come stanno le cose.

La posizione del non esporre lo striscione è quella di non privilegiare un caso su un altro, è quello di avere certamente la convinzione della ricerca della ricerca della verità e della trasparenza, ma senza che l’Amministrazione assuma di volta in volta, perché non l’abbiamo fatto per Giulio Regeni pur stimando in noi stessi il desiderio che si arrivi alla conclusione di queste indagini, e non lo si farà per David Rossi.

Non lo si farà perché tanti purtroppo sono i casi aperti che attendono una definizione.

Il discorso è più ampio, quello di una giustizia veloce, di una giustizia che acclari i fatti in maniera circostanziata, ma assumere di volta in volta una posizione, un’altra, trascurandone alcune, non ci sembra corretto.

La posizione di non votare questo O.d.G. si riferisce a questo, non tanto perché non si voglia perseguire un percorso chiaro e del raggiungimento della verità, ma il non di volta in volta con uno striscione o con un altro privilegiare una figura piuttosto che un’altra.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Ghezzi.

Ha chiesto la parola il Consigliere Zucchi, prego.

CONSIGLIERE ZUCCHI CARLO

Intanto mi spiace vedere che, visto che si invitano il Sindaco e la Giunta, al momento il Sindaco e la Giunta non abbiano opinioni in merito su questa… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Sto vedendo che al momento non c’è ancora. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) L’ho detto, al momento. (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

Io voterò a favore di questo O.d.G., perché la vicenda di David Rossi è un’altra vicenda oscura di questo Paese. La banca del Monte dei Paschi di Siena è un altro capitolo oscuro di ciò che sta succedendo ed è successo in Italia, anche relativamente alle banche. Per rispetto anche dei familiari mi piacerebbe che un’Amministrazione in ogni caso dia il proprio sostegno, dia un minimo di appoggio e un minimo di solidarietà a casi in cui la Magistratura non è ancora riuscita ad arrivare ad una soluzione.
Io voterò a favore, anche se devo dire che a me non piacciono i manifesti appesi, mi piacerebbero altre soluzioni, altre iniziative di solidarietà più concrete che un manifesto.
Ritengo però che sia giusto, piuttosto che non dire niente in nessuno dei due casi, fare qualcosa per tutti e due i casi.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Zucchi.

Ha chiesto la parola il Sindaco, prego.

SINDACO

Credo di parlare a nome della Giunta, che ovviamente ha discusso di questo O.d.G., puntualizzando come faccio sempre, chiarendo alcuni punti, alcuni argomenti che ho sentito.

Non è solo una questione di opportunità. Fatti salvi, come detto finora dai Consiglieri tutti, che siamo garanti, che siamo sostenitori fermi della trasparenza di tutti gli atti che non solo lo Stato, la Farnesina, devono fare a sostegno degli italiani all’estero, ed a sostegno sempre e comunque della Magistratura che fa il lavoro che deve fare, qui è una questione di stile. Questa Amministrazione, questa, le altre Amministrazioni non hanno mai fatto, sono andata a vedere e ci sono stati altri casi, sono andata a vedere vent’anni, trent’anni, nessuna Amministrazione ha mai, mai, anche in casi diversi, messo uno striscione a sostegno… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Va beh, … mi è sfuggito. Comunque è una questione di stile. Questa Amministrazione ritiene, questa Amministrazione ritiene, e non è una questione di supportare o meno la trasparenza a sostegno, semplicemente ritiene che non è… Ha fatto una scelta precisa, non è mettendo uno striscione che si garantisce il sostegno alla famiglia, il sostegno alla Magistratura, il sostegno alla Farnesina, il sostegno alla legalità e trasparenza ecc. Si fa con ben altro.

Questo abbiamo fatto attraverso il lungo percorso che è partito ad Ottobre e finirà ad Ottobre con l’Assessore Salvioni rispetto alla legalità.

È questo secondo noi che è in maniera molto fattiva il sostegno vero, che è la formazione anche nelle scuole della cultura della legalità.

È una scelta di stile che abbiamo fatto, il resto non c’entra niente.

Io ho sentito il Consigliere Orrico, lei ha parlato, bisognerebbe farlo perché in questo caso è importante tenere informati quotidianamente i cittadini. Non è con uno striscione che teniamo informati quotidianamente i cittadini, con scritto “A sostegno di David Rossi”, non è così. Non è con uno striscione che diamo il significato alla legalità e alla trasparenza. È con un anno di lavoro.

Non è con uno striscione che noi costruiamo un parterre culturale che negli anni futuri porterà i nostri ragazzi a parlare e a vivere la legalità e la trasparenza.

Per quanto riguarda l’informazione quotidiana sull’evolversi di questo caso, per non farlo andare nel dimenticatoio, scusate, non ditemi che non ci sono i socia che 150 volte al giorno, tutti i tipi di social, anche quelli investigativi, a parte la politica, quotidianamente non parlano di questo caso.

Non è con lo striscione, non è l’Amministrazione, altre Amministrazioni l’hanno fatto, questa Amministrazione ha semplicemente fatto una scelta di stile, abbiamo scelto che non è con uno striscione che noi affrontiamo a) tutto quello che voi… il tema della legalità, a) il sostegno alla Magistratura e alla Farnesina, b) tutto quello che attiene alla costruzione del tema proprio della cultura della legalità.

Sulla trasparenza, scusate, allora non entro nel merito politico, sono poco interessata… Il Consigliere Perego lo fa sempre e fa bene, perché è all’Opposizione e fa bene, lo farei anche io se fossi all’Opposizione. In questo caso veramente si Regeni che David Rossi con lo striscione non c’entrano proprio niente. Nel senso che la costruzione, ci si chiede di fare un’altra cosa. Questa Amministrazione ha scelta una questione di stile, oltre che di merito.

PRESIDENTE

Grazie Sindaco.

Vedo due interventi che sicuramente saranno inerenti alle dichiarazioni di voto. La parola al Consigliere Cazzaniga per il Gruppo di Forza Italia, prego, ne ha facoltà.

CONSIGLIERE CAZZANIGA ATTILIO

Grazie Presidente. Buonasera a tutti.

La mia dichiarazione di voto, dico subito che voterò a favore di questo O.d.G., però vorrei fare una precisazione. Sono lieto di abitare in una città dove non verranno messi striscioni per Regeni, dove non verranno messi striscioni neanche per Rossi.

Voterò a favore perché non mi va quando vado in giro per altre città di vedere gli striscioni che riportano come “Verità per tizio” “Verità per Sempronio”. Purtroppo stiamo parlando di due morti, queste sono due cose… i morti che… La Magistratura accerterà.

Ho fiducia nella Magistratura, ho fiducia nella Farnesina e negli organi. Dobbiamo anche non dimenticarci una cosa, anche fuori dai tribunali mi danno un certo fastidio vedere gli striscioni, perché quando si mettono gli striscioni che ricordano qualcuno ci stiamo dimenticando di mettere gli striscioni per qualcun altro che è morto per lo stesso motivo e compiano un’ingiustizia nei loro confronti.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Cazzaniga.

Ha chiesto la parola per la dichiarazione di voto il Consigliere Tidiane, prego. Ne ha facoltà.

CONSIGLIERE CHEIKH TIDIANE GAYE

Grazie Presidente.

Nella mia prima dichiarazione avevo evidenziato questo fatto facendo un parallelismo, intendo per parallelismo il caso di Regeni e il caso di David Rossi; David Rossi a livello nazionale con Monte dei Paschi e Regeni per il caso della Farnesina. Continuando sempre a mettere striscioni, io sono contrarissimo e noi siamo anche contrari a questa pratica. Occorre avere fiducia nella Magistratura, i morti sono sempre dei morti, non ci sono morti di classe 1 e di classe 2.

Adesso ci sono tre italiani spariti in Messico, noi non sappiamo. Abbiamo noi, anzi la nostra solidarietà, però non andremo a mettere striscioni.

Io dico lasciamo alla Farnesina fare il suo lavoro, lasciamo alla Magistratura fare il suo lavoro, perché è importante. Tutto il resto è da liquidare nella pura – io dico di solito – retorica politica, che non c’entra niente con le nostre realtà.

Noi come Maggioranza e come Lista Civica andremo a votare naturalmente no.

Grazie Presidente.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Cheikh.

La parola al Consigliere Zucchi per la sua dichiarazione di voto. Prego.

CONSIGLIERE ZUCCHI CARLO

Voterò a favore.

Volevo solo ricordare al Sindaco che una volta l’abbiamo appeso uno striscione, io, lei, anche il Vicesindaco. Era uno striscione a sostegno del Magistrato Antonino Di Matteo. In quell’occasione il Magistrato Antonino Di Matteo era sotto scorta e continuamente minacciato di morte, l’abbiamo appeso per un girono, fuori dalla Villa Borromeo. (Dall’aula si interviene fuori campo voce)
Per dire, qualche volta… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Qualche volta gli striscioni li appendiamo.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Zucchi.

Consigliere Ghezzi, prego, la sua dichiarazione di voto.

CONSIGLIERE GHEZZI LUCILLA

Io seguo all’intervento del Consigliere Cazzaniga sottolineando che proprio per le stesse ragioni rammento qui, a pochi giorni dall’anniversario della loro morte, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Questo per dire che non ci sono morti più importanti di altri. Purtroppo sono tutti morti sui quali va cercata la verità e la giustizia per tutti.

Il sottrarsi all’esporre uno striscione per l’uno o per l’altro non è un non voler prendere una posizione per quella persona deceduta in circostanze non chiare, ma per rispetto a tutti quelli che magari non portandosi, non essendo portati all’evidenza mediatica hanno diritto comunque ad avere una rilevanza per la ricerca della verità.

Perciò annuncio in questo modo e per queste ragioni la nostra votazione contraria a questo O.d.G.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Ghezzi.

Possiamo chiudere l’argomento e passare alla votazione.

Voti favorevoli? 5 voti favorevoli. Consigliere Orrico, Consigliere Zucchi, Consigliere Cazzaniga, Consigliere Puglisi e Consigliere Perego.

Voti contrari? 11 voti contrari, tutta la Maggioranza.

L’O.d.G. è respinto.

COMUNE DI ARCORE

PUNTO N. 2 O.d.G. – CONSIGLIO COMUNALE DEL 9 APRILE 2018

APPROVAZIONE VERBALE DI SEDUTA DEL 6 FEBBRAIO 2018

PRESIDENTE

Passiamo quindi al punto 2 della seduta pubblica di oggi, che è l’approvazione del verbale di seduta del 6 Febbraio.

Pongo subito in votazione, se non ci sono interventi.

Voti favorevoli? Su bene le mani per favore. 12 Consiglieri Comunali, che sono tutta la Maggioranza tranne il Sindaco. No scusate, alzate bene la mano per favore. 9 Consiglieri di Maggioranza più il Consigliere Zucchi, il Consigliere Orrico, quindi 11 voti favorevoli.

Astenuti? 5 voti astenuti, che sono il Consigliere Cazzaniga, Puglisi, Perego, Ventola e il Sindaco Colombo.

COMUNE DI ARCORE

PUNTO N. 3 O.d.G. – CONSIGLIO COMUNALE DEL 9 APRILE 2018

PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA POPOLARE – REALIZZAZIONE RSA – ALTRE STRUTTURE CON FUNZIONI SOCIO SANITARIE – TUTELA DELLA VIVIBILITA’ E QUALITA’ AMBIENTALE

PRESIDENTE

Passiamo ora al punto 3, Proposta di delibera di iniziativa popolare – realizzazione RSA – altre strutture con funzioni socio sanitarie – tutela della vivibilità e qualità ambientale.

Invito uno dei rappresentanti del Comitato promotore. Prego. Il Sig. Luca Monguzzi, che invito ad esporre. Prego.

SIG. MONGUZZI LUCA

Il testo comunque è riassunto nella relazione che leggerò.

La leggo, anche per comodità di verbalizzazione, poi possiamo anche fornire il file.

“Quando l’Amministrazione ha palesato l’intenzione di realizzare la RSA nell’area antistante Sant’Apollinare, al palazzetto dello sport, ci siamo ritrovati a condividere con molte persone, soprattutto abitanti nella zona, una serie di preoccupazioni riguardanti le molte e gravi criticità che questo intervento comporterebbe.

Siamo un gruppo di cittadini che hanno sentito l’esigenza di segnalare all’Amministrazione tali criticità, utilizzando gli strumenti messi a disposizione dal Regolamento degli istituti di partecipazione popolare del Comune.

Per promuovere la massima condivisione con i cittadini, visto che ci troviamo in una fase preliminare all’approvazione del progetto, abbiamo ritenuto opportuno proporre una deliberazione di iniziativa popolare, con il proposito di certificare che il pubblico interesse prevalente per quell’area e per quel quartiere è quello della conservazione di uno spazio dedicato a verde pubblico, e vista la tipologia delle strutture adiacenti ed impianti sportivi.

Per sgomberare il campo da eventuali equivoci ci teniamo a chiarire che siamo assolutamente consapevoli della necessità di una RSA nel territorio del nostro Comune. Da questo punto di vista riteniamo solamente di osservare che alla città servirebbe un piano strategico a medio e lungo termine, che preveda di soddisfare tutte le necessità socio sanitarie che la città dovrà affrontare. Tenuto conto anche dell’inserimento nel tessuto sociale di tutte le famiglie, giovani e non, che verranno a risiedere nelle torri edificate sull’area ex Falck.

Secondo i dati Demo Istat la popolazione over 65 è passata dal 15.87% del 2000 al 23.30% del 2017, il che rende evidente che nei prossimi anni insieme alle  persone anziane aumenteranno sicuramente anche le persone non autosufficienti.

C’è però un altro dato di cui tenere conto, la natalità è in costante e decisa diminuzione, questo lascia facilmente prevedere che aumenteranno esponenzialmente anche le persone cui mancherà più banalmente una rete di sostegno, cioè l’aumento di persone che vivranno una vecchiaia senza il sostegno e la vicinanza di figli, parenti ecc.

Si dovrebbe quindi pensare alla realizzazione di strutture che sopperiscano anche a questa importante mancanza, come ad esempio alloggi protetti o centri che favoriscano la convivenza assistita di queste persone.

Da questo punto di vista ci sembra che la struttura proposta si configuri come un intervento puntuale e rappresenti solo una parziale soluzione ad una parte del problema. Soprattutto, vista l’angustia degli spazi esterni molto limitati, non si presta a future modifiche ed implementazioni, che saranno sicuramente necessarie tra qualche anno.

Dal punto di vista dei parcheggi rileviamo come l’Amministrazione continui a considerare solamente la rispondenza normativa della proposta ricevuta e non la reale situazione del quartiere. Intanto ci permettiamo di annotare che nel calcolo dei posti auto necessari non possono e non devono essere considerati quelli esistenti, in quanto già palesemente insufficienti.

Numerose fotografie e filmati dimostrano come in occasione delle giornate di mercato, di eventi sportivi al palazzetto o di momenti partecipativi degli istituti scolastici, la situazione sia già del tutto fuori controllo, con auto parcheggiate ovunque e pesantissimi disagi per chi abita nella zona.

Nella documentazione che abbiamo potuto visionare, e da quanto spiegatoci nell’incontro avuto con l’Amministrazione, non abbiamo trovato riscontro di conteggi che tengano conto di quanti utenti frequentino il collegio, quanti la scuola statale e il palazzetto e quanti di questi provengano da fuori città e necessitino quindi di parcheggi.

Non sembra esistere alcuna verifica comparativa tra il numero dei posti auto che sarebbero necessari a corredo delle strutture esistenti e quanti invece sono ad oggi disponibili.

C’è stato detto che il parcheggio su Via Gilera, recentemente ristrutturato e reso a pagamento, può contribuire a migliorare la situazione, dimenticando che lo stesso esiste in quanto necessario anche dal punto di vista normativo agli esercizi commerciali realizzati negli anni passati; quindi non può e non deve essere considerato come al servizio della nuova RSA.

Come parcheggio aggiuntivo si cita solo quello interrato della struttura, da realizzare, per il quale emerge una stima che secondo noi è in difetto, di soli 20 posti riservati ai dipendenti.

C’è stato detto che il nuovo disegno e la razionalizzazione degli spazi esistenti nella zona porteranno un aumento di posti disponibili. Lo diciamo senza alcuna volontà polemica, ma davvero si può pensare che rispettando spazi, aiuole segnaletica e spazi di manovra a norma, si possano parcheggiare più macchine di quelle che oggi vengono stipate sfruttando ogni centimetro utile?

È del tutto evidente come la zona in questione sia già gravemente interessata da problemi di traffico e viabilità. A parte i rilievi che abbiamo potuto effettuare, che però hanno solo valore testimoniale, la situazione è attestata anche dal fatto, soprattutto direi, che da anni l’Amministrazione ha deliberato di chiudere al traffico Via Edison negli orari di entrata e di uscita dei bambini. Proprio perché la struttura dovrebbe essere riservata a persone con patologie particolari, Alzheimer, Hospice, allettati ecc., riteniamo che per la sua realizzazione sarebbe da privilegiare un contesto più silenzioso e tranquillo, diverso da quello in questione, che invece è caratterizzato da rumori causati dall’incitamento sportivo che arrivano dalla palestra, dal traffico e dalle auto che non trovano parcheggio, dal vociare dei bambini che entrano ed escono da scuola.

Queste strutture di solito sorgono nelle periferie o in zone residenziali, tanto che anche questa Amministrazione nel proprio programma elettorale e nelle linee guida programmatiche pubblicate ha indicato l’area tra Via Calabria e Teruzzi come  “la migliore possibile per una struttura del genere”.

Tra l’altro parlando di una struttura più elaborata, che potesse comprendere anche la futura realizzazione di un Centro Diurno Integrato.

È da rimarcare la presenza nelle immediate adiacenze della sede di una società sportiva, la U.S. Casati, che permette la pratica dello sport a circa 700 atleti, di cui 400 al PalaUnimec. Da 72 anni si occupa dell’educazione fisica e sportiva di una gran parte dei bambini di Arcore, con una funzione sociale di innegabile grande valore.

L’operazione proposta avrebbe un impatto importante sulla Casati, la sua immagine sarebbe praticamente cancellata dalla faccia visibile della città e l’accessibilità al palazzetto sarebbe resa certamente più difficoltosa.

Ci pare quindi che non sia stato valutato con la necessaria attenzione il costo sociale ed economico che queste difficoltà potrebbero avere sulla Casati ed in generale sulla società arcorese.

La zona indicata sarà sempre più congestionata dal traffico e parcheggio, peggiorando ulteriormente la qualità della vita degli abitanti di Via Gilera, Via Golgi e limitrofe, e di tutti coloro che saranno di passaggio, che dovranno portare i figli alle scuole di Via Edison o al palazzetto.

Tutto ciò comporterà, potrebbe comportare una svalutazione degli immobili ad uso abitazione presenti nel quartiere, con evidente danneggiamento degli interessi economici dei moltissimi proprietari di appartamenti.

Dal punto di vista dei benefici creati per la città rileviamo che dai dati in nostro possesso risultano solo 10 posti riservati agli arcoresi, forse aumentabili di qualche unità a seguito delle trattative in corso con il proponente. Non sappiamo a quanto ammonterà la retta mensile, né quali agevolazioni economiche saranno applicate ai residenti. Sempre ammesso che possano essercene, perché dalle informazioni che siamo riusciti ad avere risulta che la Regione non erogherà convenzioni per i prossimi anni e che quasi sicuramente i fruitori dovranno accollarsi esborsi molto rilevanti per garantire l’assistenza ai propri familiari.       I soli due ambulatori previsti a disposizione della città ci sembrano ben poca cosa rispetto alle aspettative ed alle necessità attuali. Inoltre per tutta la durata dei lavori il cantiere per la realizzazione della struttura impatterà pesantemente sulla già precaria situazione viabilistica e di parcheggio nella zona.

Infine, ma non di seconda importanza, c’è da fare una considerazione di carattere urbanistico.” Qui perdonatemi ma vi devo tediare con qualche riferimento normativo.

“Nel Piano dei Servizi nel PGT in vigore si prevede per le aree destinate a realizzazione di servizi pubblici il vincolo ablativo per cinque anni dall’entrata in vigore, ai sensi del comma 12 dell’art. 9 della Legge Regionale 12 del 2005. Questa legge prevede chef entro questi cinque anni l’Amministrazione possa espropriare l’area soggetta a questo vincolo per la realizzazione diretta di servizi necessari, o che possa affidarne al proprietario la realizzazione. Prevede anche la possibilità che il proprietario proponga un intervento di pubblica utilità che l’Amministrazione, a fronte di questa pubblica utilità, può approvare o diniegare.

Ai sensi del DPR 327 del 2001, che è il Testo Unico sulle espropriazioni per pubblica utilità, a cui la Legge Regionale fa riferimento, scaduti i cinque anni l’area è da considerarsi come in assenza di pianificazione urbanistica, sulla quale per effetto dell’art. 9 del DPR 380/2001, che è il Testo Unico in materia di edilizia, sono consentiti solo interventi di manutenzione, risanamento e ristrutturazione dell’esistente.

Stanti così le cose quell’area a Giugno di quest’anno, in assenza di un progetto approvato, diventerebbe praticamente inedificabile.

È evidente che questa situazione avrebbe dovuto porre l’Amministrazione in una posizione di grande vantaggio contrattuale nella trattativa relativa alla permuta dell’area con il privato.

Considerato che la distanza tra le due aree si riduce a pochissimi minuti di cammino, 340 metri in linea d’aria, 530 metri misurati su strada, ci sembra davvero difficile immaginare che non si sia riusciti a convincere il proprietario a permutare un terreno soggetto a questi vincoli con uno più adatto allo scopo e già previsto nei programmi dell’Amministrazione e dagli strumenti urbanistici vigenti.

In conclusione, pur comprendendo le necessità di dare una risposta ad uno dei problemi della città, non crediamo che la realizzazione di pochissimi posti riservati alla cura dei non autosufficienti arcoresi possa giustificare il netto peggioramento della qualità della vita degli abitanti di un intero quartiere, ed almeno in parte della città stessa.

Ci sembra del tutto evidente che la realizzazione della RSA nell’area prescelta comporti per la nostra città una serie di criticità e disagi decisamente superiore ai vantaggi che potrebbe portare.

C’è stata esternata la preoccupazione che il privato proponente possa citare per danni l’Amministrazione a seguito del diniego dell’autorizzazione all’operazione proposta. Da questo punto di vista, e ci spiace in questo senso aumentare le preoccupazioni dei Consiglieri, facciamo presente che anche i cittadini e le attività oggi presenti nella zona potrebbero ritenere lesi i propri interessi ed intentare cause di risarcimento.

Noi, dovendo scegliere tra il rischio di essere citati per danni da una società privata o dai cittadini che ci hanno eletto e che rappresentiamo, non avremmo alcun dubbio sulla scelta.

Secondo la nostra proposta la scelta migliore per la qualità della vita della città sta nel prevedere di destinare l’area interessata a verde e sport. Pensiamo che le scelte dell’Amministrazione debbano essere basate soprattutto sulla tutela e sulla promozione del benessere degli arcoresi, la famosa pubblica utilità.

Chiediamo al Consiglio Comunale di approvare con il proprio voto favorevole la deliberazione da noi presentata e sostenuta dai cittadini firmatari della proposta, al fine di vincolare l’area interessata a verde e sport, impegnandosi con i cittadini a trovare soluzioni alternative che tengano conto anche della totalità delle esigenze socio sanitarie assistenziali della città, certificando che l’interesse pubblico prevalente per quell’area è da ritenersi individuato nella conservazione della qualità della vita dei cittadini.”

Grazie.

PRESIDENTE

Ringrazio il Consigliere Monguzzi, il Sig. Monguzzi, scusate. Ero già avanti.

Apriamo la discussione. Ha chiesto la parola l’Assessore Mollica Bisci, in posizione defilata.

ASSESSORE MOLLICA BISCI ROBERTO

Rimango qua.

PRESIDENTE

Prego.

ASSESSORE MOLLICA BISCI ROBERTO

Grazie Presidente. Ritorno ai vecchi banchi che mi piacevano. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Mi piacevano i vecchi banchi del Consiglio Comunale, che ho ricoperto per quasi dieci anni con grande onore.

Ho ascoltato attentamente la relazione del Sig. Monguzzi, che ha ripreso anche una parte delle cose che sono state dette, sulle quali ci siamo confrontati durante l’incontro che il Comitato ha chiesto qualche settimana fa, con la Giunta Comunale e i Consiglieri di Maggioranza.

Mi sono preso un po’ di appunti, ora cerco di analizzarli uno per uno, sperando di ricordarmi un po’ tutto.

Parto dal perché questa Amministrazione Comunale sostanzialmente si è trovata in una situazione in cui non poteva dire di no ad una struttura, una struttura che da anni questo Comune e tante Amministrazioni hanno provato a realizzare, struttura che tutti sanno benissimo è impossibile che venga realizzata con i soldi dell’Amministrazione Comunale, perché ha dei costi inaccessibili da un certo punto di vita. Molte Amministrazioni Comunali negli anni scorsi hanno provato a realizzare un’opera di questo tipo in varie aree, si è parlato dell’area a nord, Via Lombardia Alta, un’altra area citata, quella di Via Lombardia – Via Teruzzi, ora quest’ultima area davanti al PalaUnimec.

Partiamo da un inquadramento. Quest’area è un’area a servizi indicata nel PGT, un’area a standard, ma di proprietà privata. Area privata di proprietà del proponente dell’operazione.

Relativamente alle preoccupazioni e alle criticità che sono state sollevate dal Comitato e da vari cittadini, già in Consiglio Comunale ne abbiamo discusso, mi pare che ci fu un O.d.G. se non ricordo male del Consigliere Perego qualche mese fa, in cui abbiamo già iniziato a discutere di questo Piano.

Quando ci sono delle preoccupazioni e quando ci sono delle criticità si cerca di risolverle, ovviamente si può essere d’accordo sulla soluzione o si può essere contrari. Noi riteniamo che le soluzioni che abbiamo cercato di ottenere nei vari incontri che si sono susseguiti con il proponente dell’operazione siano sicuramente quelle di una razionalizzazione della situazione dal punto di vista viabilistico e quelle di un miglioramento della situazione esistente.

Oggi partiamo da una situazione in cui abbiamo, parliamo della parte appunto di parcheggi e viabilità. Noi oggi abbiamo una situazione che è la seguente: il parcheggio di Via Edison, quello di fronte al collegio, non è sostanzialmente… E’ utilizzato a parcheggio ma è come se non lo fosse, cioè è parcheggio selvaggio puro e crudo, ognuno fa quello che vuole, chi entra, chi esce, chi parcheggia, chi parcheggia sul prato, chi parcheggia sull’aiuola, non si capisce niente. Zero sicurezza, zero ordine.

Abbiamo un parcheggio, quello di Via Gilera, che è stato sistemato la scorsa estate, che è un parcheggio privato ad uso pubblico. Parcheggio che è stato sistemato con gli oneri a carico ovviamente del proprietario dell’area, l’uso pubblico era un uso pubblico che c’era già prima, dove ci sono attualmente circa 90 stalli. È video-sorvegliato, è diventato a pagamento, con una tariffa di sosta – permettetemi di dire – irrisoria, passatemi questo termine. Parliamo di mezzora gratis e 40 centesimi l’ora. Un’ora e mezza costa 40 centesimi.

È vero, abbiamo la chiusura di Via Edison durante l’orario di apertura e di chiusura, di entrata e di uscita delle scuole, questo per ovvi motivi di sicurezza.  Ovvi motivi di sicurezza perché i cancelli delle nostre scuole non hanno una piazza dove i ragazzi, i genitori e gli accompagnatori possono tranquillamente muoversi, ma abbiamo i marciapiedi esistenti, per ovvi motivi di sicurezza le strade sono state chiuse.

È vero, sicuramente in quella fascia oraria c’è un minimo di disagio, però mi pare più che comprensibile.

Il fatto di aver cercato di ottenere una riqualificazione ed una sistemazione ad esempio delle opere, dei parcheggi esistenti e un rifacimento totale ad esempio del parcheggio di Via Edison, illuminato, video-sorvegliato, con i posti disabili, con gli accessi normati dal Codice della Strada, cosa che oggi non c’è e che un’Amministrazione è obbligata anche ad attenersi.

Il parcheggio interrato, nel parcheggio interrato sono previsti 55 posti auto, di cui un terzo per i dipendenti della struttura. Tra l’altro all’interno del perimetro appunto individuato per la realizzazione di quest’opera, dove sorgerà un edificio che sarà alto un piano, che è il piano terra, il primo piano e il secondo piano, quindi non è più alto delle abitazioni esistenti, non è più alto nemmeno del PalaUnimec. Inizialmente fu presentato un Piano che copriva completamente il PalaUnimec perché oltre al piano terra c’erano tre piani, è stato chiesto di abbassarlo proprio per essere in linea con le abitazioni e con il quartiere.

Per quanto riguarda i parcheggi dei dipendenti oltre il terzo destinato nel parcheggio interrato ci sono anche i posti ovviamente per l’accompagnamento veloce all’interno della struttura in prossimità, all’interno del cancello dell’area. Là ci sono 10/12 parcheggi.

Ovviamente il progetto definitivo non è ancora stato presentato, però dalle ultime tavole che ho visto io personalmente, che sono state fatte vedere all’ufficio, vi do con quasi la certezza questi numeri.

Il parcheggio di Via Edison rimane quello che è. Inoltre si avrà la sistemazione del parcheggio di Via Matteotti. Parcheggio di Via Matteotti, anche questo è in parte pubblico e in parte privato ad uso pubblico. Il parcheggio di Via Matteotti ha attualmente, quello sul retro, dove si ha la possibilità di accesso anche ai locali del medico, alla farmacia, vicino alla palestra della Dance Gallery ad esempio, passerà da una sistemazione di attuali 26 posti al doppio, semplicemente razionalizzando lo spazio esistente. Anche questo a carico dell’operatore.

L’intervento si è detto che non soddisferebbe l’attuale esigenza di una struttura di questo tipo, perché c’è un aumento, un invecchiamento della popolazione. Poi l’Assessore Del Campo sicuramente avrà, darà delle informazioni più corrette, però iniziamo a soddisfare il primo bisogno, un bisogno che Arcore reclama da decenni e che gli arcoresi sono obbligati ad avere i propri malati, i propri cari non vicino o purtroppo in strutture anche magari, spesso e volentieri, molto lontane da Arcore.

Per quanto riguarda poi la parte sanitaria io non entro nel merito perché non è una parte che seguo io, risponderà poi l’Assessore Del Campo.

L’accessibilità al PalaUnimec viene comunque garantita, viene garantito l’accesso che c’è, che è quello dal parcheggio di Via Gilera, perché l’accesso che c’è sul lato di Via Edison non è normato. Oggi c’è di fatto, però è un accesso abusivo sostanzialmente. È un accesso che è stato realizzato ma non è normato da nessuna scrittura tra le due parti.

I poliambulatori al piano terra saranno cinque o sei, dipende ovviamente dal progetto esecutivo e dagli spazi che ci saranno.

Relativamente alla questione del programma elettorale, a questo punto tengo particolarmente. Un’Amministrazione Comunale, anzi un candidato Sindaco si presenta con un programma elettorale, cerca di soddisfarlo al 100%. Purtroppo nel frattempo, durante gli anni di mandato, possono subentrare determinate contingenze, determinati cambiamenti di situazione, in alcuni casi delle emergenze, o comunque cambiano sostanzialmente anche non tanto gli obiettivi, ma quello che bisogna affrontare nel momento.

Noi ci eravamo presentati quando abbiamo depositato il programma per la ricandidatura del Sindaco Colombo, con l’aver individuato l’area, quella di Via Lombardia – Via Teruzzi. L’abbiamo sempre sostenuto e non lo nascondiamo. Gli eventi durante la campagna elettorale, in seguito al nostro bando, sono andati come tutti ben sanno. Davanti alla presentazione di un progetto di questo tipo ed all’opportunità che avevamo davanti, non per smania di realizzazione di un’opera, oppure di mettersi la stelletta per dire abbiamo fatto la RSA alle prossime elezioni non è questa la preoccupazione. La preoccupazione è quella di dare delle risposte alla città. La preoccupazione è quella di dare delle risposte che soprattutto nel caso di Arcore per tanti anni non si sono realizzate e non sono state soddisfatte al 100%.

Cerchiamo di trovare una soluzione che possa essere la meno impattante, questo è poco ma sicuro. Io ho sempre evidenziato che ci sono i problemi, ci sono le criticità su quell’area, ma che cerchiamo di risolverle.

Poi personalmente nell’ultima parte dell’intervento del Sig. Monguzzi le eventuali, come posso dire, richieste di risarcimento da parte di negozianti per l’insostenibilità della sosta, del traffico, sul deprezzamento del valore delle case, io personalmente ritengo che siano delle affermazioni completamente infondate.

Un’ultima cosa per quanto riguarda sempre la parte viabilistica, nel prossimo Consiglio Comunale con il Consuntivo di Bilancio ci sarà anche un capitolo, che sarà quello della variazione, in cui l’Ufficio Gestione del Territorio chiederà appunto una variazione di Bilancio per portare una piccola modifica al PGTU esistente. Semplicemente richiedendo una relazione del traffico che possa essere contro-dedotta rispetto a quello che qualsiasi proponente di un Piano di questo tipo, un Piano attuativo o un semplice permesso di costruire, possa essere contro-dedotta anche dall’Amministrazione Comunale. Ovviamente in questo caso, dato che ci sono delle criticità che sono state evidenziate anche dai cittadini, ci è sembrato opportuno che anche un tecnico incaricato dall’Amministrazione Comunale potesse valutare la situazione esistente, sugli impatti con la realizzazione di quest’opera.

Il tutto, concludo veramente, ricordo che questo Piano è di competenza della Giunta Comunale, perché non c’è una variante al Piano di Governo del Territorio ed è un classico permesso di costruire convenzionato.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Assessore Mollica Bisci.

La parola all’Assessore Del Campo, prego.

ASSESSORE DEL CAMPO VALENTINA

Volevo fornire qualche altro dato rispetto alla proposta che abbiamo ricevuto.

È una struttura di 120 posti letto, di cui 40 per nucleo Alzheimer. Il piano terra sarà riservato al nucleo Alzheimer, mentre al secondo ed al terzo piano saranno gli altri ricoverati.

Nella struttura è previsto anche un Centro Diurno Integrato, che ha una capienza simile a quella attuale del nostro Centro Diurno di Sant’Apollinare, che ricordo ha una capienza di 30 posti full time equivalenti; il che vuol dire che in realtà avendo noi scelto qualche anno fa di inserire anche degli utenti part-time adesso abbiamo circa 38 persone che frequentano il Centro, perché alcune persone si alternano pomeriggio oppure mattino.

Questa capienza sicuramente verrà mantenuta ed è probabile anche che si possa aumentare. Sicuramente si potrà aumentare il numero delle ore per cui i nostri cittadini anziani potranno usufruire appunto del Centro Diurno, perché avendo una struttura che ha già tutta una serie di prestazioni per via appunto di personale che deve essere presente 24 ore su 24 si potranno sicuramente ampliare le fasce orarie di ingresso e di uscita durante la giornata; stiamo vedendo anche possibilità di poterne usufruire magari anche il Sabato, se non addirittura la Domenica. Sono questioni che stiamo un po’ vedendo.

Oltre questi ci saranno anche degli appartamenti protetti, il Sig. Monguzzi prima citava appunto anche questa tipologia di intervento, anche questo è previsto. Nella parte sopra i poliambulatori saranno previsti degli appartamenti protetti. Il che vuol dire che cittadini che sono ancora in grado di… una certa autonomia potranno però usufruire della possibilità di avere un’assistenza in caso di necessità garantita sulle 24 ore.

I numeri che sono stati forniti dal Consigliere Monguzzi in effetti corrispondono a quelli che risultano attualmente, per cui la popolazione sopra i 65 anni rappresenta circa il 23.7% della popolazione al 31.12 del 2017. Di questa popolazione sopra i 75 anni  sono circa un 10%. Sicuramente sono numeri molto importanti.

Attualmente che risultino conosciuti diciamo dai servizi sociali, perché non tutte le famiglie si rivolgono al servizio sociale prima di decidere di ricoverare un parente in RSA, di solito si rivolgono ai servizi sociali coloro i quali hanno bisogno di un contributo economico. Conosciuti attualmente dai servizi sociali sono 17 persone di Arcore, che sono in strutture ovviamente fuori dal nostro territorio, visto che noi sul nostro territorio attualmente non ne abbiamo.

Oltre le 38 persone che dicevo sono al Centro Diurno ci sono anche sempre una trentina di persone che usufruiscono del servizio di assistenza domiciliare, anche in questo caso ci sono persone che soffrono di patologie sia di Alzheimer che di altri tipi di demenza.

Sicuramente la popolazione di Arcore è una popolazione con un’età avanzata molto rilevante, e la necessità di avere una RSA sul nostro territorio, oltretutto con questa tipologia di offerta, che quindi oltre alla RSA offre anche la possibilità di avere un allargamento del Centro Diurno, magari anche qualche letto di sollievo per situazioni temporanee e anche gli appartamenti protetti, è una necessità cui dobbiamo rispondere in maniera veloce.

Quindi questa opportunità che ci viene data, con tutti gli accorgimenti che l’Assessore Mollica Bisci ha esplicitato prima per quanto riguarda le possibili criticità relativamente all’ubicazione, però è sicuramente una questione urgente e che noi dobbiamo risolvere.

Questa proposta, che offre appunto una gamma di interventi che va a coprire molte delle richieste che abbiamo attualmente, ci sembra veramente che possa soddisfare una parte delle esigenze.

Per quanto riguarda una parte, dico una parte perché i numeri ovviamente possono essere anche molto più alti, però i 120 posti sono un numero standard di una RSA attualmente. Partendo già con questo numero io credo che una buona fetta delle esigenze della nostra cittadinanza possano essere… si possa dare un esito favorevole.

Per quanto riguarda la convezione noi adesso stiamo lavorando, si sta lavorando prima di tutto sulla convenzione urbanistica, appena chiusi tutti gli aspetti urbanistici relativi a questa convenzione affronteremo, già abbiamo delle bozze, affronteremo anche la questione della convenzione per avere una lista d’attesa per i cittadini di Arcore che abbiano appunto la precedenza sui non residenti, e affronteremo anche la questione delle tariffe, quindi avere eventualmente una tariffa più agevolata per quanto riguarda i cittadini arcoresi.

Ricordo però a questo proposito che noi abbiamo già un Regolamento, per cui è previsto il contributo a favore degli anziani che devono essere ricoverati in struttura e che non hanno la possibilità di pagare totalmente la retta che viene richiesta per il ricovero in queste strutture.

C’è quindi una fascia di interventi che noi facciamo a seconda della certificazione ISEE che il paziente ha, noi interveniamo appunto per arrivare a completare diciamo la retta che viene richiesta dalla struttura, in funzione di quello che il paziente può con la sua pensione, piuttosto che con le altre indennità che potrebbe avere un anziano, appunto andare a coprire la parte eccedente.

A maggior ragione nel caso della struttura di Arcore questo contributo ovviamente continuerà, al di là del fatto appunto di avere un’agevolazione per il fatto di essere residente ad Arcore.

Io per il momento mi fermerei qui, poi eventualmente se c’è qualche…

PRESIDENTE

Grazie Assessore Del Campo.

Ha chiesto la parola il Consigliere Cazzaniga, prego, per il suo primo intervento.

CONSIGLIERE CAZZANIGA ATTILIO

Grazie. Mi è stato concesso di essere qualificato come Capogruppo per questo argomento. Grazie.

Vorrei fare un piccolo excursus, visto che la sala è piena di cittadini, su tutto quello che è successo di bello, di brutto, di strano, di incredibile sulla Residenza Sanitaria Assistenziale, quella che noi chiamiamo casa di riposo e che si chiama RSA.

Già negli anni secula seculorum il Comune aveva acquistato per 1.000 Lire un terreno diciamo su nei boschi, ci intendiamo tutti. È diventato di proprietà comunale, con l’intento di realizzare una casa di riposo, poi dopo cadde… Erano i tempi in cui la parrocchia organizzava il pullman che andava a Vescovato in Provincia di Cremona, dove erano ricoverati tutti i malati, allora non si sapeva ancora che fosse Alzheimer, ma di disturbo cognitivo di Arcore. Il pullman partiva al Mercoledì, me lo ricordo benissimo.

Negli anni 90 il Sindaco Casiraghi, compianto, aveva elaborato un buon progetto devo dire, purtroppo le vicende giudiziarie lo colpirono, lui e la sua Giunta, salvo poi una lesta e rapida Magistratura italiana, di cui siamo particolarmente felici, riconosce dopo una decina di anni del tutto estraneo alle vicende. Nel contempo purtroppo anche qualche lutto familiare rese ancora tutto più amaro.

Arriviamo alla fine degli anni 90, quando incominciai ad interessarmi di amministrazione, non si politica, sono due cose diverse. Vedo che allora nessuno era dell’idea di fare una RSA, poi pian piano si sono tutti resi conto che invece serve.

Conosco ancora una frangia di arcoresi che mi dice sempre: non serve, gli anziani bisogna tenerli a casa. Io dico a questi signori: se voi li volete tenere a casa non c’è nessun problema, ma non vedo perché dovete impedire, è quasi una violenza, scusate, dovete impedire che invece a chi non ha la possibilità magari, oppure ha capito che stanno meglio in RSA che non a casa, e da questo errore ci sono passato anche io con mia madre, pur essendo un medico, perché l’emotività e l’affettività non ti fanno capire più niente, che stanno meglio là, perché dobbiamo impedirgli di accedere a queste strutture?

Quando ero Assessore ai Servizi Sociali la cosa più bella che avevo fatto, quella che mi aveva dato più soddisfazione, poi non so se era la cosa più bella, era quella di aver elaborato con molta fortuna girando in giro per molte cose un progetto che si chiamava “Il borgo”, che avevo visto sulla scrivania di un gestore di una RSA molto bella, che giaceva lì. Gli dico: perché non me lo fai vedere? Da lì era nata una cosa molto bella. Era una cosa innovativa, perché prevedeva la partecipazione – per chi voleva – economica da parte dei cittadini nella costruzione della struttura.

Non fui capito, forse penso la colpa è stata mia, non mi sono spiegato abbastanza, anche se devo dire allora avevo l’udito un po’ più fine di adesso perché sono diventato anziano, di notte mi sembrava certe volte di sentire lo sciacquio di chi remava contro.

Bene, si andò avanti, si preparò un bando per una RSA tradizionale, locazione nel famoso terreno, quante piante si sarebbero dovute piantare poi, perché lì ce n’erano da tagliare parecchie.

Vennero, si presentarono tre cooperative interessate e la cosa è documentata, ci sono i verbali del Comune, sono andati a vedere il terreno ed avevano preso dei contatti.

Poi il Comune di Camparada e di Usmate Velate, Parco del PLIS, decisero, nonostante che si poteva fare, di fare un’assemblea e ritirare l’assenso che in prima battuta avevano dato. Si avvicinava la campagna elettorale, Andreotti direbbe che a pensar male forse si riuscirebbe a capire il perché e il per come, ma io non voglio pensare male.

Così andò tutto in fumo e intanto i cittadini malati continuavano nelle loro trafile, che conosciamo.

Perdiamo le elezioni, l’Amministrazione che arriva, convinta anche lei, si mette al lavoro. Ci mette cinque anni per partorire un bando veramente straziante. È bene che si sappia che è stato partorito un bando dall’Assessore alla partita per una Residenza Socio Assistenziale, che è una residenza dove entrano solo le persone autosufficienti, o con lieve difetto.

Ben altra cosa è la Residenza Sanitaria Assistenziale, dove entrano i medio gravi ed i gravissimi. La parola sanitaria sta ad indicare che quella struttura avrà diritto, se accreditata, a prendere i posti dalla Regione per ogni posto letto. Quell’altra non becca una lira. Quindi gli ammalati gravi, se questo bando fosse andato in porto, avrebbero continuato ad andare ancora nelle RSA intorno. Fortunatamente è andato a fondo.

Ora io non voglio criticare nessuno perché alla fine della fiera né quando c’ero io né … la casa di riposo è venuta fuori, anche se i percorsi fatti sono stati diversi.

Bene, adesso arriva questa… Quando c’era questa possibilità, nel frattempo arriva la lettera di Iniziative Borgo Lecco, prima che venisse pubblicato il bando andato male, in cui si dice che vengono fatte, qui c’è la copia, vengono fatte tutte quelle cose, tutte quelle cose che erano previste nel Borgo che avevamo preparato. A me è sembrato di impazzire dalla gioia, non voglio dire una frase poco elegante, ma avessi avuto io quella fortuna di ricevere in Amministrazione una lettera di questo genere avrei fatto i salti di gioia.

Allora, sono… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Sì, lascia perdere, qui abbiamo perso altri due anni, diciamocelo francamente, in quisquilie alte, basse, storte, dritte, cose di questo genere. Vedo che tutti si preoccupano delle automobili, dei parcheggi.

Sig. Sindaco, c’è un bel terreno lì in Viale Lombardia, lo asfalti e faccia dei parcheggi e, come dice il Sig. Monguzzi, ci sono 340 metri da lì alle scuole, un po’ di strada a piedi ai bambini, visto che lo diciamo tutti, potrebbe anche far bene.

Al di là di queste cose…

Nel frattempo, anzi qualche anno prima, proprio un Assessore della parte politica del Sig. Monguzzi è venuto ad inaugurare il Palazzetto dello sport, questo magnifico scatolone che tutti fanno al di fuori della cerchia della città, invece lor Signori, perché hanno sbagliato in pieno e il responsabile n. 1 non è qui ma si chiama Antonio Nava perché era lui Sindaco, fa questo magnifico affare all’interno della città. In tutti gli altri paesi vengono fatti fuori, con i parcheggi, così quando ci sono gli eventi non si portano le centinaia di macchine che arrivano, restano tutte fuori. Avete mai visto degli stadi in centro paese? Va bene.

È chiaro che lo scatolone adesso è lì, non si può pensare di buttarlo giù. Non si può pensare di buttarlo giù.

Allora se fossimo in una situazione di meraviglia potremmo scegliere tra tutte le varie possibilità di fare questa opera. Purtroppo non siamo più in questa situazione. È bene che ci rendiamo conto che non c’è più nessun operatore che è disponibile a farsi una casa di riposo. Vi posso garantire una cosa, che quando viene uno che vuole fare una casa di riposo non vuole pagare il terreno, non vuole pagare gli oneri primari, secondari, terziari, quelli della nonna, della bisnonna e quest’altro e quell’altro; poi non vuole neanche pagare la tassa, l’Iva e questo e quell’altro, perché dice faccio un’opera sociale.

Con i tempi che corrono non ci sono.

Vi dirò di più, avessimo fatto il Borgo come l’avevo inteso io non avremmo neanche corso il rischio che adesso si sta correndo per molte RSA, forse non lo sapete ma gli arabi e i cinesi stanno cominciando a comprare società che hanno la loro attività nelle RSA. Fin quando diventa, concedetemi una battuta, la squadra di calcio che è in mano ai cinesi, va beh, ci sfottiamo l’uno con l’altro; ma quando diventa una struttura sanitaria io mi preoccuperei. Mi piace avere la mia autonomia e sarebbe giusto che un Paese l’avesse.

Vado avanti. 80 posti, 120, un etto e mezzo di prosciutto o due. Signori, ci sono delle cifre guardando non alla popolazione Istat generale, devi guardare il tipo di popolazione che tu hai nella tua città. Su questi ci sono delle tabelle, ci sono dei parametri con cui si può calcolare qual è la necessità che è attesa. Non lo dico io, ad Arcore sono attesi 300 malati tra demenza senile ed Alzheimer nei prossimi anni. È vera una cosa, che non tutti i 300 all’inizio hanno bisogno di entrare in una RSA, quindi quelli che sono dentro con tristezza poi muoiono e… Sicuramente 120 posti è una buona… 40 posti di Alzheimer penso che non sia un nucleo Alzheimer, anzi sicuramente saranno due, perché per una questione organizzativa oltre i 20 in un nucleo difficilmente, anzi temo che ci sia una normativa regionale che impedisce, ci vogliono due nuclei Alzheimer.

Quindi, Centro Diurno, gli ambulatori, gli ambulatori anche se sono pochi, credetemi, noi non abbiamo bisogno di ambulatori di cardiologia o di altre cose, c’è l’ASL, c’è l’ASST, c’è l’Azienda Ospedaliera. Abbiamo bisogno di ambulatori di geriatria magari, che abbiano un collegamento e per cui chi va avanti ed indietro dal Centro Diurno e dalla RSA abbia una continuità assistenziale.

La Regione ha finalmente approvato la continuità assistenziale per i malati cronici, cioè finalmente uno non deve più girare mezza Italia, ha un medico, uno, gestore di tutta la faccenda, che si deve preoccupare di prendergli tutti gli appuntamenti che servono. Questo è un salto di qualità che non finisce più; perché la parte sanitaria è una cosa molto importante, non solo, per l’amor di Dio è importante certo la viabilità e tutto il resto, è brutta, è fatta male, è storta, però quando uno è dentro se non è trattato bene, se non ha tutte le cose che ha, è lui che patisce.

L’ultima cosa, forse non l’ultima, si tratta di un privato che costruisce…

PRESIDENTE

Consigliere Cazzaniga, scusi, la invito a stringere un pochino l’intervento.>

CONSIGLIERE CAZZANIGA ATTILIO

L’ha già detto anche l’Assessore, è una proprietà privata, chiaro che il proprietario se non gli si fa fare quello che chiede di fare, già è molto gentile e partecipativo ad intrattenere con l’Amministrazione, discute, lima, migliora, perché migliorare si può migliorare sempre, però se gli si impedisce di fare quello che lui vuole fare sul suo terreno, rispettando le regole…

Pensate a voi se avete un pezzettino di terra, avete pensato di farci una casetta per vostro figlio che si sposa e quelli del vicinato vi dicono: raccogliamo le firme, scusate se ve lo dico, raccogliamo le firme perché non devi fare la casetta per tuo figlio. Voi, se il Comune vi dice di no, non andreste in Comune a chiedere il risarcimento per un danno di questo genere? (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

CONSIGLIERE CAZZANIGA ATTILIO

Sì, d’accordo.

Allora, c’è anche il Centro Diurno Integrato e questo Sig. Sindaco lo dico subito a lei, libererà Sant’Apollinare. Sant’Apollinare è il posto giusto dove mettere gli anziani, non alla stazione.

Per l’amor di Dio, come dice lui, piuttosto che… Ecco, però il posto giusto è là.

Volevo dire al Sig. Monguzzi, se non le dispiace, guardi che ha un ammalato di disturbo cognitivo sentire dei rumori, il vociare dei bambini e la vita al di fuori, magari anche il cacciar fuori dalla finestra anche essendo allettato e vedere i suoi nipoti o pronipoti arcoresi che vanno al PalaUnimec e cose di questo genere, è una grossa consolazione.

Io invito, veramente ve lo dico con il cuore in mano, su argomenti così importanti documentatevi un attimo. Lo so benissimo che si fa fatica.

Lei ha detto una cosa, ha scritto sul giornale, io non so se l’ha detto lei o meno, ma era virgolettata, una cosa triste, così faremo felici 20 persone di Alzheimer. Lei non riuscirà mai a far felice una persona di Alzheimer… Ho qui il ritaglio di giornale, se vuole glielo faccio vedere.

PRESIDENTE

Per favore!

CONSIGLIERE CAZZANIGA ATTILIO

Per amor del cielo, ragioniamoci bene.

Certo, io avrei voluto un bel posto, con un bel giardino intorno. Ricordatevi che il giardino è uno psicofarmaco per il parente, non per il malato, perché il malato non va in giro. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Questo lo dice lei! Cosa vuole che facciano, 80 persone le portano in giardino con 80 persone che stanno lì a curarle? I costi dove vanno? Andiamo!

A Milano le RSA cosa fanno senza giardino? Vanno tutti in Provincia, ve lo dico io, dove c’è il giardino. Cerchiamo di essere seri!

Questa è un’occasione che non si ripeterà mai più! Capisco che ci siano dei problemi per le persone che abitano intorno e che si preoccupano, lo farei anche io al vostro posto, ve lo dico; ma questa è un’occasione che per il Comune di Arcore non si presenterà mai più, mai più!

Uno che viene e fa tutto lui…

PRESIDENTE

Grazie. La ringrazio.

Ha chiesto… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) No, no… Non si può parlare. Silenzio per favore. Silenzio per favore. Sapete benissimo che il pubblico non può intervenire.

Ha chiesto la parola l’Assessore Del Campo, prego.

ASSESSORE DEL CAMPO VALENTINA

Volevo solo fare una precisazione. La proposta che noi abbiamo ricevuto, la prima proposta che abbiamo ricevuto da Borgo Lecco Iniziative è stata protocollata il 27 Aprile del 2016. In quei giorni è uscito il nostro bando, quindi non potevamo ritirare il bando e accogliere questa proposta. Abbiamo fatto presente all’operatore che ci ha sottoposto questa proposta che per quel periodo dovevamo per forza far uscire il bando, nel caso in cui il bando fosse andato deserto avremmo subito iniziato a parlare di questa proposta con loro.

Un’altra precisazione che volevo fare, appunto nel bando che abbiamo emesso c’era una convenzione per quanto riguarda la parte socio sanitaria, che riguardava appunto il convenzionamento per quanto riguarda i posti che venivano riservati ai cittadini di Arcore, venivano specificate le rette del nucleo Alzheimer, perché anche nella proposta di quel bando si parlava di nucleo Alzheimer e si parlava degli altri posti invece per la residenzialità assistita, assistenziale.

Quindi il discorso non era una proposta, un bando per una casa di riposo per persone autosufficienti, era invece rivolta alle persone che avevano necessità di ricovero in RSA.

PRESIDENTE

Grazie Assessore Del Campo.

Ha chiesto la parola il Consigliere Magni. Prego, per il suo primo intervento.

CONSIGLIERE MAGNI MARIA

Grazie. Buonasera a tutti, al Sindaco e alla Giunta, ai Consiglieri ed anche al pubblico.

Io torno diciamo allo stato attuale delle cose, anche se volevo inserire un apprezzamento per l’intervento del Consigliere Cazzaniga. Ho seguito tutta la sua esposizione ed anche se non ricordavo tutto di quello che è successo nel passato l’ho apprezzato moltissimo.

Io ho seguito tutta la discussione, molto animata, anche per il fatto che si è costituito un Comitato di quartiere, quindi una protesta di persone che comunque non vogliono la RSA in quell’area.

Pur condividendo tutti i timori che ognuno di noi ha quando si realizza qualcosa che va ad impattare particolarmente nella vicinanza della propria abitazione, e condividendo anche il fatto che magari anche per noi quell’area non era esattamente quella che avremmo voluto utilizzare, ritengo questo progetto per la RSA, quello di cui stiamo discutendo naturalmente, un buon progetto. Questa è una mia opinione anche personale.

Un progetto che consentirà comunque ad Arcore di avere finalmente una struttura che prevede, come hanno detto già i nostri Assessori, posti per la lunga degenza, per persone non autosufficienti, spazi per la patologia Alzheimer, poi di vedranno i numeri, di cui si ha estrema necessità.

Mi risulta anche mini alloggi protetti, che permetteranno ad una persona di poter vivere in una propria abitazione e di usufruire anche dei servizi sanitari della struttura.

Ecco, un’informazione che mi sembra sia già stata data è quella che l’Amministrazione collabora al pagamento delle rette di alcuni nostri cittadini, che sono collocati in strutture anche abbastanza distanti da Arcore, naturalmente con notevole disagio per i parenti che li devono andare a trovare e via dicendo.

Ho sentito parlare di parcheggi, mi sembra anche che durante l’incontro con il Comitato si sia parlato della preparazione di un Piano traffico da parte del proponente. D’altro canto anche di un Piano traffico dell’Amministrazione; quindi i due Piani traffici verranno confrontati.

Altra cosa importante, mi è parso di capire che comunque l’Amministrazione si sta impegnando per assicurare una convenzione, convenzione che è in itinere, che permetterà un congruo numero di posti per i nostri cittadini ad una tariffa credo agevolata. Questo mi sembra particolarmente importante.

Naturalmente i numeri sono da definirsi.

Concludendo, per tutto questo che è stato detto io sono convinta di questo progetto e credo anche nella realizzazione di questa struttura, che per altro ci sta impegnando a garantire per Arcore un servizio che forse i cittadini ed Arcore stessa aspettano da vent’anni o forse anche di più.

Tutto questo può non sembrare sufficiente, ma è sicuramente un primo passo verso la concretizzazione di quanto è possibile fare al momento. Per altro i numeri che ho sentito, 120 posti, sono gli standard, gli standard attuali che voi troverete un po’ ovunque nelle vicinanze.

Basta così insomma. Condivido il progetto e credo ch sia un buon progetto.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Magni.

Ha chiesto la parola il Consigliere Zucchi. Prego, per il suo primo intervento.

CONSIGLIERE ZUCCHI CARLO

Intanto vorrei dire ai cittadini presenti che la RSA molto probabilmente si farà, quindi iniziate ad immaginare che le soluzioni per evitarla sono ormai ridotte al lumicino; anche perché la Giunta e l’Amministrazione, proseguono tranquillamente con tutte le attività propedeutiche, quindi di quello che succede sul territorio e le opinioni dei cittadini poco importa.

Questa è la prospettiva futura. L’unica soluzione alternativa a questo, dopo questo passaggio che vedrà una votazione contraria, è quella di indire un referendum, perché vorrei ricordare al Consigliere Cazzaniga che prima degli interventi degli operatori buoni sul territorio, prima ci sono le indicazioni del popolo, la sovranità del popolo attraverso il referendum, attraverso le leggi che mettono a disposizione le istituzioni. Dovremmo partire da lì.

Se partiamo da lì iniziamo a capire qual è lo scopo di questa delibera. Questa delibera non dice di fare RSA sì, RSA no, come è stato detto fino adesso. Questa delibera dice un’altra cosa, innanzitutto è una delibera che è stata firmata da 260 cittadini. Io non ho mai visto, per la memoria che ho, un successo di raccolta firme di questo tipo. Vuol dire che ci sono delle persone che hanno ritenuto che quell’intervento sia troppo invasivo. Io ho partecipato alla raccolta firme e le preoccupazioni dei cittadini sono quelle di ritrovarsi un immobile, un’infrastruttura su un’area che attualmente è un’area a verde e che molto probabilmente congestionerà la zona per tutte le criticità che abbiamo sottolineato.

260 cittadini chiedono di verificare se ci sono alternative. Di questo bisognerebbe tenerne conto.

La delibera dice di vincolare l’area verde, di non considerare conforme al pubblico interesse il posizionamento della RSA in quell’area lì. A ricercare soluzioni differenti. Di impegnare il Sindaco entro tre mesi a riferire al Consiglio in merito a valutazioni, intenzioni, progetti dell’Amministrazione in merito alla RSA.
Di riaprire un confronto con l’operatore.

Noi ad oggi non abbiamo ancora capito, almeno io, non so se poi l’Amministrazione ha altre informazioni, perché l’operatore intenda fare la RSA in quella posizione e non prenda in considerazione il terreno di Viale Lombardia che è a 340 metri dall’area.

Le criticità di quell’area le abbiamo raccontate tutte, no? Sono i parcheggi, il traffico, le destinazioni d’uso che sono totalmente differenti.
Un’area di cantiere vicino ad una struttura sportiva che per due anni invaderà l’area. Si parla dei parcheggi, si continuano a fare interventi edilizi, come è stato il PalaUnimec, senza provvedere a fare i parcheggi, poi dopo 5, 10 anni dopo si dice che per fare i parcheggi dobbiamo fare altri 6.000, 7.000, 8.000, 10.000 metri cubi di volumetria, perché l’unico modo per fare i parcheggi ad Arcore è quello di dare volumetrie ad un operatore che, per il bene del paese, ci consente di fare politiche urbanistiche in questo paese. Continuiamo ad andare avanti così. Continuiamo ad andare avanti così.

C’è una posizione migliore per quella RSA? Certo che c’è una posizione migliore, certo. E’ possibile dialogare con l’operatore per verificare se ci sono soluzioni alternative? Certo che ci sono soluzioni alternative.

Perché la RSA, se è una struttura che garantisce 10 posti ai cittadini di Arcore, ha delle tariffe che ancora noi non conosciamo, se non verrà utilizzata dai cittadini di Arcore noi avremo una struttura che viene eseguita sul territorio di Arcore, invasiva per i vari aspetti di cui abbiamo parlato, ma non verrà usufruita ed utilizzata dai cittadini di Arcore. Questa è una cosa che dovremo capire prima di decidere.

Un’altra inesattezza, il terreno del PalaUnimec non è il terreno di proprietà dell’immobiliare Borgo Lecco, perché io andrò ad informarmi un po’ meglio sulla RSA ma anche lei, Consigliere Cazzaniga, si informi un po’ sulle norme di urbanistica. Quel terreno è di proprietà di Borgo Lecco, ma è inserito nel PGT come area a servizi, è di proprietà del proponente, ma non può decidere di fare la sua villetta singola o di fare le sue attività.

Quell’area è a servizi, ed è stata inserita a servizi per il PGT, non per inserire qualsiasi tipo di servizio. Non si pensa che in quell’area si possa fare la caserma dei carabinieri, si possa fare un ospedale, si possa fare un Comune o una biblioteca.

Si è ritenuto, almeno poi vedremo cosa pensa l’Assessore all’Urbanistica, che quell’area fosse un’area da destinare a servizi per consentire l’ampliamento di quelle destinazioni d’uso che sono già presenti. Almeno io mi immagino che questo sia stato lo scopo quando è stato fatto il palazzetto dello sport.

Ora, non si farà nulla per trovare alternative su questa cosa, non si farà nulla. L’unica alternativa che avranno i cittadini per verificare e per spronare l’Amministrazione a trovare altre soluzioni è quella di fare un referendum su questo tema.

Io dico che stiamo assistendo, come assisteremo anche sul Piano di Via Grandi, al solito metodo, quello che si prende quello che passa il convento e si interviene sul territorio.

Voglio ricordare che Arcore ha i problemi di traffico, di strutture, di problemi a trovare spazio per fare una tangenzialina, problemi urbanistici che nascono da questo modo di intervenire. Continueranno ad esserci anche sul Piano di Via Grandi perché è l’unico metodo che viene utilizzato da questa Amministrazione.

Io ho chiesto all’inizio di questa legislatura all’Assessore all’Urbanistica di verificare la possibilità di incaricare un professionista su questo tema, proprio per evitare che i cittadini raccolgano 260 firme.

Adesso darà l’incarico per un approfondimento sul traffico di quella zona, lo dia anche ad un urbanista e verifichi se possiamo immaginare un paese un po’ più ordinato, un po’ più coordinato di quello che stiamo facendo; perché non si può continuare a fare interventi vendendo volumetrie, vendendo volumetrie e con gli oneri di urbanizzazione fare qualche parcheggio, perché qui si tratta di fare qualche parcheggio per la collettività.

La RSA è una struttura che sicuramente è un valore aggiunto per il paese, bisogna verificare se è possibile farla in una maniera migliore. Questo chiedono i cittadini.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere. Per favore dal pubblico, per favore.

Grazie Consigliere Zucchi.

Ha chiesto la parola il Consigliere Sullo per il suo primo intervento, prego.

CONSIGLIERE SULLO NICOLA

Grazie Presidente.

Analizzo anche io questa delibera, dando il nostro punto di vista.

La premessa che voglio fare è che secondo me emerge in maniera palese la legittimità dell’iter intrapreso dal costruttore, nel senso legittimità in quanto conforme a tutte le norme vigenti, PGT. Parlavamo prima, il terreno è di sua proprietà, è vincolato ai servizi, quindi è conforme alla destinazione d’uso. Da questo punto di vista mi sembra opinione comune che ci sia legittimità nel poter portare avanti questa iniziativa privata.

Questa la metterei come premessa, che comunque non è… E’ un valore aggiunto non da poco oggigiorno, non ci sono da fare varianti di PGT, non ci sono da fare interventi strani. In Consiglio Comunale non saremmo neanche venuti a parlare di questo argomento se non ci fosse stata la delibera.

Quindi se vogliamo ringraziamo anche il Comitato promotore per averci dato la possibilità di fare questo dibattito.

Questo per dire quanto l’iter è molto tecnico da un certo punto di vista. Poi certo, c’è la parte politica in cui si dà l’assenso all’operatore e dove si ritiene che l’opera sia di interesse pubblico, questo ovviamente è l’intervento politico.

Secondo il fulcro di questa delibera è proprio il concetto di interesse pubblico. Abbiamo una RSA che dobbiamo valutare se porta un valore di interesse pubblico, mi sembra abbastanza comune in tutti gli interventi, anche di chi è contrario in quella zona lì, che venga riconosciuta sicuramente come un’attività che riveste delle caratteristiche di interesse pubblico.

Questo potrebbe promuovere un interesse pubblico che al momento manca, quindi aggiungere del valore alla comunità.

Poi abbiamo un interesse pubblico che viene descritto nella delibera già in essere, che è quello di cercare, leggo che non mi ricordo, la conservazione di una ragionevole vivibilità nel quartiere. Direi che anche questo è interesse pubblico, indubbiamente.

Abbiamo questi due interessi pubblici che sono tutti e due importanti, uno in essere ed uno in divenire.

Adesso il concetto sul quale io non sono d’accordo, come Gruppo non siamo d’accordo per questa delibera, è il concetto che mete in alternativa un interesse pubblico o l’altro; ovvero sembra che noi, non noi, se l’operatore riuscirà a sviluppare la RSA su quel terreno andrà a ledere l’interesse pubblico in essere del quartiere. Quindi o si fa la RSA e si lede un interesse pubblico già in essere, o non si fa, quindi non avremo la possibilità di dare questo valore aggiunto alla comunità e tuteleremo l’interesse pubblico esistente.

Ecco, su questo assioma noi non siamo d’accordo. Riteniamo che questi due interessi pubblici possano convivere, si possa fare la RSA e si possa tutelare il livello almeno attuale del quartiere.

Questo come? Questo attraverso un’opera di governo del processo, un’opera politica, che l’Amministrazione, gli Assessori, il Sindaco e comunque con l’osservazione dei Consiglieri della Maggioranza sta già facendo.

Le criticità sono emerse sia dai proponenti della delibera, che comunque sono state contro-dedotte dall’Assessore, dal Sindaco, questo evince il fatto che non si fa finta che non ci siano queste criticità ma si cerca di risolverle. Si cerca di risolverle con una mediazione continua e costante, cercando di portare il progetto ad essere il migliore possibile.

È per questo che noi riteniamo che si possa costruire la RSA lì, che il fatto di costruirla non vada a ledere, siamo sicuri che non andrà a ledere la vivibilità di quel quartiere, perché alla fine di tutto il processo uscirà un progetto che sarà il migliore possibile e che riuscirà a tutelare l’attuale stile di vita del quartiere.

In questo ci vengono incontro anche i tecnici del Comune, che sono i garanti dei cittadini per il rispetto delle norme. C’è un PGT, ci sono delle norme, c’è tutta una serie di parametri che devono essere rispettati.

Se ad oggi non abbiamo ancora un progetto approvato è perché sicuramente ci sono delle criticità su quel terreno lì, ovviamente; ma anche perché non gli si fa passare una virgola su quella che è la possibilità di ottenere il miglior risultato possibile in quel posto.

Per questo motivo noi non voteremo la delibera.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Sullo.

Ha chiesto la parola il Consigliere Perego? Prego.

CONSIGLIERE PEREGO ENRICO

Io ho ascoltato innanzitutto il discorso che ha fatto l’Assessore Mollica Bisci, sono rimasto un po’ colpito, ma neanche tanto in realtà, quando ha detto che l’Amministrazione non poteva dire di no perché i costi per l’Amministrazione Comunale sarebbero stati inaccessibili.

È vero, soprattutto in periodi come questi, ormai è da qualche anno che si trascina la questione, dove tutte le Amministrazioni Comunali hanno grosse difficoltà ad avere, a gestire le proprie risorse finanziarie, ecco che per cercare comunque di fare le cose, di muoversi, di avere anche …, molte Amministrazioni Comunali spesso fanno delle – chiamiamole – partnership con i privati per cercare di risparmiare i costi, per far sì che sia il privato a realizzare le opere.

Non dobbiamo però dimenticarci che il privato e l’Amministrazione Comunale hanno degli interessi ben distinti, il privato deve portare profitto, come è normale che sia, visto che siamo in una Repubblica diciamo così democratica e che si basa sulle leggi di mercato; ma dall’altro canto l’Amministrazione deve tutelare gli interessi superiori dei cittadini che l’hanno votata, non solo di quelli che l’hanno votata ma di tutti i cittadini.

Per cui c’è il rischio che l’Amministrazione a volte non tenga ben presente questa cosa, del fatto che gli interessi sono anche conflittuali, quindi sia portata a non esercitare il diritto ad arrivare a dei compromessi ottimi per la cittadinanza con il privato.

Questo è successo, come ha detto il Consigliere Zucchi, per la questione di Via Grandi. Succede anche qua, anche se in misura probabilmente meno grave, diciamo così come interesse da tutelare per quanto riguarda i cittadini; però c’è anche qua il rischio forte che il privato sia utilizzato come pretesto per fare delle cose che in realtà non vanno nell’ottica di fare del bene, portare beneficio a tutta la cittadinanza.

A questo progetto mi sono interessato, come tutti del resto, da qualche mese, fin da subito non mi ha convinto. Tanto è vero che mi sono adoperato per autenticare le firme, proprio perché non credevo in questo progetto; non tanto e non solo nel progetto, non credevo nel fatto che questa struttura potesse essere realizzata lì.

Questa sera ho ammirato, perché il termine esatto è ammirato, l’intervento del Consigliere nonché Dottor Cazzaniga, che è stato fatto con il cuore. Lui ha sempre creduto in questa cosa, lui come tanti altri, lui si è battuto in prima persona, secondo me ha avuto sfortuna; però io ammiro sempre chi si batte e chi mette tutta la propria passione e la propria competenza in quello che porta avanti.

Poi recentemente ho avuto, li ho ancora, delle questioni, dei problemi a livello personale con un membro della mia famiglia, anziano, mio padre, quindi so bene che cosa, quanti pensieri possano affollare la propria mente, la mente di persone come me che magari vivono certe situazioni.

Non posso negare che le considerazioni del Consigliere Cazzaniga mi abbiano anche toccato a livello di sentimento diciamo.

Io però sono qua e devo decidere perché qualcuno mi ha votato e devo pensare all’interesse dei cittadini, non alle mie questioni personali. Non devo pensare soltanto al sentimento, al cuore, a quello che vorrei per Arcore, ma devo pensare a fare anche un po’ “il ragioniere”, cioè capire se il gioco vale la candela.

Posto che la struttura serva per Arcore credo che la posizione sia veramente infelice, per una serie di motivi già per altro abbondantemente sottolineati, mancanza di spazi, anche da un punto di vista urbanistico la struttura francamente non mi convince per nulla. Mi sembra che questa struttura sia fatta calare dall’alto ad incastro rispetto allo scatolone che è lì e che purtroppo qualcuno ha voluto realizzare lì, anziché realizzare dei servizi come completamento del Centro Diurno.

Allora dico la struttura non va bene lì, ma dico anche che se guardo i numeri a maggior ragione sono convinto che non ci sia proprio l’interesse, al di là di questioni di cuore, di sentimento, di servizio, di utilità per i nostri vecchi, non ci sia proprio l’interesse perché sia realizzata lì.

Qui stiamo parlando di posti riservati agli arcoresi che sono pochi, sono 10, qualcuno di più, ma non tanto di più, perché… (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

PRESIDENTE

Per favore, fate finire l’intervento.

CONSIGLIERE PEREGO ENRICO

Non ci sono delle certezze in merito agli accreditamenti, in merito alle cifre, alla tariffa che verrà pagata; però abbiamo – diciamo così – un numero di persone che hanno più di 75 anni che sono tante, 1.750, che dovrebbero essere il 10% del totale.

Allora, per quanti posti siano destinati agli arcoresi, 10, 20, quello che è, l’incidenza percentuale è molto bassa. Se poi consideriamo, come ha detto il Dottor Cazzaniga, che potenzialmente tra qualche anno ci potrebbero essere 300 persone con gravi problemi, allora capite che quello che realizziamo adesso è soltanto una piccola parte di quello che in realtà serve.

Allora io mi chiedo: vale la pena creare ulteriori problemi, dei problemi per realizzare quest’area, quando in realtà si risolve solo una piccola parte del problema? Non rischiamo che le persone di Arcore che entreranno in questa struttura pagheranno una tariffa troppo alta e che molti altri rimarranno “fuori”?

Non la vedo come una struttura che serva al fabbisogno dei cittadini arcoresi che hanno problemi più gravi, ecco perché io sono contrario al fatto che questa struttura sia realizzata proprio lì. Sono contrario anche al fatto che in effetti, a maggior ragione, i numeri non ci danno la certezza che ci sarà un beneficio al maggior numero possibile di arcoresi.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Perego. Per favore, dal pubblico…

Entra in aula il Consigliere Bertani, da circa 15 minuti. Buonasera.

Ha chiesto la parola il Consigliere Ghezzi, prego.

CONSIGLIERE GHEZZI LUCILLA

Molti interventi mi hanno preceduto ed alcuni hanno anticipato anche le mie considerazioni.

Questa è una delibera delicata, delicata per il problema.. per la tematica che ci sottopone, perché sollecitata da un gruppo di cittadini e questo a maggior ragione pone il Consigliere in un atteggiamento di attenzione perché c’è l’espressione di una forma di democrazia diretta; appoggiata da 250 firme.

Io però come Consigliere rappresento un’intera comunità, quando prendo delle decisioni qui cerco di riflettere su un parziale della comunità e su un’esigenza di tutta la comunità.

Qui mi riaggancio alle considerazioni che ha fatto prima di me il Consigliere Sullo, sull’esigenza di pubblica utilità. Insomma, il Consigliere Cazzaniga è stato molto preciso, è risalito nel tempo e ci ha portato in evidenza la difficoltà che nel tempo ha avuto la realizzazione di questo obiettivo. Non è un obiettivo velleitario, è un obiettivo che si basa sul dare una risposta ad una fragilità ed alla disabilità.

Trovo che la disabilità e la fragilità nell’età senile, e nell’età precocemente senile in alcuni casi, è un problema che non riguarda soltanto 10, 20 famiglie, no. Riguarda molte più persone, perché un conto sono gli utenti e un conto è la comunità familiare che si muove intorno all’utente. Un problema della dinamica dell’Alzheimer non è un problema dell’individuo, è un problema dell’intera comunità familiare. Chi l’ha attraversata sa che è un problema importante, non solo dal punto di vista emotivo, ma dal punto di vista dell’organizzazione, del supporto ad una persona che non ha più la cognizione di sé.

Perciò inviterei tutti a passare oltre, al numero che attualmente ci viene in mente.

Tra l’altro studi recenti, ho qui con me un articolo di giornale proprio recente, avvalorati dall’università Carlo Cattaneo, guidata da un competente Antonio Sebastiano, conclude il lavoro dicendo: “Tutti i fattori che sono destinati a rivoluzionare il sistema del welfare tengono conto di questo, tutte le analisi condotte a livello italiano da parte di Centro di Studi e di altri Paesi dell’OCSE concordano sul fatto che la domanda di assistenza per gli anziani non autosufficienti aumenterà e contestualmente diminuirà la possibilità delle famiglie di offrire le cure al loro interno.

Per questo motivo, come sta già avvenendo, le RSA devono diversificare sempre di più il proprio sistema di offerta, sia con l’erogazione di servizi personalizzati al domicilio, sia con un’offerta residenziale diurna.

Insomma, lo scenario è destinato a mutare nuovamente nei prossimi anni, il sistema di welfare dovrà essere in grado di rispondere a bisogni crescenti.”

La mia posizione perciò non è quella che questo servizio è un servizio limitato per numero e per proposta, noi parliamo di 40 persone di un Centro Diurno, tra cui alcune persone con patologia di Alzheimer lieve. Parliamo di un settore poi di degenti per una patologia di Alzheimer pesante, perché il Dottor Cazzaniga lo saprà meglio di me, c’è speranza nel trattamento dell’Alzheimer lieve, fino a che c’è un minimo di cognizione può esserci un supporto; dopo di che i pazienti con Alzheimer grave vanno in strutture praticamente chiuse, chiuse con un servizio ormai di sicurezza, diciamo così, per la persona.

Allora la mia posizione, del tutto personale, è che casomai quello che noi stiamo facendo è una proposta limitatissima, proprio perché i bisogni di quella fascia di senilità e di disabilità sono molto più ampi di quelli che noi andiamo ad affrontare e molto diversificati.

Sono d’accordo con i proponenti della delibera che dicono che noi avremo bisogno anche di appartamenti protetti in struttura, infatti io vorrei che questa Amministrazione e le altre a seguire prendessero in considerazione la costruzione di una Residence House, dove le persone che ancora vivono una vecchiaia tranquilla e serena possano avere una residenza di tutela, dove possono vivere serenamente, dove possono anche avere garantiti dei servizi comunitari che consentano loro di permanere nella loro abitazione, o nella posizione, o nella proposta come quella del Borgo che aveva considerato il Consigliere Cazzaniga, per lungo tempo.

Io considero questo soltanto un primo passo, che però va ad incidere su coloro che vivono la condizione di maggiore fragilità. Per questo lo ritengo più importante di altri passi, perché la maggiore fragilità è questa.

Oltretutto, scusatemi, si dice: i pazienti arcoresi dovrebbero pagare una retta… Allora, le rette variano da Provincia a Provincia e variano dai 75 e 50 Euro per alcune Province, 50/60 Euro per la Provincia Pavese, 55/63 e per la Provincia milanese 120 Euro al giorno.

Mi chiedo: considerato il fatto che chi offre questa proposta, così come tutte le altre proposte a libero mercato, perché mi spiace parlare così ma nessuna Amministrazione, e forse lei Consigliere Perego non ricorda che al suo momento di insediamento a Sindaco è stata emanata dalla sua Amministrazione una Commissione di studio perché approfondisse questa problematica, se lo ricorderà bene.

Io ho qualche anno e mi è capitato anche di far parte di quella Commissione, diretta dall’Assessore Di Tella. Quella Commissione ha concluso, dopo aver ascoltato esperti del settore, che l’Amministrazione non avrebbe avuto, qualunque Amministrazione non avrebbe avuto possibilità alcuna di costruire e gestire una RSA. Salvo che in organizzazione consortile, vanificata perché i Comuni a noi limitrofi hanno già tutti provveduto, quasi tutti, ad una struttura importante di questo tipo.

Tra le altre cose Concorezzo ha ultimamente assunto una deliberazione in collaborazione con Italiana Costruzione per l’attuazione di una tipologia di assistenza di questo tipo.

Non possiamo non considerare questo aspetto.

Dopo di che siamo i primi a dire che questa è una delibera delicata, perché? Perché ci troviamo con delle legittime prerogative da parte di un privato, che non possono essere interdette, salvo con l’acquisizione di un terreno da parte della Pubblica Amministrazione, con relativo dispendio di denaro, con una non esigenza precisa, a fronte di un’esigenza evidenziata. Perché la differenza tra l’Opposizione e la Maggioranza è che agli uffici del Comune, il Consigliere Cazzaniga lo sa bene, arrivano le richieste, noi abbiamo il dovere sì di rispondere a questi cittadini preoccupati di un condizionamento della loro zona residenziale; ma abbiamo un altrettanto dovere di rispondere a delle altre esigenze che si evidenziano e che non sono esigenze di parcheggio importanti, sono esigenze umane, di cura.

Scusatemi, io sbaglierò nella mia limitatezza, ma io ritengo che queste siano esigenze primarie, perché per qualità della vita intendo in modo particolare la qualità della vita delle persone più fragili. Vale a dire i bambini, gli anziani e le persone disabili.

Poi io, scusate, ho letto anche le motivazioni apposte nella delibera. Ne ho già dato in qualche modo spiegazione nel corso dell’incontro che abbiamo avuto con i proponenti della deliberazione. Mi sono anche proposta in quest’ultimo mese di fare un monitoraggio in quella zona. Allora, la chiusura della via durante l’uscita dei ragazzi è un aspetto comune a tutte le zone del nostro paese. Io abito nella zona del santuario, la Via Monginevro viene chiusa regolarmente per un brevissimo tempo, tre quarti d’ora, dalle 4 alle 5 meno un quarto, per l’uscita dei bambini. Questo perché noi tuteliamo la parte più fragile della nostra popolazione e perché purtroppo abbiamo dei genitori che se potessero entrare in classe con il SUV ci entrano.

Perciò si devono prendere questi provvedimenti, che sono provvedimenti comuni per le aree dove insistono degli edifici scolastici.

Ho monitorato anche la situazione nei giorni di mercato. Il parcheggio praticamente si attua davanti al fronte della scuola delle Dorotee, oltre che nel piccolo parcheggio, chiamiamolo selvaggio attualmente, perché è così affollato, senza regola, termina alla fine della cancellata delle Dorotee, per tre ore. Dopo di che gli utenti del mercato lasciano la zona e non è assolutamente interessata la zona residenziale all’interno del quartiere.

Perciò laddove ci sono servizi e, scusate, io questa zona non la considero una zona – come dire – infima o in qualche modo fortemente condizionata in senso negativo, io la considero una zona di pregio.

PRESIDENTE

Consigliere Ghezzi, la invito a concludere l’intervento.

CONSIGLIERE GHEZZI LUCILLA

Sì,è vero, però vorrei che si avesse la stessa clemenza che si è avuta anche con altri. Io non ho il dono della sintesi però l’argomento, mi dispiace, è così delicato che c’è molto da dire.

PRESIDENTE

Ha sempre il suo secondo intervento.

CONSIGLIERE GHEZZI LUCILLA

Ho perso il segno. Non è una zona infima, è una zona con molti servizi, servizi di cui fruiscono i cittadini residenti di quella zona a seconda della loro età, del loro nucleo familiare. Quando hanno bambini piccoli avere una scuola vicino a casa, avere una situazione felice vicino a casa e di servizio è una cosa piacevole, utile. Man mano nel tempo le situazioni cambiano, però io credo che la stessa comprensione la si debba avere quando questi problemi non ci toccano più.

Tengo anche a sottolineare un altro aspetto relativo all’aspetto della società Casati. Ha ragione il Consigliere Cazzaniga, io in quel tempo facevo parte dell’Amministrazione di Maggioranza. È vero, è stato un errore. Quello è stato un errore, glielo riconosco. È stato un errore sa perché? Perché l’Amministrazione in quel tempo non ha avuto il coraggio di fare quello che lei ritiene ora corretto, di fronte ad una richiesta costruire una struttura importante dal punto di vista sportivo all’esterno del nostro paese. Lo si è fatto perché allora gli utenti, e molti dirigenti della società, hanno sottolineato che avere una struttura ai margini del paese avrebbe portato la difficoltà ai bambini per raggiungere la struttura.

Questa è la genesi di quella struttura.

Io però trovo che la funzione della società Casati non è quella di essere evidenziata da una costruzione, per altro – scusatemi – esteticamente non mi va proprio di definirla una bella costruzione, ma è quella di riconoscere la sua azione protratta nel tempo della formazione di atleti e di uno spirito agonistico sano.

Io penso che la storia della Casati sia una storia che reggerà benissimo alla costruzione di una…

PRESIDENTE

Consigliere Ghezzi, la mia clemenza sta terminando.

CONSIGLIERE GHEZZI LUCILLA

Di una struttura a lei limitrofa. Trovo riduttivo pensare che una società storica così sia messa in difficoltà dall’edificazione di una struttura che, scusate, risponde a delle esigenze molto, molto, molto più forti di quelle di un parcheggio.

PRESIDENTE

Grazie.

Ha chiesto la parola il Consigliere Orrico, prego.

CONSIGLIERE ORRICO ANDREA

Grazie.

Volevo partire da un pensiero. Ho ascoltato attentamente l’opinione di tutti quanti e mi ritrovo nelle parole di alcuni e nelle parole di altri; perché qua affrontiamo un tema sicuramente molto delicato, quello della RSA.

Partiamo da una domanda, la RSA ad Arcore serve? Credo che la risposta sia scontata, sia nella domanda stessa, assolutamente sì. Perché come ha già spiegato il Consigliere Cazzaniga andiamo verso un tempo in cui gli anziani, i nostri anziani, ma anche noi in un futuro, avremo bisogno di queste strutture sempre in maggior numero.

Un paese come Arcore non è concepibile, non è possibile che non sia dotato di una struttura che possa servire a tale scopo.

La considerazione che noi dobbiamo fare qua non è legata a se la struttura serve o meno, dobbiamo fare una considerazione sul luogo in cui questa struttura deve sorgere. I cittadini che si sono riuniti nel Comitato hanno portato alla luce quelle che sono le problematiche del loro quartiere, perché è un Comitato che è nato spontaneo del proprio quartiere, ha portato delle problematiche che questo Comitato riunendosi ha fatto emergere.

Io sono convinto che l’Amministrazione stia lavorando per andare a limare queste, che sono le criticità, non credo proprio che l’Amministrazione dica: sì, va bene il progetto, buonanotte, andiamo avanti e così sia.

Le criticità emerse sono legate a criticità già presenti, quindi non è che saranno da venire, abbiamo già queste criticità presenti. La domanda che bisogna porsi è essenzialmente se queste criticità verranno ampliate con la costruzione della nuova RSA.

Una nuova RSA che oltretutto andrà a produrre un consumo di suolo in una zona ove il suolo è già consumato appieno, quindi crea anche un problema proprio di edificabilità del territorio. Problema che sorge proprio perché è presente una struttura, quella del PalaUnimec, che ai tempi fu costruito per le ragioni che avete posto, ma che oggi pone un problema, un problema che non possiamo far finta di non vedere, di non tener presente.

Il PalaUnimec c’è, abbiamo due soluzioni, o lo eliminiamo, o lo teniamo. Tenendolo abbiamo una problematica, è una problematica che abbiamo elencato, che il Comitato di cittadini ha fatto emergere, che è anche una problematica legata a tutto quello che è intorno in quella zona lì.

Quando noi andiamo a ragionare dobbiamo ragionare su questi problemi, che oltretutto l’Assessore Mollica Bisci ha evidenziato e ha specificato che attraverso degli studi ben precisi sta cercando di affrontare per risolvere.

Io sono un po’ scettico sulla possibilità di risolverli, però magari mi posso anche sbagliare, perché ovviamente ci si può anche sbagliare nella vita.

Oggi però non vedo soluzione a queste problematiche, anzi io sono concorde con questo Comitato di cittadini che la nuova struttura creerà altri problemi, che poi altre Amministrazioni, perché sarà un bene che rimarrà ai posteri, altre Amministrazioni dovranno avere l’onere di andare a risolvere. Noi non dobbiamo avere una visione limitata nel tempo del breve periodo, dovremmo avere una visione di quello che accadrà nel lungo periodo.

Sul proteggere le fragilità, quindi le persone anziane, le persone bisognose, i bambini, sono completamente concorde. Il problema è che la diminuzione della qualità della vita, anche delle persone che oggi quelle problematiche non le hanno, porta con l’andare del tempo ad ampliare le problematiche. Cioè dal dover oggi affrontare il problema di una categoria di persone andiamo a dover affrontare nel futuro il problema di una maggior categoria di persone; quindi maggior sforzo, maggiore impegno e soluzioni sempre più limitate.

Oggi cosa può fare l’Amministrazione? L’Amministrazione oggi con questo progetto può cercare di limitare le problematiche, o può cercare di trovare soluzioni alternative. Ad oggi soluzioni alternative non ce ne sono state prospettate, quindi dobbiamo basarci solo su quello che oggi abbiamo, però credo che il compito dell’Amministrazione sia quello di continuare a cercare lo stesso una soluzione alternativa.

Ci tengo a precisare che dalle parole del Dottor Cazzaniga, che sono state sicuramente fatte con il cuore e da una persona estremamente competente, okay, quindi non da una persona campata in aria, che ha detto cose sbagliate, anzi ha detto solo cose corrette. L’unica cosa sulla quale volevo fare un appunto era che sembrava dalle parole del Dottor Cazzaniga che Borgo Lecco stesser facendo un’opera di bene. Non sta facendo un’opera di bene, è un privato che ha enormi interessi a produrre la RSA sul suo terreno, in quel punto, perché comunque la RSA ha delle entrate notevoli, che fanno aumentare il fatturato e tutto quello che è collegato.

È però anche corretto, perché viviamo nel mercato libero, quindi è giusto che sia anche così; però non dobbiamo considerare che è un’opera di bene, non dobbiamo far passare il concetto che sia un’opera di bene. È un’opera di cui sia il Comune che il privato possono trarre i loro benefici.

Ritengo che la zona sia errata per le varie problematiche già sollevate, questo credo che sia il punto su cui bisogna lavorare, non sul discorso se la RSA serve, se ci sono dieci posti per gli arcoresi, se ci sono solo venti nuclei Alzheimer. Comunque vere venti invece che zero, o dieci invece che zero, è sempre meglio averne dieci e venti, anche se fossero solo dieci posti limitati per gli arcoresi, e credo che siano di più sicuramente.

Il punto non è sull’utilità della RSA, ma è sul luogo in cui farla. Quel luogo, ho guardato più e più volte il progetto, ho riflettuto più e più volte, è un luogo che a parer mio non regge con quello che si vuole andare a fare.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Orrico. Per cortesia dal pubblico, non sono ammessi questi tipi di applausi, manifestazioni. Non ve lo dico più. Grazie.

Ha chiesto la parola il Consigliere Ventola, prego.

CONSIGLIERE VENTOLA BARBARA

Buonasera a tutti.

Trovo che sia legittima la delibera di iniziativa popolare, perché ha sottolineato la criticità ed il pensiero che ha nei confronti della costruzione della RSA in quel luogo, che tutti quanti, Maggioranza e Minoranza, sostengono non essere proprio il punto migliore o adatto.

Trovo che sia doveroso dare delle risposte concrete come Amministrazione alle domande ed alle perplessità che sono emerse. Questo dando grande spunto di riflessione e di miglioramento sicuramente a tutto quello che sta venendo fuori insomma.

Trovo però anche legittimo il privato che, rispettando tutte le norme, tutti i paletti e tutte le regole che il settore urbanistico dà, possa costruire comunque in un terreno che è di sua proprietà.

Oltre alla legittimità ed all’essere doveroso io trovo però essenziale, come persona che da un po’ di anni a questa parte lavora in ospedale, la possibilità e soprattutto la certezza a chi vive delle problematiche dovute alla grande anzianità, soprattutto a certe malattie degenerative, che non possono migliorare ma possono solo peggiorare, la garanzia che 10, 15, 20… Anche perché si è parlato di numeri, ma secondo me non è neanche da considerare il numero 10 o 17 delle persone che fanno fronte ai servizi sociali nella richiesta di queste strutture; perché come ha evidenziato l’Assessore 17 sono le persone che hanno richiesto ai servizi sociali uno spazio, un aiuto per entrare in queste strutture, ma ci sono tantissime altre persone che invece non vanno ai servizi sociali perché magari non hanno problematiche a livello economico, quindi la necessità di richiedere un aiuto economico da parte del Comune, quindi portano i propri malati, i propri familiari anche molto distanti.

Io Vescovado me lo ricordo perché ci andava mio nonno, c’era mio nonno, sinceramente lo spostarsi molto lontano significa non solo per il parente la difficoltà a raggiungere, ad andare a trovare anche quotidianamente il proprio caro, ma anche la mancanza della persona che è ricoverata di vedere un proprio caro o un proprio familiare.

Secondo me questa cosa è da tenere proprio conto.

Poi mi volevo anche collegare ad un discorso finale che ha fatto il Dottor Cazzaniga, sul discorso del bambino e dell’anziano. Proprio a Piacenza, è iniziato all’estero, hanno aperto proprio uno spazio condiviso dove ci sono persone che vanno dai 3 ai 90 anni. Questo perché si dà valore alla lentezza, quindi il bambino nella sua lentezza nel capire, nell’apprendere e nelle sue capacità che giorno dopo giorno crescono, hanno trovato aiuto e anche l’anziano ha trovato aiuto con il bambino che gli dà una mano magari a tagliare il pezzettino di mela.

Secondo me bisogna tenere conto di questa cosa, perché è fondamentale.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Ventola.

Ha chiesto la parola il Consigliere Puglisi, per il suo primo intervento. Prego.

CONSIGLIERE PUGLISI CRISTIANO

Grazie Presidente.

Vedete, è veramente complicato prendere una decisione su un tema così difficile. Io stesso nella mia famiglia ho vissuto proprio recentemente la difficoltà e il dramma di avere un parente anziano in condizioni di salute in continuo e progressivo deterioramento, ho sperimentato il panorama delle RSA.

È chiaro ed evidente che le motivazioni esposte dal collega Attilio Cazzaniga, io ci tengo a chiarirlo, io mi onoro di avere una persona della competenza e della preparazione del Dottor Cazzaniga nel mio Gruppo consiliare, sono senza dubbio delle parole che non possono essere relativamente al tema anche del progressivo invecchiamento della popolazione, non possono essere oggetto di alcuna contestazione.

Altresì è una decisione difficile perché le ragioni esposte, sopra esposte dal Comitato di cittadini sono ragioni francamente incontestabili anch’esse, sono ragioni relative all’impatto viabilistico di quest’opera, che è un impatto che non potrà per ovvi motivi avere ripercussioni positive, parliamo comunque di 120 persone ricoverate, con tutto l’indotto di parenti che verranno a trovarle.

È per questo che io voglio anticipare la scelta da parte del Gruppo consiliare di Forza Italia di votare ciascuno secondo la propria coscienza e il proprio sentimento relativo a questa situazione, su questa deliberazione.

Io lo ritengo un valore aggiunto, perché siamo un Gruppo di persone libere di spirito, di persone che hanno una propria sensibilità e che su questa… Chiaramente questa decisione è stata presa anche in accordo con gli altri Consiglieri, su questa tematica non se la sentono di imporre l’uno all’altro una scelta.

Chiudo con una piccola annotazione, ho avvertito un leggero dispiacere nel sentire ricondurre la Casati ad un palazzo che poi, come qualcuno ha detto, è anche esteticamente non tanto bello. Mi sembra veramente un’offesa nei confronti di una realtà, nei confronti di chi ha creduto in quel progetto, che bello o brutto, posizionato bene, posizionato male, anche io sono del parere che magari si poteva all’epoca trovare una soluzione differente, però è un progetto che vive della passione e dell’amore di chi a quel progetto ogni giorno dà il proprio contributo; che sono i dirigenti, che è il presidente Radice, che è il Sig. Maggioni, che ha dato vita a questo palazzetto.

Mi sentivo in dovere di fare questa precisazione.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Puglisi.

Ha chiesto la parola il Consigliere Cheikh Tidiane, per il suo primo intervento.

CONSIGLIERE CHEIKH TIDIANE GAYE

Grazie Presidente.

Io inizio dalla conclusione di Puglisi. Una bellissima considerazione, perché effettivamente anni fa chi aveva progettato questo non avrebbe mai potuto pensare che sia uno dei modi possibili, nel senso che io posso immaginare magari siamo nel 2080, nessuno di noi ovviamente vive a quell’epoca, una testata giornalista… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) No, 2080, aggiungiamo l’età che abbiamo, nessuno di noi nel 2080 sarà presente. Visto che ognuno sta facendo più o meno delle equazioni…

PRESIDENTE

Per favore.

CONSIGLIERE CHEIKH TIDIANE GAYE

Iniziamo anche noi naturalmente…

PRESIDENTE

Per favore! Andiamo avanti con l’intervento.

CONSIGLIERE CHEIKH TIDIANE GAYE

È importante, nel 2080 una testata locale, non so il nome, fa un articolo veramente bellissimo, un’inchiesta in cui parla dell’utilità del progetto, non come dice Carlo che non è detto che si farà, si fa e nel 2080 un giornalista ne parla. È un esperimento ideale. Molti pendolari naturalmente una volta che arrivano ad Arcore hanno la possibilità a casa di andare a trovare i loro cari. Non aspettano più il weekend per prendere la macchina e andare a trovare i loro cari.

Bisogna vedere dei punti di vista. Un progetto, perché ho voluto fare questo esperimento ideale? Io ricordo il 14 Febbraio 1887, magari si può anche andare a controllare su internet, Tour Eiffel in Francia, come questo Comitato un Comitato fu organizzato, creato, c’erano grandissimi scrittori, da Guy de Maupassant, da Emile Zola, non volevano la Tour Eiffel.

Nello stesso posto non lo volevano vedere, hanno tirato fuori qualsiasi accusa per dire stanno rovinando la nostra …, la nostra bella Parigi.

Questa Tour Eiffel, che è un monumento, la RSA è un monumento ideale, quel monumento oggi è diventato un monumento universale, che non appartiene più alla Francia, appartiene a tutto.

L’importante è l’ideale di riflettere, di pensare alla pubblica utilità. Per cui noi tra il male e il bene, perché ci sono i fautori del bene che dicono: no, noi vogliamo questo per l’utilità del territorio. Quelli che naturalmente sono contrari, dubbiosi, io rispetto la loro scelta, che noi stiamo cercando di convincere, noi emergiamo invece sull’utilitarismo, perché è importante. Arrivare a dire attenzione, noi capiamo tutte queste criticità, capiamo tutti questi problemi, io in primis ho avuto dei dubbi. Dopo aver ascoltato per due, tre, quattro volte l’Assessore Mollica Bisci, con una certa lungimiranza a spiegare veramente il tenore, l’importanza di questo progetto, io non posso non sposare effettivamente questa linea.

Secondo me quello che possiamo e quello che abbiamo, io francamente mi appoggio molto, tra l’altro qui non si tratta più di un discorso Opposizione – Maggioranza, perché anche ascoltando Enrico Perego ha fatto una dichiarazione veramente toccante, perché effettivamente ci sta dicendo: attenzione, è vero che… però ho avuto anche delle cose legate ai genitori.

Secondo me, senza nulla togliere al Comitato, si è formato, siamo una Repubblica democratica, hanno la possibilità di portare avanti una battaglia; però qui che prevalga la ragione del progetto. Che prevalgano le ragioni del progetto, non le posizioni drastiche di movimento o ideologiche che siano. Qui noi dobbiamo vedere che questo territorio ha bisogno di questa struttura.

Il luogo non va bene, ma il luogo che abbiamo è quello.

Io concludo Presidente, ma aggiungo solamente due punti essenziali. Dire di no al progetto in quel luogo, dove lo portiamo, al cimitero? No, perché effettivamente chi entra in quella struttura deve sentirsi ancora la voglia di procedere per poter vivere. Portiamolo anche in un’altra struttura, qualcuno ci dirà sempre perché diventa questo un regressus ad infinitum, quel luogo x non lo vuole, anche noi nel nostro luogo non lo vogliamo. Continueremo sempre su questo giro.

Allora diamoci almeno, cerchiamo di fermarci e riflettiamo. Adesso la Giunta ci sta lavorando, abbiamo delle competenze anche interne, Mollica Bisci, l’Assessore, anche il Vicesindaco, stanno lavorando veramente molto bene, ci vuole solamente una convergenza.

Noi come Lista Civica rispettiamo il Comitato, il lavoro fatto, le ragioni del Comitato, però noi non possiamo naturalmente accogliere questa richiesta.

Grazie a tutti.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Cheikh.

Ha chiesto la parola il Consigliere Zucchi, prego, per il suo secondo ed ultimo intervento.

CONSIGLIERE ZUCCHI CARLO

Sicuramente non sarà una Tour Eiffel quella che verrà costruita, quindi non dovremo preoccuparci più di tanto di bloccare un bene architettonico mondiale. Tra l’altro l’edificio… Io qualche edificio di quel tipo l’ho progettato, non ho fatto una RSA ma un laboratorio di quelle dimensioni l’ho fatto, devo dire che anche dal punto di vista architettonico non ha niente di innovativo se vogliamo guardare anche quegli aspetti .

Si è detto che con il PalaUnimec si è fatto un errore. Ecco, c’è il rischio che facciamo il secondo errore, perché quell’area che è rimasta libera intorno al PalaUnimec dovrebbe essere utilizzata per altro, se vogliamo parlare del problema urbanistico, perché soprattutto la delibera solleva le questioni urbanistiche di quell’area.

Quel territorio deve essere utilizzato per gli ampliamenti delle strutture sportive, il Sindaco sa benissimo, anche l’Assessore ai Lavori Pubblici e l’Assessore all’Urbanistica, che c’è un grosso problema di strutture sportive ad Arcore. Siccome noi non potremo ampliare le strutture sportive dove ci sono le scuole medie, perché abbiamo un altro problema di parcheggi, di parcheggi sulle strade, diventa difficile ampliare ancora l’offerta di strutture sportive in quella zona, sarebbe normale pensare ad un minimo di progetto di urbanistica e ampliare le strutture sportive di quell’area , visto che sono già presenti, visto che sono presenti gli spogliatoi, i bar e quant’altro.

Quindi si rischia tra qualche anno, nel 2080, che qualcuno ci dirà: guarda, due Amministrazioni hanno fatto prima un errore con il PalaUnimec, poi hanno fatto l’errore con la RSA in quella posizione, perché potevano farla da un’altra parte. Questo è il nocciolo della questione. In quella posizione quel tipo di struttura, vedrete, ve ne accorgerete, perché è una struttura da 12 metri, ad elle, che chiude completamente il comparto, è completamente sbagliata.

Non l’ho capito solo io che faccio quel mestiere, l’hanno capito anche moltissimi cittadini guardando le fotografie dei rendering, non ci vuole tanto a capirlo. Voi la volete fare, la farete lì, sicuramente vi accorgerete che sarà un altro errore.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Zucchi.

Ha chiesto la parola il Consigliere Ghezzi, prego, per il suo secondo ed ultimo intervento.

CONSIGLIERE GHEZZI LUCILLA

Non so se procedere ad un intervento lungo, ma mi vengono due domande. Uno, continuare a dire sì, la RSA va bene, ma non si dice dove, considerato che noi la proprietà, il terreno l’abbiamo, questo operatore non va lì, noi abbiamo proposto, l’Amministrazione ha proposto più volte il cambio, rifiutato. Questo operatore ha diritto di farlo lì.

Dopo di che, scusate, sfatiamo la vicenda che questo operatore certo è un operatore che ha vantaggio economico, ma come tutti gli operatori di questo settore. Tutti gli utenti pagano la retta diaria, tutti la pagano.

È stato recentemente abilitato a Monza un progetto che si chiama Borgo Ritrovato per i malati di Alzheimer, da parte della società La Meridiana, una società serissima, che opera sul nostro territorio, ha un’esperienza quarantennale. La retta diurna per la frequenza di questo centro per malati di Alzheimer non gravi è di 125 Euro giornalieri. La società non è una società che opera per fini di lucro.

Queste sono strutture che hanno un costo, che l’utente lo paghi qui, che l’utente lo paghi a Vescovado, che l’utente lo paghi a Pavia, sempre purtroppo la nostra società richiede che l’utente paghi.

Io sono del parere che arrivati a certi momenti di senilità – disabilità la società dovrebbe provvedere gratuitamente, o per lo meno con la propria pensione, proporzionalmente a quello che uno riceve per avere l’assistenza adeguata. Non è così, purtroppo il nostro welfare non è abbastanza evoluto e non dobbiamo fermarci, dovremmo arrivare a quella condizione.

Attualmente è così. Io però ritengo, e guardate, mentre parlo a me vengono in mente le persone, i volti, che sono Anna che conosco bene, Romano che conosco bene, Stefano che conosco bene, queste sono persone e io so che i loro familiari in età anche loro debbono farsi accompagnare in un’altra struttura che pagano.

Allora io ritengo inclusivo, quando una persona arriva a quell’epoca del ricovero in una struttura, il più tardi possibile, perché io sono del parere che è meglio che uno resti a casa sua finché può, a differenza del Consigliere Perego non posso dimenticare anche le mie esperienze personali, che non devono gravare su questo perché… (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

PRESIDENTE

Silenzio! Non fate interventi… Per favore! Consigliere Perego! Consigliere Perego per favore! (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Per favore… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Per favore Consigliere Perego!

CONSIGLIERE GHEZZI LUCILLA

Il mio è stato un lapsus, io…

PRESIDENTE

Avete gli interventi.

CONSIGLIERE GHEZZI LUCILLA

Non intendevo togliere valore alla sua affermazione, ma intendevo avvalorare la mia, che il ricordare le nostre esperienze personali non è quello di gravare con l’occhio di riguardo della nostra esperienza, ma di portare la nostra esperienza come elemento di conoscenza.

In questo senso io non posso dimenticare anche le mie esperienze personali e le esperienze personali di chi sta vicino a me. Quando parliamo di questo tema mi dice: io ho bisogno di questo, io ho questa esigenza, io per andare a trovare mio fratello, mia sorella, devo farmi accompagnare, per me è un disagio, ho un’età.

Perciò noi dobbiamo tenere presente che dalla complessità di questa situazione secondo me come si esce? Si esce con un governo attento di tutte le componenti che entrano in questa questione. Allora l’Amministrazione deve fare il suo dovere, predisporre nella miglior maniera possibile tutti i servizi necessari alla zona ed alla struttura. Lì c’è una società importante ed io, mi scusi Consigliere Puglisi, non ho mai teso a disminuire il valore di quella società. La società svolge da tempo il suo valore ed è rammentata e riconosciuta nel paese non per un edificio ma per il suo valore nel tempo.

Quella stessa società quando avrà dei momenti sportivi importanti, insieme all’Amministrazione, troverà modo di far fruire ai suoi utenti sportivi e agli ospiti gli spazi che magari l’Amministrazione metterà a disposizione. Mi viene in mente il cortile delle scuole di Via Edison che eccezionalmente magari può essere messo a disposizione per quel momento. Si potranno cercare delle soluzioni. Come giustamente ha detto il Consigliere Cazzaniga, bene, visto che parliamo di sportivi, bene, si potrà mettere a disposizione il campo di Via Toscana attualmente non fruito per i parcheggi delle persone che poi dovranno andare a fare le gare.

Allora, da questa situazione come si esce?

PRESIDENTE

Consigliere Ghezzi, la invito a concludere l’intervento.

CONSIGLIERE GHEZZI LUCILLA

Con un’attenzione – diciamo così – sinergica tra tute le componenti che si trovano ad interagire su quella proprietà.

Dopo di che, scusate, faccio un’altra… Il consumo di suolo, il consumo di suolo c’è tanto se si fa in Via Toscana, tanto se si fa in Via… Allora, mi si viene a dire che lì poteva svilupparsi una società sportiva, in tal caso i parcheggi dove li avremmo cercati? Dove li avremmo trovati i parcheggi per lo sviluppo della società sportiva? Avremmo avuto comunque questa problematica.

Questo per dire che quella è un’area delicata, visto che abbiamo un problema, abbiamo delle esigenze, abbiamo la residenzialità, noi da questo ampio problema ne usciamo con una sinergia e con un’attenzione di tutte le componenti…

PRESIDENTE

Grazie.

Ha chiesto la parola l’Assessore Perego, prego, ne ha facoltà.

ASSESSORE PEREGO FAUSTO

Anch’io poi sentendo gli interventi, come si dice in dialetto “a chi tuca taca”, che poi Cazzaniga, Puglisi, io, Lucilla, vuol dire che a chi tocca sono un po’ cavoli suoi.

Ognuno di noi… “A chi tuca taca”, io parlo in dialetto, non sono leghista, parlo in dialetto, mi capisce almeno Perego.

Nel senso che ognuno di noi ha storie di questo tipo. Io avevo mia mamma e mia suocera fino all’anno scorso, adesso ho solo mia mamma che ha 95 anni e che vive questa difficoltà.

Io l’altro giorno, lo dico, sono andato a Monticello perché ormai mia mamma non riesce più, non riesco più, come è stato il caso vostro, a gestirla con il Centro Diurno, perché va al Centro Diurno, a gestirla a casa mia, l’ho portata a casa mia, è stata alla residenza di Monticello. Provate ad andare a Monticello, è una casa di riposo che ha 10 posti macchina sulla strada, io ho trovato posto davanti all’ingresso.

Diciamo i problemi sono un po’ di tutti.

Io dico due cose rispetto… Non vorrei, il Consigliere Perego ha fatto il Sindaco di questo Comune, dal 93, da fine Novembre 93 alla primavera del 97, il Consigliere Cazzaniga ha fatto l’Assessore ai Servizi Sociali dal 2006 al 2011, non vorrei che, siccome io sono seduti su questi banchi del Consiglio Comunale dal 1975, poi qualche volta ho fatto due parentesi, ho quasi sempre vinto, ho anche perso, non vorrei che, Consigliere Perego, avessimo poi chi verrà dopo di noi, quando avrò 120 anni sarò ancora qui e dirò… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Lo so, tu non ci sarai… Ragionare nel senso di dire con il senno di poi, con il senno di poi se la Lega, se l’ex Sindaco Perego non avesse annullato la casa di riposo, la Giunta Casiraghi Malacrida, uno dei primi atti che fece la tua Amministrazione fu quello di annullare. La casa di riposo poteva esserci da più di vent’anni in questo Comune. C’era un problema… con tutte le vicende annesse e connesse.

Se l’Assessore Attilio Cazzaniga avesse accettato, io ho fatto solo cinque anni di Opposizione, l’emendamento nostro, mio e del Sindaco, che allora facevamo i Consiglieri di Opposizione, perché quando si fece il bando per la costruzione della casa in alto in Via Lombardia noi facemmo l’emendamento per farlo in Via Toscana, forse anche lì dieci anni fa, più o meno dieci anni fa…

Ripeto, con il senno di poi sono piene le fosse, come si suol dire. Non vorrei che tra dieci anni, vent’anni, trent’anni fossimo qui ancora a ragionare in questi termini.

Volevo fare solo questa breve introduzione, perché io poi mi occupo di alcune questioni, voglio dare alcune risposte rispetto ad alcune criticità che ci sono. La maggiore, la principale è quella dei parcheggi.

Noi lì possiamo fare alcune cose anche subito, io poi incontrando alcuni cittadini una cosa per recuperare parcheggi, oltre a quelli che già sono previsti, ad esempio noi abbiamo già deciso in Conferenza di Servizio che alcune piccole misure, per arrivare poi a quelle più consistenti, introduzione del senso unico su Toscana – Sant’Apollinare, almeno il primo tratto, ricavare un po’ di parcheggi sulla strada facendo un senso unico, questa cosa l’abbiamo già decisa, si fa con pochi soldi e si può anche fare abbastanza rapidamente.

Si può ragionare su questo discorso delle scuole, già lo dicevamo prima, ma non solo per eventi eccezionali, lì le due scuole, che sono una scuola privata ed una scuola pubblica, comunque hanno decine di persone che lavorano, personale docente, personale non docente, che parcheggiano attualmente nei parcheggi fuori.

Io mi impegno, l’avevo già fatto con i cittadini e lo faccio anche qui in Consiglio Comunale, perché almeno per quanto riguarda la scuola pubblica, cioè la elementare di Via Edison, di ricavare, non è facile perché lì vanno delimitati gli ambiti e sottrarre spazi ai bambini, ci sono gli spazi entrando dove c’è il cancello, lì c’è già una specie di parcheggio, per almeno una parte del personale docente e non docente per poter parcheggiare lì, quindi recuperando posti fuori.

La stessa cosa possiamo chiederla alla Dorotee, di mettere all’interno della loro struttura, ricavare parcheggi non per casi eccezionali, o come si diceva prima per l’evento della Casati, ma per tutti i giorni.

Secondo me con queste due o tre piccole soluzioni, piccole, insomma, abbastanza di poco impatto economico, si tratta di regolamentare, certamente vanno separati gli spazi, non è una cosa così facile, stiamo già vedendo con l’Ufficio Tecnico per quanto riguarda i nostri edifici di poterlo attuare anche rapidamente.

Già da qui noi recuperiamo sicuramente parcheggi.

Poi ricordo che comunque tra i parcheggi recuperati su Via Edison, i parcheggi sotto, quello dietro Via Matteotti, il tutto fa… Quello a pagamento che c’è già, fanno 250 posti auto, che in parte esistenti, ma non tutti, in parte recupereremo.

Insomma, non è che stiamo sottovalutando completamente, comunque da questo punto di vista ritengo che almeno facendo queste opere, sia rispetto al progetto di riqualificazione dei due parcheggi, lo sterrato di Via Edison e quello di Via Matteotti, si recuperano veramente degli spazi di disponibilità da questo punto di vista.

Penso che se facciamo così, almeno per quanto mi riguarda, che è l’aspetto che mi compete di più su questa tematica, penso che in parte risolviamo i problemi; compresa l’idea che non è così peregrina del Consigliere Cazzaniga di ricavare alcuni parcheggi su Via Toscana. Se pensate bene Via Toscana è praticamente… a parte le villette su Via Calabria, c’è il passaggio pedonale, hanno gli accessi, sia le Dorotoee, sia Edison, dal retro delle scuole hanno un’accessibilità, anche per le scuole ma soprattutto per la palestra, ad esempio per gli eventi eccezionali.

Facendo così io penso che noi stiamo cercando di risolvere i problemi, nello spirito di tenere un quartiere, io ad Arcore voglio bene, parlare di un quartiere degradato, non guardiamo solo quell’area lì, quel quartiere lì ha una dotazione anche in termini di verde pubblico su Via Edison dalle scuole fino a Bernate, fino a Via Fumagalli, lì non lo vede quasi più nessuno ma c’è una fascia di 50/100 metri, adesso forse 100 sono tanti, 70/80 metri di verde pubblici, ci sono due parchi urbani da lì fino a Bernate, che sono scelte urbanistiche fatte… Lì c’ero e lo posso anche rivendicare, non è che lì c’è chissà quale degrado.

Complessivamente io penso che se facciamo queste cose cerchiamo di trovare delle soluzioni a dei problemi che esistono e che secondo me è giusto che noi dobbiamo affrontarli e risolverli.

PRESIDENTE

Grazie Assessore Perego.

La parola all’Assessore Mollica Bisci, prego.

ASSESSORE MOLLICA BISCI ROBERTO

Grazie Presidente.

Intervengo perché oltre ad essere l’Assessore all’Urbanistica sono anche l’Assessore allo Sport. Il Sindaco ha voluto questa doppia delega che casca a fagiolo in questa occasione.

Per quanto riguarda la visione urbanistica che questa Amministrazione ha su Arcore, noi siamo dotati di un PGT votato nel 2013, che prevedeva le destinazioni d’uso che ci sono ad oggi, un PGT ancora vigente, non c’è stata nessuna variante e rimarrà tale per il momento.

C’è da dire che, come ha detto anche il Consigliere Ghezzi poco fa, qualora questa Amministrazione avesse deciso di destinare l’area davanti al PalaUnimec ad un’altra funzione, piuttosto che quella della RSA, probabilmente i problemi sarebbero non dico gli stessi ma molto simili.

L’Amministrazione Comunale nel 2013, quando io non ero Consigliere all’epoca perché subentrai nel 2014, però nel 2013 questo Consiglio Comunale ha votato un PGT che prevedeva che le attrezzature sportive fossero accentrate nella creazione di un centro sportivo, dotando di una nuova palestra, con il trasferimento della piscina e altre dotazioni sportive che Arcore non ha e che ormai una cittadina di quasi 18.000 abitanti direi che sia il caso debba avere.

Tra l’altro le associazioni sportive richiedono a grande voce, perché gli spazi sportivi che noi utilizziamo ad oggi, eccetto il PalaUnimec perché viene utilizzato dalla Casati ed in parte anche dall’Amministrazione Comunale durante le mattine, tramite un’apposita convenzione, durante alcune giornate nell’anno previa apposita richiesta e contribuzione alle spese del palazzetto ovviamente.

Le associazioni sportive in questo momento stanno utilizzando strutture che sono le palestre scolastiche. Arcore non è dotata di strutture adeguate all’aumento esponenziale di ragazzi in età piccola e medio grande che fanno sport. Io personalmente e tanti di noi quando eravamo più giovani, molti di noi hanno fatto sport, ma oggi sappiamo benissimo che la popolazione che pratica sport è sempre di più, sia nella fascia dei ragazzi che nella fascia degli adulti.

Questa Amministrazione ha in mente dove fare, dotare di Arcore delle strutture sportive che necessita, ma non è certamente un ampliamento nella zona davanti al PalaUnimec. L’area prevista è a La Ca’, dove attualmente c’è l’area feste. Poi anche quella è un’area a standard, al di fuori dei vincoli del Parco Valle Lambro perché è confinante e si può benissimo… Un’area decentrata, dove si può benissimo fornire Arcore di tutto quello che necessita.

Per quanto riguarda la questione della Casati nessuno di questa Amministrazione Comunale ha mai pensato che la Casati debba essere penalizzata da questo intervento. La Casati ha sempre collaborato con questa Amministrazione e con il sottoscritto da quasi due anni, da quando è Assessore, in tutte le iniziative ed anche fattivamente. Ogni tanto ci possono essere delle divergenze di opinioni ma è giusto che sia così, perché le divergenze di opinioni spesso portano all’accrescimento della proposta che si vuole… si ha per la città dal punto di vista dei termini sportivi.

Quindi Casati fa il suo lavoro e ha la sua funzione sociale e culturale nei confronti degli arcoresi grandi e piccoli non per il fatto di avere un luogo, che sicuramente è diventato un simbolo, è un segno di riconoscimento ed è giusto che un’associazione sportiva, una società sportiva ne vada fiera, perché è giusto che sia così, quella è la casa della Casati. Tutti lo riconoscono. Nessuno vuole mettere in discussione questa cosa e nessuno può dire il contrario. La stessa Amministrazione lo riconosce.

Sicuramente io da Assessore allo Sport riconosco alla Casati, indipendentemente dal fatto che abbia un palazzetto oppure nel caso non l’avesse avuto, riconosco la sua funzione dall’attività che svolge tutti i giorni con i ragazzi, con i suoi educatori, con i suoi dirigenti e con il suo presidente. Questo l’Amministrazione Comunale lo riconosce a pieno titolo.

Concludo dicendo questo, noi siamo convinti che questo intervento della Residenza Sanitaria Assistenziale sia dovuto, sia necessario. Personalmente mi sto spendendo per cercare di trovare anche nel minimo dettaglio, cosa che un Assessore magari cerca anche di non fare, però negli incontri che sto seguendo con i proponenti, anche con l’Assessore Del Campo, con l’Assessore Perego e con i dipendenti ed i funzionari degli uffici comunali, stiamo cercando anche di entrare nel minimo particolare per cercare di trovare delle soluzioni che possano migliorare il più possibile un intervento di questo tipo.

Anche certe volte il minimo dettaglio su un intervento di questo tipo, che sicuramente è impattante, lo ripetiamo, nessuno lo sta negando, può fare la differenza.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Assessore.

Ha chiesto la parola il Consigliere Cazzaniga, per il suo secondo ed ultimo intervento. Prego, ne ha facoltà.

CONSIGLIERE CAZZANIGA ATTILIO

Grazie Presidente. Volevo fare alcune precisazioni ai discorsi che ho sentito.

Intanto vorrei rendere onore al Consigliere Enrico Perego, forse c’è stato un fraintendimento. L’onore, è una persona che sta attraversando in questo momento un momento difficile per lui e per la sua famiglia, ciò nonostante non si lascia condizionare nelle sue idee amministrative da questo momento, che probabilmente renderebbe forse più facile avere delle idee diverse. Quindi è un cittadino che anche in un momento così difficile vuole portare il suo contributo amministrativo in base alle idee che ha, questo gli fa molto onore.

Detto questo, volevo fare alcune precisazioni. La prima, rinuncio a spiegare all’Assessore ai Servizi Sociali, che sarà bravissimo sugli altri settori, ma per quello che mi riguarda qui veramente non ci siamo, a spiegare determinate cose relative al suo bando, perché mi rendo conto che è veramente inutile, non ci riesco. Non è la prima volta che non riesco a fare qualcosa nella vita, ci mancherebbe altro.

Volevo fare alcune precisazioni. Ho sentito qualcuno che ha parlato anche che in questa struttura ci sarà un Hospice. Non è vero, l’Hospice difficilmente lo si trova in una RSA, qualcuna l’ha, quella di Mantovani a Cologno Monzese, a Milano il Pio Albergo Trivulzio. L’Hospice è un posto dove si va – scusate la crudezza delle cose – a morire. Nel senso che entrano delle persone terminali, che vengono accettate solo se si presume che rimangano in vita meno di trenta giorni. È una struttura molto particolare.

Sempre al Consigliere Perego volevo far presente anche un’altra cosa, è vero che si ha un’attesa grossolana di 300 malati di disturbo cognitivo nei prossimi anni in una popolazione come la nostra, mi sembrava anche di averlo detto, non è che tutti i 300 sono in fase grave per cui necessitano tutti il ricovero in RSA. Alcuni possono ancora stare a casa all’inizio della malattia.

Faccio un esempio, ammalati oncologici, cioè di cancro, ce ne sono molti che sono in giro, fanno le loro cose, anche se magari il tipo di patologia che hanno, chi è del mestiere, sa che in determinati casi il destino è segnato. Arriveranno nelle strutture che sono riservate per queste cose nei momenti più avanzati.

Quindi 300 persone con un disturbo cognitivo, di cui in alcuni debole, possono essere assistite con assistenza domiciliare e possono magari anche restare a casa, oppure andare in un appartamento protetto.

120 posti io credo che, a differenza degli 80 progettati dal bando, siano quelli che giustamente possono servire a questo paese.

A Concorezzo, questa è una cosa che devo dire, sono andati i soldi del Frisl della casa di riposo di Arcore, sono andati a Villa Teruzzi. Allora c’era il Frisl, voi lo sapete bene perché avete fatto le scuderie con il Frisl, che era un fondo praticamente perso. Non è venuto ad Arcore dove era destinato per le vicende che vi ho detto e se n’è andato a Concorezzo. Una delle tante occasioni perse, senza fare colpa a nessuno. Per quello che dico che oramai non se ne può più.

Un’altra cosa che volevo dire, la composizione familiare dei giorni d’oggi, è vero che forse aboliranno la Legge Fornero, io non lo so, però al giorno d’oggi uno che va a lavorare fino a 66 anni e sei mesi non credo che abbia molto tempo e molta possibilità, pur avendone la voglia, di curarsi a casa sempre determinati tipi di malato. Non è detto che una badante, che fa un corso rapido, possa essere necessariamente molto… Ritengo che il personale sanitario di una RSA lo sia sicuramente di più.

Un’altra cosa, non dimentichiamo che sono anche posti di lavoro. È una cosa di cui bla-bla ci riempiamo la bocca tutti quanti. Si tratta di posti di lavoro freschi, non che vengono dalle macerie della chiusura da un’altra parte. Sono posti di lavoro freschi.

Un’altra cosa triste, sappiate che le case farmaceutiche, le tre case farmaceutiche più grandi al mondo, non voglio neanche fare i nomi perché non me le ricordo tutte quante, hanno abbandonato la ricerca sui farmaci per le malattie degenerative, quindi Alzheimer, disturbi cognitivi e demenza senile, ahimè anche Parkinson, perché i soldi che hanno investito non hanno portato da nessuna parte. Siccome le case farmaceutiche, come tutti al mondo, lavorano per guadagnare, l’importante sarebbe non straguadagnare, questo è il discorso, perché tutti hanno diritto ad avere una remunerazione per il lavoro, per gli investimenti che fanno; non a massacrare la gente straguadagnando, o peggio ancora… Lasciamo perdere.

Vuol dire che ci dovremo preparare a tempi estremamente complicati.

Io non farò la dichiarazione di voto ma lo dico subito, voterò a favore della RSA, che significa non accettare, non me ne vogliano i cittadini che abitano lì intorno, ma il bene comune in questo caso per me è molto più importante di quello dei singoli, anche intorno a casa mia hanno fatto palazzina da tutte le parti, ho poca acqua, ho dei… Insomma, ho accettato quello che è successo. Probabilmente anche la mia casa si è deprezzata e di parecchio, ma non solo per quei motivi lì.

Il caso personale bisogna lasciarselo a casa.

Mi auguro solo che l’Amministrazione Comunale per amor di Dio, non fate più perdere tempo all’operatore, concludete questa storia, perché io da solo ho avuto cinque anni per essere sfortunato, qualcuno mi ha detto, può darsi che abbia ragione; però voi ne avete avuti una quindicina abbondante di anni per fare questa cosa qua. Cerchiamo di vedere di arrivare. Lasciate fare quello che fa l’operatore.

Ultima cosa, non preoccupatevi, chissà quanto farà pagare. Cosa credete, che se quello fa pagare 200 Euro al giorno rimane vuoto. C’è un mercato su queste cose qua, si va sulla pagina dell’ASL e si vedono tutti i posti liberi e tutti i prezzi. Non c’è bisogno di andare in Comune ai Servizi Sociali, uno vede tutto dalla A alla Z. Non è che uno può sparare delle cifre che non stanno né in cielo né in terra, perché rimane vuoto.

Un’altra cosa, non è possibile riservare i posti per gli abitanti di Arcore. Ve lo immaginate voi, quando andate a Merate o da un’altra parte e quello là vi risponde: sa, qui li riserviamo a Merate, se ne vada a quel paese. Se io mi trovassi in una situazione di questo genere andrei in caserma dai carabinieri a fare denuncia.

Si può fare una convezione per avere un prezzo migliore, questo sì, è quello che è da fare. Oltretutto l’operatore dice: no, sai, io questi dieci letti li tengo vuoti perché aspetto quelli di Arcore e perde 1.000 Euro al giorno.

Signori, venite giù un pochino… Insomma…

PRESIDENTE

Consigliere Cazzaniga, la invito a chiudere l’intervento.

CONSIGLIERE CAZZANIGA ATTILIO

Guardi, chiudo, anche perché… Ecco, ultima cosa, non farò neanche la dichiarazione di voto. Non pensiate comunque nessuno che siccome probabilmente voterò con la Maggioranza, non pensiate che sia diventato all’improvviso di sinistra.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere.

Ha chiesto la parola il Consigliere Orrico per il suo secondo ed ultimo intervento. Prego.

CONSIGLIERE ORRICO ANDREA

Grazie.

Era solo per sollevare un punto, perché ascoltando alcune cose poi saltano fuori. Cerco di riportare la discussione su un discorso a livello urbanistico, non a livello di RSA, perché come abbiamo detto la RSA serve, non siamo concordi su dove farla, questo è un altro…

Volevo fare un esempio per far capire un attimino perché secondo noi è errato farlo lì. Si parlava di parcheggi ed è venuto fuori, possono essere battute, possono essere progetti, cose un po’ campate per aria, è venuto fuori nel dire: beh, non ci sono parcheggi lì, prendiamo il terreno dall’altra parte, cementifichiamo e facciamo parcheggi. Altro consumo di suolo.

Mi viene a dire… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Poi mi si viene a dire no, però attenzione, parliamo con le scuole per dare il parcheggio all’interno delle scuole. Andiamo a sottrarre dello spazio ai bambini oggi presenti all’interno delle scuole. (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

Vuol dire trovare una soluzione…

PRESIDENTE

Fate finire l’intervento per favore!

CONSIGLIERE ORRICO ANDREA

… che va a portare altri problemi. È quello che indicavo, sono per me, a parere mio, sono…

CONSIGLIERE ORRICO ANDREA

Le ho frequentate, grazie, anche per anni, grazie, essendo nato e cresciuto ad Arcore. Grazie.

Il discorso qua è? Che se andiamo a fare soluzioni che a parere mio, poi mi posso sbagliare perché nessuno è nato con la sapienza indotta, ma se andiamo a raffazzonare la soluzione con soluzioni che possono portare ad altri problemi non ne usciamo più.

È quello che dico, avere il progetto nel periodo lungo, per quello che fare una struttura lì porterà altri problemi. Poi possono essere state battute, però ho sentito dire già da tre persone diverse questa soluzione.

Uno dice: può fare i parcheggi, possono essere nel terreno invece che farli cementificati, avremo poi il problema che abbiamo oggi nel terreno davanti alle scuole. È tutto un concatenarsi di problematiche.

Questa qua è la mia considerazione, grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Orrico.

Ha chiesto la parola il Consigliere Bertani, prego, per il suo primo intervento.

CONSIGLIERE BERTANI CLAUDIO

Grazie Presidente.

Non farò un intervento di natura né sociologica, né antropologica, tanto meno sanitaria, perché tutto quello che ho sentito naturalmente è condivisibile.

Tenete presente che ho avuto una madre malata di Alzheimer, quindi so benissimo di cosa stiamo parlando.

Farò delle osservazioni di altra natura, perché è inutile che stia qui a ripetere quello che abbiamo sentito. Anzi io sono arrivato tardi e penso che già prima abbiate discusso e sviscerato il tema da tanti punti di vista.

Vorrei fare presente all’Amministrazione, anche al Consiglio, che è vero che il PGT approvato e vigente dà delle indicazioni sullo sviluppo del nostro territorio, giuste o sbagliate che siano sono quelle vigenti; ma c’è modo e modo di declinarle. Non mi sembra che ultimamente questa Amministrazione stia declinando bene quello che il PGT prevede.

Chiarisco. Chiarisco, qualcuno di voi mi conosce, quindi forse indovina già cosa sto per dire. C’è una disattenzione all’estetica e l’estetica è una cosa molto importante, perché l’estetica costituisce anche un elemento di educazione della cittadinanza, delle persone.

Questo intervento fatalmente non potrà avere un valore estetico accettabile, perché la dimensione della struttura, come ha ben ricordato prima il Dottor Cazzaniga, deve essere una dimensione che consente di mettere 120 posti letto. Anche perché sennò economicamente questa cosa non starebbe in piedi.

Fatalmente per la forma che ha il terreno, per quello che esiste gi, abbiamo visto cosa può venire fuori, non può che venire fuori quella roba lì.

Tenete anche presente che giustamente quelli che fanno interventi di questo tipo i soldi non li mettono nella costruzione, li mettono, quelli seri, nei servizi. Quindi fatalmente questa cosa sarà brutta.

Guardate che l’ideale per una RSA è un capannone, è così, perché… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Sì, è così, perché quello che importa sono i servizi interni. Queste persone che arrivano sono quasi tutte in condizioni non da Hospice, però non siamo lontanissimi.

Anche perché il costo, io non sono d’accordo con il Consigliere Orrico, non sono operazioni queste che fanno guadagnare molto, anzi, sono operazioni che se non stai attento rischiano di farti perdere.

La retta sostanzialmente si aggira sui 2.300/2.500 Euro per stare nel mercato, ma sono tanti, perché se non c’è l’accreditamento, come in questo momento non c’è, e l’accreditamento sapete che comunque viene dato a struttura ultimata e funzionante, se non c’è l’accreditamento io mi chiedo quante persone possano permettersi di spendere 2.500 Euro al mese. Tenendo presente che se invece di uno sono due sono 5.000 Euro al mese.

In realtà questi interventi non sono così… Finché non ci sono interventi pubblici, che adesso non ci sono, non ci sono, evidentemente sono interventi che non hanno poi questa… Insomma, lasciatemelo dire, non hanno questa ricaduta sociale così importante; perché si rivolgerà fatalmente ad un mercato che ha delle possibilità economiche per sostenere queste cose, queste rette. È fatale, è fatale.

È chiaro che il… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) E’ così.

È chiaro che l’operatore in questo caso perché insiste per metterlo lì? Non l’ho sentito dire, non so se prima qualcuno l’ha detto, perché questo operatore in particolare intorno lì ha delle sinergie, è ovvio. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Per carità, per carità…

PRESIDENTE

Consigliere…

CONSIGLIERE BERTANI CLAUDIO

È per quello che non accetta il trasferimento, è evidente, no? Però l’Amministrazione io non so se ha fatto tanta fatica, se ce l’ha messa tutta, poi ce lo dirà il Sindaco che sta già per rispondermi, ma indubbiamente l’intervento lì avrà un impatto da un punto di vista urbanistico ed estetico notevolmente negativo. Con tutte le conseguenze poi sul traffico, la viabilità ecc. Quello secondo me ci dovrebbe preoccupare di più.

Poi un giorno vi intratterrò facendo delle fotografie su tutte le brutture che stanno nascendo ad Arcore.

Tenete presente che Arcore, non so chi lo sa, non ha una Commissione per il paesaggio, quindi… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) No. Morta la Commissione Edilizia…

PRESIDENTE

Consigliere Bertani, la invito a chiudere.

CONSIGLIERE BERTANI CLAUDIO

Finisco. Morta la Commissione edilizia non si è sostituita con una Commissione del paesaggio, che io vi invito, magari farò anche una proposta ufficiale; perché è vero che il nostro Comune non ha l’obbligo, ma non avere l’obbligo non vuole significare che non ci sia la necessità di averla.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere.

Ha chiesto la parola il Sindaco, prego, ne ha facoltà.

SINDACO

Consigliere Bertani, due risposte. Una me la sono dimenticata però. Ho ancora due neuroni… non ho ancora recuperato i neuroni… Per quello che chiedo al Presidente un intervallo, perché non ne possiamo più.

Una sui costi. Io vorrei ricordare che siamo nel libero mercato, è vero, che non c’è il rischio che l’operazione che facciamo non abbia ricadute sociali per gli arcoresi che convenzioneremo lì; perché le ricordo che noi abbiamo un Regolamento che prevede il contributo da parte dell’Amministrazione. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Ovviamente nel caso in cui ci siano i requisiti. È ovvio che la ricaduta sociale non deve essere per chi può pagare la tariffa piena, la ricaduta sociale ci deve essere per chi ha bisogno di entrare in una struttura perché non ha sufficiente possibilità economica.

Il nostro Regolamento, Cazzaniga lo sa bene, prevede fino ad un massimo di 2.500 Euro di contributo a step diversi, un massimo di 2.500 Euro.

L’altro, giuro, non me lo ricordo. Mi dica… No, perdonatemi ma l’altra considerazione quale era? (Dall’aula si interviene fuori campo voce) No. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Non mi ricordo. Sono proprio stanca. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Bravo, Consigliere… Il mio amico Enrico Perego è sempre sul pezzo. Tra l’altro per telepatia mi legge nella mente, devo schermarmi, con lui devo intervenire così.

Per concludere penso, perché poi gli interventi… lo faccio io. Scusate, secondo voi noi ci saremmo infilati in una discussione, in una scelta difficile che stiamo facendo, l’ho detto anche quando abbiamo incontrato, sono qua presenti, ovvio che sappiamo benissimo che non è il meglio. Posto che chi amministra, che l’Amministrazione rarissimamente amministra per il meglio perché ci sono dinamiche complesse, è ovvio che stiamo facendo una scelta difficile e faremo di tutto perché sia il minor male possibile. È ovvio.

Secondo voi, posto questo, ci saremmo infilati in questo percorso se non avessimo avuto quasi la necessità di farlo? È altrettanto ovvio che abbiamo fatto di tutto, vi dico di tutto, per convincere il privato proponente a spostarsi sulla nostra area. Mi pare ovvio. Aggiungo “ça va sans dire”, eh! Non c’è neanche da metterlo in discussione, perché se fosse stato così facile non saremmo qua a discutere e tutti gli arcoresi ci avrebbero detto: l’Amministrazione di centrosinistra è una grande Amministrazione. Senza problemi. Voi avreste approvato la RSA senza battere colpo. A meno che qualcuno avesse alzato il ditino dicendo: no, c’è consumo di suolo, perché anche quell’area là è un’area standard, esattamente come questa, tra virgolette.

È ovvio che abbiamo fatto di tutto. L’operatore ha scelto di fare un’altra scelta e l’ha fatta legittimamente, legittimamente e seguendo tutti i criteri della libera impresa, sulla quale io non ho niente da dire, perché bisogna anche smetterla di fare demagogia pura sulla libera impresa. Lui ha una proprietà privata sulla quale sinergicamente, nel contesto che ha, chiude la propria attività, ma lo trovo intelligente questo e lo dico. Trovo da parte dell’operatore una scelta intelligente.

L’interfaccia con noi è questa, è quello che stiamo facendo, quella di fare in modo che…

PRESIDENTE

Per favore! Per favore!

SINDACO

La sinergia di azione tra pubblico e privato sia equilibrata. Questo è il tema vero ed è quello che continuamente stiamo facendo, perché dal progetto iniziale siamo arrivati ad un progetto molto diverso dalla prima proposta, proprio perché stiamo continuamente interloquendo con l’operatore.

Volevo solo dire questo.

PRESIDENTE

Grazie Sindaco.

Non vedo altri interventi, quindi chiudo… Vedo un intervento. Due interventi. Consigliere Bertani, prego, ha la facoltà per il suo secondo ed ultimo intervento.

CONSIGLIERE BERTANI CLAUDIO

Grazie.

PRESIDENTE

Prego.

CONSIGLIERE BERTANI CLAUDIO

Soltanto per dire comunque che io l’ho chiesto tante volte, non è mai successo, su temi così importanti, Sig. Sindaco, sarebbe veramente direi necessario che ci si muovesse tutti insieme, perché allora è inutile che si viene in Consiglio Comunale a fare la domanda e dire ce l’abbiamo messa tutta. Va beh, può darsi che ce l’abbiate messa tutta, ma noi non abbiamo partecipato e quindi posso anche ritenere che tutti gli sforzi siano stati condotti non con particolare efficienza. (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

PRESIDENTE

Calma, calma. Ha finito? Okay, grazie.

Ha chiesto la parola il Consigliere Perego, per il suo secondo ed ultimo intervento. Prego.

CONSIGLIERE PEREGO ENRICO

Consigliere Gaye Cheikh, lei ha citato 1887 con la Tour Eiffel, io le cito il 6 Novembre 1917 in cui il popolo russo voleva fare la rivoluzione e finì con l’uccidere lo zar. Poi però il comunismo sappiamo che epilogo ha avuto, non ha avuto un grosso epilogo per le sorti dell’umanità. Quindi non tutto l’oro luccica.

Detto questo, mi rifaccio al discorso ed alle considerazioni che ha fatto chi mi ha preceduto, il Consigliere Bertani, quando parla anche di disattenzione all’estetica e l’educazione dei cittadini. Questo è molto importante, per dimostrare che anche urbanisticamente il progetto è piuttosto carente.

Nessuno, Consigliere Gaye, di noi ha delle posizioni ideologiche e drastiche come lei ha detto, nessuno. Tutti la vorremmo anche la casa di riposo, non lì, lo ripeto un’altra volta, non lì.

Poi l’Assessore Perego mi ha tirato in ballo, parliamo di una storia di 25/30 anni fa, una questione molto vecchia, ma allora nel 1993 non si parlava ancora, non c’era questa importanza di certe malattie purtroppo come oggi, quindi la casa di riposo non rivestiva come adesso, o la RSA, chiamatela come volete, quell’importanza che invece oggi ha. I tempi cambiano, 25 anni fa esistevano altre situazioni, c’erano altre condizioni.

Una domanda al Sig. Sindaco, i 2.500 Euro di contributi sono “one shot”? Cioè una tantum? O sono mensilizzati o comunque una parte? Io penso una “one shot”, cioè dati così per ognuno, magari con certe condizioni, magari spalmati nel tempo, ma visto che l’Amministrazione Comunale non per demeriti suoi, comunque oggettivamente le Amministrazioni Comunali non è che possono farsi carico troppo di dare dei contributi così, non dico a pioggia ma in base alle persone che sono ricoverate. Penso che sia uno strumento che sì, ha un certo valore, ma neanche esagerato, direi piuttosto limitato, o no?

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Perego.

Assessore Del Campo, prego.

ASSESSORE DEL CAMPO VALENTINA

No, non è un intervento “one shot”, è un contributo che viene erogato mensilmente alle persone che sono ricoverate in strutture residenziali. L’entità che diceva il Sindaco è la cifra massima se uno proprio non ha nessun tipo di reddito, altrimenti, l’avevo detto io nel mio precedente intervento, noi interveniamo per la quota in eccedenza rispetto alla disponibilità del ricoverato.

PRESIDENTE

Grazie Assessore Del Campo.

Ha chiesto la parola per il suo secondo ed ultimo intervento il Consigliere Gaye. Prego.

CONSIGLIERE CHEIKH TIDIANE GAYE

Grazie Presidente. Per pochi minuti, non posso naturalmente non rispondere al mio collega Enrico Perego.

Io non ho parlato di posizioni drastiche di partito, non l’ho detto, non… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) No, io sto dicendo che prevalga la ragione del progetto sulla posizione proprio… Che il Comitato cerca almeno di sposare… E’ quello che ho detto. Uno.

Due, io rispondo al concetto di estetica, perché la nozione di estetica ha animato per tantissimi anni il dibattito filosofico. Il bello come il sublime, andare a declinare il concetto di bello su questo progetto, il bello è molto soggettivo, è molto soggettivo.

Tra l’altro una cosa può essere bella per lei e brutta per me…

PRESIDENTE

Silenzio! Fate finire l’intervento per favore, dai!

CONSIGLIERE CHEIKH TIDIANE GAYE

Alla fine uno può non essere d’accordo ma è un dato di fatto, il bello ha diviso molti grandi filosofi. È inutile declinare questo progetto nell’ambito dell’estetica…

PRESIDENTE

Silenzio! Fate finire l’intervento!

CONSIGLIERE CHEIKH TIDIANE GAYE

… veramente fuorviante. Lo dico, lo dico perché proprio è così. È inutile declinare sull’aspetto estetico, perché il bello è relativo.

Alla fine noi stiamo parlando dei dati soggettivi, dei dati reali, l’utilità pubblica di questo progetto… (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

PRESIDENTE

Basta!

CONSIGLIERE CHEIKH TIDIANE GAYE

No, ma tanto noi siamo abituati, siamo in Consiglio, uno può anche disapprovare, a me non cambia nulla. Non mi può cambiare, continuerò a credere in quello che sto dicendo perché ci credo. Ci credo.

PRESIDENTE

Scusate, scusate… Consigliere Cheikh un attimino. Allora, teniamo per favore un ordine. Il pubblico… Sto parlando in generale. Per favore il pubblico in silenzio, educato, gli altri Consiglieri non fuori microfono, facciamo finire gli interventi così concludiamo.

Grazie. Prego Consigliere Cheikh.

CONSIGLIERE CHEIKH TIDIANE GAYE

Grazie Presidente.

Io preferirei ascoltare tanti altri motivi, dal punto di vista sociale, dal punto di vista urbanistico, ma parlarmi di estetica quando sappiamo che l’estetica è una nozione molto soggettiva, francamente molto soggettiva. Magari avremo modo sicuramente di parlarne, magari di fare anche un’esposizione in sala consiliare, la questione della bellezza è una questione molto soggettiva e secondo me non va connessa al progetto.

Il progetto, io rispetto la sua posizione, perché non è favorevole, però continuiamo sempre a riflettere sul punto di vista pubblica utilità. È un progetto che è utile, noi dobbiamo appoggiare questo progetto, però non parliamo di estetica perché è veramente soggettiva.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere.

Ha chiesto la parola il Consigliere Puglisi per il suo secondo ed ultimo intervento. Prego.

CONSIGLIERE PUGLISI CRISTIANO

Faccio una precisazione a quanto ha detto il Consigliere Gaye. Lui ha negato di aver detto che c’era una posizione da parte del Comitato politica. In realtà lui ha detto, ha affermato posizione ideologica. Questo poi sarà… Bisogna un attimo precisare.

Sul bello, sulla relatività del bello, va beh, può anche essere, però poi ci sono anche delle situazioni abbastanza oggettive. L’arte, c’è l’arte oggettivamente bella e poi c’era Piero Manzoni che metteva dentro dei vasetti diciamo dei prodotti biologici derivanti dal suo organismo e quello di certo non era bello, era una provocazione.

Ecco, io credo che sull’impatto estetico di questa RSA si possa dire che è una provocazione se vogliamo.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Puglisi.

Non vedo altri interventi, quindi chiudo la discussione. Pongo in votazione la proposta di delibera di iniziativa popolare.

Voti favorevoli a questa proposta? 5 voti favorevoli, che sono: Consigliere Orrico, Consigliere Zucchi, Consigliere Enrico Perego, Consigliere Puglisi e Consigliere Bertani.

Contrari? 11 voti favorevoli, tutta la Maggioranza… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) 11 voti contrari, tutta la Maggioranza più il Consigliere Cazzaniga, quindi 12 voti contrari.

La proposta di delibera di iniziativa popolare è respinta.

Votiamo anche l’immediata eseguibilità. Voti favorevoli? (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Infatti.

INTERVENTO

L’immediata eseguibilità non c’entra con il merito della delibera, sono due aspetti diversi. Se alzate la mano … favorevoli a che la delibera venga resa immediatamente eseguibile. Domanda… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Siete favorevoli a che la delibera venga dichiarata immediatamente eseguibile?

PRESIDENTE

Okay. Voti favorevoli? Immediata eseguibilità. Voti favorevoli? (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Scusate… Per favore. Lascio la parola al Segretario.

SEGRETARIO

La votazione sull’immediata eseguibilità sta a significare che la delibera ha i suoi effetti, in questo caso la delibera di reiezione della proposta, immediatamente, tutto qui. Altrimenti bisognerà aspettare i giorni di pubblicazione. Questo, ma non c’entra con il merito della proposta.

Quindi l’immediata eseguibilità a che la proposta che è stata rigettata venga resa subito esecutiva. Questa è la votazione, il succo della votazione.

PRESIDENTE

Decido di non fare questo tipo di votazione.

A questo punto chiedo al Consiglio Comunale dieci minuti di sospensione. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) No, decido io. (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

COMUNE DI ARCORE

PUNTO N. 4 O.d.G. – CONSIGLIO COMUNALE DEL 9 APRILE 2018

NOMINA RAPPRESENTANTE DELLA MINORANZA DEL CONSIGLIO COMUNALE IN SENO ALLA COMMISSIONE CONSULTIVA PER LO SPORT IN SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE PEREGO ENRICO

PRESIDENTE

Consiglieri al posto per favore che ricominciamo.

(Segue appello nominale) Siamo 15 Consiglieri Comunali in questo momento.

Riprendiamo con il punto 4, Nomina rappresentante della Minoranza del Consiglio Comunale in seno alla Commissione consultiva per lo sport, in sostituzione del Consigliere Perego Enrico.

Entra in aula anche il Consigliere Lucilla Ghezzi, quindi siamo 16 Consiglieri presenti.

Lascio la parola all’Opposizione per la nomina. Ha chiesto la parola il Consigliere Perego.

CONSIGLIERE PEREGO ENRICO

Io sono il Consigliere dimissionario e propongo come mio sostituto il Consigliere Cristiano Puglisi.

PRESIDENTE

Okay. Grazie Consigliere Perego.

Se non ci sono interventi pongo in votazione il punto.

Voti favorevoli? Tutto il Consiglio Comunale, quindi 16 voti validi.

Votiamo l’immediata eseguibilità, voti favorevoli? 16 voti favorevoli.

COMUNE DI ARCORE

PUNTO N. 5 O.d.G. – CONSIGLIO COMUNALE DEL 9 APRILE 2018

SOSPENSIONE IMMEDIATA DEL PROCEDIMENTO RELATIVO AL P.I.I. VIA GRANDI – VIA GILERA E ACCORDO DI PROGRAMMA REGIONALE

PRESIDENTE

Passiamo al punto 5, Sospensione immediata del procedimento relativo al Piano integrato di Via Grandi – Via Gilera e accordo di programma regionale.

Questa è una proposta presentata da 4 Consiglieri di Opposizione. Chi presenta questa proposta? Consigliere Zucchi? Consigliere Zucchi, prego.

Prego Consigliere Zucchi, ha facoltà di parola.

CONSIGLIERE ZUCCHI CARLO

“Egregio Sig. Presidente del Consiglio Comunale, i Consiglieri richiedenti chiedono l’effettuazione urgente della seduta nel minor tempo tecnico possibile, anche a seguito della notificazione trasmessa da parte di alcuni componenti del Consiglio al Sindaco Rosalba Colombo, affinché l’Amministrazione sospenda il procedimento.

Ritengono che qualora ciò non avvenisse potrebbero derivarne responsabilità civili, amministrative e penali, il quadro normativo e giurisprudenziale in cui il procedimento si inserisce risulta estremamente controverso, qualsiasi suo ulteriore passaggio potrebbe determinare una serie di gravi responsabilità a carico dei soggetti coinvolti, Amministrazione, tecnici comunali, operatori privati.

Da qui la richiesta di tenere la seduta del Consiglio nel minor tempo possibile e comunque prima che venga compiuto qualsiasi ulteriore atto del procedimento.

Con questo nel nostro ruolo di Consiglieri intendiamo tutelare sia il Consiglio Comunale che l’intera Amministrazione.”

Noi abbiamo presentato questo O.d.G. perché sul procedimento urbanistico del Piano integrato di intervento di Via Grandi da mesi, se non da anni, ci si domanda e ci si chiede quali siano le ragioni di un intervento che dal punto di vista normativo presenta delle grandissime criticità.

Innanzitutto il procedimento è stato portato all’attenzione di un livello più alto, il livello regionale, attraverso un accordo di programma si è coinvolta la Regione in questo intervento per quanto riguarda la realizzazione della Caserma dei Carabinieri.

Per poter realizzare questa Caserma si devono mettere in atto però delle procedure e delle iniziative che noi riteniamo molto critiche dal punto di vista urbanistico.

Innanzitutto si vuole realizzare la Caserma dei Carabinieri attraverso un Piano integrato che prevede la realizzazione di tre palazzine di residenza convenzionata. Siamo costretti per poter fare un intervento, per poter dotare Arcore di un servizio alla collettività, di edificare ulteriore residenza convenzionata.

Per fare questo si mette, si è proposto un Piano integrato di intervento che vuol dimostrare la necessità di riqualificare un’area che non ha – secondo noi – nulla da riqualificare. Si tratta di un’area di proprietà pubblica, indicata nel PGT come area a verde, non area a servizi, è un parco che è stato realizzato con il Piano di edilizia economica popolare, quindi fa parte di quegli oneri di urbanizzazione primaria che quel tipo di intervento edilizio prevede. È un’area ceduta al Comune per dei servizi di urbanizzazione primaria, quali possono essere i giardini, i parcheggi o altro.

Attualmente quell’area è nel patrimonio indisponibile del Comune, quindi è un patrimonio che non può essere né alienato né inserito all’interno di un Piano integrato. Per poterlo fare bisogna procedere con una delibera che prevede il passaggio da patrimonio indisponibile a patrimonio disponibile.

Per poterlo fare chiaramente bisogna dimostrare che quest’area non ha più una sua funzione pubblica, cioè un’area che noi potremmo pensare dismessa, o che attualmente non ha nessuna funzione pubblica di rilievo, e che quindi l’Amministrazione Comunale intende riqualificare per ridotarla di quei servizi necessari alla comunità.

Non siamo in questa fattispecie, cioè quell’area è un parco verde, utilizzato dagli abitanti del quartiere, che è stato completato in vari step di lavori, perché è stato completato alla fine del Piano di edilizia economica popolare, poi è stato fatto un intervento di riqualificazione quando c’è stato il tornado nel 2009, 2001? (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Luglio 2001. Attualmente ha una funzione di filtro verde tra la statale di Via Gilera e le abitazioni che sono in quell’area.

Si tenta attraverso un Piano integrato di immaginare una riqualificazione, quindi ridotare un’area pubblica che attualmente non viene utilizzata, invece non è così. Si tenta di dimostrare che per questa riqualificazione e per edificare la Caserma dei Carabinieri, quindi per dotare la collettività di un altro servizio, sia necessario fare delle residenze convenzionate.

Siccome le criticità sono evidenti l’Amministrazione ha richiesto dei pareri ai legali. Non ha richiesto dei pareri ai legali dell’Opposizione o del Comitato di Via Grandi, il quale da anni sta dicendo che ci sono dei passaggi che sono molto critici. Ha chiesto dei pareri ai propri legali, i quali confermano totalmente tutte le criticità di questo Piano.

Anzi, spiegano che per poter aderire all’accordo di programma sono necessari degli interventi preliminari, quindi quello di trasformare il patrimonio da indisponibile a disponibile, quello di costruire e realizzare le urbanizzazioni primarie, quindi parcheggi e giardini, prima di aderire all’accordo di programma. Prevede una serie di interventi che cercano di dare valenza a un Piano integrato che di riqualificazione ha ben poco.

Proprio per giustificare questo intervento edilizio si è inserita in questo Piano integrato anche l’alienazione dell’immobile di proprietà comunale in Via Belvedere. Si è dichiarato che è un immobile non più agibile, invece fino a poco tempo fa è stato utilizzato dalle associazioni. Si pretende di dimostrare una riqualificazione di interesse pubblico alienando un immobile ed utilizzandolo solo per reperire le risorse economiche necessarie all’operatore per costruire la Caserma.

L’immobile di Via Belvedere non verrà riqualificato, verrà ceduto, verrà permutato, non verrà fatto nessun intervento di riqualificazione pubblica di quell’area lì.

In più viene inserita in questo Piano integrato la manutenzione dell’edificio attualmente sede della Caserma dei Carabinieri per altre funzioni, ma anche qui è difficile dimostrare alla documentazione attuale quali siano gli interventi e gli importi di questi interventi.

Inoltre gli avvocati, sempre di parte, quindi il cui parere è stato richiesto dall’Amministrazione, ritengono che per dimostrare l’interesse pubblico ci sia anche una congruenza economica su un intervento di questo tipo; cioè bisogna dimostrare che per avere un pezzo di parco in più, cioè un parco che attualmente è di 7.000 diventa da 9.000, per avere 50 parcheggi in più sia necessario fare un’operazione di questo tipo, da quasi 20 milioni di Euro.

Un’operazione, nei conteggi che io ho visto nelle proposte di convenzione hanno delle criticità enormi sulla valutazione del terreno dell’operatore privato, sui costi, diciamo sulla valutazione della potenzialità volumetrica di quel terreno, e ha delle valutazioni sull’immobile di Via Belvedere che secondo noi, secondo me sono molto inferiori a quelle che erano state già indicate dall’Agenzia delle Entrate in una prima perizia.

C’è di più, per inserire l’immobile di Via Belvedere in questo Piano integrato si è ridotta la cifra di valutazione dell’Agenzia delle Entrate e si fa entrare questo immobile senza passare da un’eventuale futura asta di vendita; perché i patrimoni immobiliari di un ente pubblico devono essere alienati o con le aste, od eventualmente con delle permute, che però non devono avere un valore inferiore alle valutazioni dell’Agenzia delle Entrate.

Ecco, questo è un po’ il quadro su cui si sta organizzando questo intervento edilizio che, diciamolo chiaramente, nasce e muore con uno scopo, utilizziamo volumetria residenziale e diamo volumetria residenziale ad un operatore per poter fare un milione e mezzo di Caserma dei Carabinieri.

Nasce così. Non c’è niente da riqualificare in quell’area lì, anzi si sottrae un’area verde che viene utilizzata dai cittadini e la si sposta, la si ridossa sul fronte stradale.

Io ho votato un Piano integrato di riqualificazione facendo politica qui ad Arcore, è il Piano integrato dell’area Falck. Il Piano integrato dell’area Falck, tanto per farvi capire le differenze che ci sono rispetto a questo, era un Piano integrato sul terreno totalmente di un operatore privato, quindi non c’era area pubblica da permutare, non era area verde perché era un terreno a destinazione industriale, era necessaria una riqualificazione del territorio perché essendo un’area industriale necessitava di una bonifica. Infatti è stata eseguita una bonifica al territorio.

La riqualificazione prevedeva una serie di servizi alla comunità, non solo dare volumetria residenziale ma all’interno di una proprietà privata si chiedeva, chiaramente dando un surplus edilizio all’operatore, di fare delle strutture per la collettività. Stiamo parlando della scuola materna, stiamo parlano della riqualificazione del capannone dell’hangar, stiamo parlando del sottopasso ciclopedonale, stiamo parlando di 25/30.000 Euro di parco e di area a verde. Si diceva: guardate, qui c’è un’area industriale, siccome non può più avere scopo industriale vicino ad altre residenze, la riqualificazione consiste nel ridare una destinazione d’uso nuova, creare un quartiere, dare dei servizi, dare residenza, ma dare dei servizi.

Da un’area industriale di 90.000 metri quadri si è riusciti a ricavare 25/30.000 Euro… Scusate, 30.000 metri quadri di parco verde.

Ecco che la riqualificazione ha un altro senso, questo tipo di iniziativa urbanistica risponde pienamente a quello che la legge prevede o cerca di risolvere quando mette a disposizione delle Amministrazioni questi strumenti urbanistici.

Qui invece siamo in una situazione completamente diversa. C’è un terreno privato agricolo, c’è un’area a verde pubblica, su questo territorio costruiremo una Caserma e tre palazzine di edilizia residenziale.

Ecco, gli avvocati ci spiegano che c’è un metodo per farlo, lo propongono, ci spiegano quali sono le strade da percorrere per poter far passare, ce lo spiegano dettagliatamente, sennò questo Piano integrato non passerebbe.

Ci spiegano quali sono i metodi per poterlo far passare. Nella sostanza questo Piano integrato è ai limiti della legislazione secondo me. Ci spiegano come intervenire e l’Amministrazione dovrà comportarsi in questa maniera per poterlo fare, con questi ulteriori passaggi.

Io mi fermo qui. Ritengo che su un intervento di questo tipo le soluzioni che questa Amministrazione doveva analizzare e valutare erano ben altre, erano ben altre. Qui sottrarremo un’altra area verde, faremo questa Caserma dei Carabinieri, che prossimamente io vorrò verificare attraverso il Comandante della Caserma se è una richiesta della Caserma dei Carabinieri di Arcore o se le richieste dei Carabinieri di Arcore erano altre.

Daremo il via ad un altro metodo ormai molto utilizzato da anni sul territorio arcorese, di cedere del territorio, delle volumetrie, per fare servizi. Io penso che sia arrivata l’ora di finirla con questo sistema urbanistico.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Zucchi per la presentazione.

Ha chiesto la parola il Sindaco, apriamo la discussione. Prego.

SINDACO

Facciamo ordine…

PRESIDENTE

A microfono, a microfono.

SINDACO

Scusate. Ordine nelle risposte.

Il perimetro nel quale io mi fermo è esattamente quello che fa riferimento alla richiesta di delibera di votazione del Consiglio Comunale, per cui la sospensione. La sospensione è supportata dalla lettera inviata al Sindaco, per cui sono interconnesse. Sulla base della lettera voi chiedete la sospensione. Giusto? Per cui io non vado, non esco da questo perimetro, tra l’altro il Regolamento del Consiglio Comunale dice chiaramente che bisogna stare nel merito, sennò cominciamo l’ennesima discussione che stiamo portando avanti da tre anni e che continueremo a fare.

Io mi fermo alle considerazioni giuridiche e rispondo al Consigliere Zucchi, che è quello che le ha esplicitate.

Faccio un paio di premesse però. Scusi, Consigliere Zucchi, mi sembra ovvio, ma veramente ovvio che l’ente chieda al proprio avvocato di parte un parere. Io non posso andare a chiedere all’avvocato della controparte il parere, su, faccia il bravo! Mi sembra la cosa più normale della terra.

Secondo, gli avvocati non lo propongono per darci una mano, gli avvocati sono stati i primi ai quali noi ci siamo rivolti, ancora tre anni fa, dicendo: si può fare o non si può fare questo PII? Perché se non si può fare, come fa ogni Amministrazione, ogni Amministrazione, se non si può fare non avviamo neanche la procedura del PII.

Per cui la richiesta di anni fa è stata: volendo fare questa operazione è possibile urbanisticamente e giuridicamente?

La risposta è stata: si può fare. Se i nostri avvocati ci avessero risposto: non si può fare, non l’avremmo fatto.

Si può fare con tutta una serie di step.

Io rimango all’interno, come dicevo, perché questa è la discussione di stasera, non le solite cose. Va bene, la discussione l’abbiamo fatta in lungo ed in largo per anni, continueremo a farla, ma stasera si parla di un’altra cosa. Io non la seguo nelle sue argomentazioni, sto sul pezzo.

Voi chiedete di sospendere, la sospensione immediata con una velata minaccia, fatemelo dire, tutelare, e sulla base del tono della vostra richiesta e di quella precedentemente mandata a me io ovviamente ho chiesto un parere agli avvocati. Non ho chiesto un parere urbanistico, ho chiesto un parere giuridico.

La stessa cosa ho fatto con il nostro Segretario Generale, ma mi sembra una cosa normale. Non sto difendendo niente, vi rispondo… Io non sono in grado di darvi risposte tecnicamente giuridiche, sotto il profilo giuridico. Voi mi ponete delle questioni giuridiche, voi osservate ed affermate delle cose sulle quali chiedete una sospensione e minacciate chissà quali… non mi viene la parola, azioni. Io sono obbligata a dire: per tutelare la Maggioranza chiedo parere giuridico in risposta a quello che voi affermate.

Ho mandato agli avvocati le vostre considerazioni e gli avvocati sulla base delle vostre considerazioni, insieme al Segretario, hanno risposto. Hanno contro-dedotto parola per parola, paragrafo per paragrafo, quello che voi affermavate, come è logico che sia, non ci vedo niente di strano in questo.

Loro dicono, lo leggo per tutti così lo sapete. “Ci è stato chiesto…”

INTERVENTO

È stato dato a tutti il parere.

SINDACO

Sì, ma anche per il pubblico. Siccome, ripeto, è stata formulata una richiesta precisa di sospensione, supportata da una serie di affermazioni, dal punto di vista giuridico, io ho chiesto agli avvocati ed al Segretario di rispondere dal punto di vista giuridico, non urbanistico.

Gli avvocati hanno risposto: “Ci è stato chiesto di esprimere un parere in merito alle contestazioni mosse nell’atto di diffida” perché voi avete fatto un atto di diffida, “indicate in oggetto e riguardanti l’asserita violazione” come dite voi “del vigente Regolamento comunale per l’alienazione del patrimonio immobiliare disponibile, cui conseguirebbe la nullità degli atti sino ad oggi assunti sulla proposta di Programma integrato. Trattasi queste” dicono gli avvocati urbanistici del Comune di Arcore, che conoscete benissimo, “trattasi di contestazioni fondate essenzialmente su un’errata interpretazione della delibera di Giunta del 20 Luglio 2016. Alla quale si attribuisce un contenuto dispositivo che non trova riscontro nel tenore della stessa.

Al riguardo pare opportuno osservare che il PII in esame è ancora allo stadio di mera proposta, per cui l’approvazione è stata attivata in procedura” e anche qui non è un escamotage, non abbiamo voluto farci aiutare dalla Regione perché non eravamo in grado di sostenere… E’ un obbligo, gli avvocati stessi ce lo dicono, “la cui approvazione è stata attivata”… Vi dirò di più, scusate, sono stati i nostri stessi avvocati che ci hanno quasi imposto questa procedura. “Trattasi della Caserma, che è un bene ministeriale”. È un bene pubblico.

“Per cui l’approvazione è stata attivata una procedura di accordo di programma ai sensi dell’art. 92, comma 4 l), Legge Regionale 12 del 2005.” Per cui noi ci siamo… Poi è tutto agli atti, ci sono le lettere degli avvocati. Anche le lettere della Regione Lombardia che ci dice: il percorso è quello lì.

“In considerazione della rilevanza regionale del PII stesso, trattasi infatti di Programmi in variante al PGT che prevede altresì la realizzazione di un’opera di interesse statale.

Detto procedimento, avviato su iniziativa del Sindaco, come prescritto dal citato articolo 92 comma 4, pende allo stato in fase istruttoria”, infatti siamo ancora in fase istruttoria, “non competeva il Sindaco, ai sensi della disposizione di Legge Regionale testé citata formulare valutazione sul contenuto della proposta” cosa che non ho fatto. “Le stesse spettano ai soggetti e agli organi preposti all’istruttoria ed all’approvazione della proposta stessa, come sarà meglio precisato”. E lo fanno.

Queste sono tutte risposte alle vostre affermazioni.

“In altri termini il Sindaco, verificata la rilevanza regionale” io ho solo rilevato, perché Regione mi dice: no, attenzione c’è una Legge Regionale che impone questo percorso, se non lo fai non puoi proceder con il PII. “In breve il Sindaco, verificata la rilevanza regionale della proposta di PII formulata dall’operatore, aveva il dovere di promuovere il procedimento di accordo di programma”. Il dovere eh! Non potevo far finta che non era quello.

“Non sembra pertanto ravvisabile la lamentata nullità” che voi citate per sostenere l’approvazione della proposta di annullamento, “di avvio del procedimento del Programma, la cui assunzione era da considerare un atto dovuto. Ciò premesso circa la natura e lo stato del procedimento non appare meritevole delle critiche esposte nella diffida neppure la deliberazione della Giunta Comunale, che il Sindaco ha ritenuto opportuno interpellare prima di richiedere l’attivazione dell’accordo di programma, per un parere preliminare sull’iniziativa nel suo complesso.” Parere non previsto ma neanche vietato, per cui è un passaggio in più che io ho voluto fare – come dire – nel coinvolgimento su questo tema.

“Con la suddetta deliberazione in effetti la Giunta Comunale non ha assunto alcuna determinazione”. Per tenere il filo, tutto ciò risponde sempre alle formulazioni che voi avete asserito in supporto alla diffida.

“Con la suddetta deliberazione in effetti la Giunta non ha assunto alcuna determinazione con efficacia costitutiva in merito a questioni di competenza consiliare. Al contrario, dal tenore letterale della stessa risulta che nell’esprimere il proprio parere di massima, favorevole sull’iniziativa nel suo complesso, la Giunta Comunale ha esplicitamente fatte salve le modifiche ed integrazioni della proposta, che potrebbero essere introdotte nel corso dell’istruttoria, e le deliberazioni di competenza del Consiglio Comunale inerenti gli aspetti patrimoniali ed urbanistici.

In particolare si può escludere che con detta deliberazione la Giunta Comunale abbia provveduto a trasferire beni dal patrimonio indisponibile a quello disponibile, ad autorizzare la permuta di terreni o ad approvare la destinazione insediativa di aree già destinate ad attrezzature in dismissione.” Questo è un tecnicismo.

“Ne consegue che anche a seguito di detta deliberazione non è messo in dubbio il fatto che le aree di proprietà comunale, delle quali si discute, continuano per il momento” voi adesso chiedete la diffida, per cui in questo momento non c’è alcun argomento in grado di sostenere questa cosa, per il momento, “ad essere destinate ad attrezzature pubbliche ed appartengono al patrimonio indisponibile del Comune”. In questo momento, nel momento in cui voi chiedete la sospensione per diffida.

“A tale proposito richiama” quello che già sappiamo, ce l’hanno detto subito all’inizio, guardate si può fare, io ho chiesto qual è la procedura, la procedura è questa e noi in maniera assolutamente trasparente la stiamo facendo, coerente con gli atti urbanistici e gli strumenti urbanistici, non solo nostri ma di Regione Lombardia; sennò Regione Lombardia ci avrebbe fermato subito, ci avrebbe fermato subito. Il funzionario della Regione Lombardia ci avrebbe fermato subito.

Durante l’accordo di programma poi c’è la delibera, che è l’atto formale, non è questo, l’atto formale è la delibera che, se e quando, porteremo in Consiglio Comunale e lì sì che dovremo fare le considerazioni, le valutazioni, il computo metrico, compensazioni ecc.

“Quanto all’asserita violazione di alcuni specifici articoli del Regolamento comunale per l’alienazione del patrimonio indisponibile” che voi citate qui, “in particolare 2, 3, 4, 5, che imporrebbero il ricorso anche nella specie di una procedura di gara, si fa rilevare come l’art. 9 dello stesso contempli invece espressamente anche la possibilità di procedere a permuta. La previsione di una simile soluzione, contenuta nell’apposita …, non risulta pertanto in contrasto con il suddetto Regolamento. Ferme restando le valutazioni di merito, che nel caso concreto il Consiglio Comunale farà nell’esercizio delle sue funzioni.” Siamo poi nella fase di delibera.

“Alla luce di quanto sopra si ritiene di poter concludere affermando che come sino ad oggi non sia intervenuto alcun atto avente effetti dispositivi del patrimonio del Comune, tali non essendo né l’atto sindacale di semplice avvio di procedimento di accordo di programma, né la deliberazione della Giunta Comunale, di manifestazione di un parere di massima sulla proposta di PII nel suo complesso.

Detta deliberazione della Giunta Comunale in vero delinea il percorso che, nell’ambito del procedimento di accordo di programma, dovrà essere seguito nella particolare fattispecie in esame, percorso che prevede necessariamente prima della sua conclusione anche un passaggio innanzi al Consiglio Comunale.” Ciò lo sappiamo da sempre. Chi ha un minimo di cognizione dell’urbanistica sa che per qualsiasi PII il passaggio è la delibera finale in Consiglio Comunale. Anche per Doneda è stato così, quattro delibere di Giunta, quattro… poi la delibera deve arrivare in Consiglio Comunale. Tutti sanno questa cosa.

“Per le ragioni su esposte non si ritiene sussistano le cause di nullità degli atti lamentati dalla diffida.

Ad oggi è e rimane per ora una semplice proposta. In ogni caso nessun atto procedimentale finora compiuto sembra essere idoneo a costituire in capo all’operatore una simile aspettativa qualificata rispetto a detta approvazione.”

Questo è quanto.

Io adesso do la parola… No, dico l’ultima cosa, do la parola al Segretario, se vuoi dire due parole sul tuo parere, ma penso che… Aspetta, finisco.

Grazie di aver ricordato l’area Falck, con tutti i pregi dell’area Falck, perché l’ho fatta io, perché avevo la delega all’Urbanistica. In quel caso abbiamo fatto un ottimo lavoro.

Prego Segretario.

PRESIDENTE

Grazie Sindaco.

Lascio la parola al Segretario Comunale, prego.

SEGRETARIO

Volevo soltanto dire questo… Buonasera a tutti. Normalmente l’ordinamento, l’art. 97 del Testo Unico assegna al Segretario Generale la funzione ahimè dolorosa di esprimere la consulenza giuridico/amministrativa sugli atti amministrativi. Per giurisprudenza costante il Segretario Comunale che esprime un parere errato si assume la responsabilità.

Siccome non è mio intendimento terminare gli ultimi quattro anni che mi mancano per andare in pensione e rispondere con il mio patrimonio, è vero che ho l’assicurazione, comunque preferisco non intaccarla, non sono venuto certo ad Arcore perché poi mi porto a casa una responsabilità amministrativa o comunque penale.

Detto questo, in 35 anni di servizio io mi sarei aspettato che a fronte di una chiara enunciazione… Poi scusate, non sono assolutamente d’accordo che lo studio legale degli avvocati Ferrari  ed … sia uno studio di parte, perché ho visto Sindaci uscire con la coda tra le gambe da quello studio perché gli avvocati non davano il parere favorevole sulle procedure che i Sindaci volevano attuare. Lo studio legale di Ferrari … è considerato uno studio di eccellenza nel campo urbanistico e non rilascia pareri prezzolati.

A maggior ragione io non rilascerò nessun parere prezzolato, e mi fa molto piacere che Zucchi illumini con le sue affermazioni, sulle quali chiaramente il Segretario Comunale vigilerà; ovvero quando in Consiglio Comunale verrà… Le mie conclusioni sono pacifiche perché il mio parere, sì, l’ho scritto in maniera tecnica, forse avrei dovuto usare una terminologia più consona, però le conclusioni sono abbastanza – come dire – comprensibili.

Mi pare che le preoccupazioni… Ecco, mi sarei aspettato – dicevo – che a fronte del parere del Segretario Generale, che verrà allegato alla delibera di stasera, poi se finirà nelle aule dei tribunali o dove andrà non lo so, ma sono tranquillo e sicuro di fare, almeno fino a questo momento, il mio ruolo nel migliore dei modi. Mi sarei aspettato che i Consiglieri Comunali che, con tutto il rispetto che ho per i Consiglieri Comunali, non sono avvezzi alle conoscenze giuridiche, perché le scelte discrezionali competono a voi, questo è pacifico, il Segretario Comunale risponde della consulenza giuridico/amministrativa.

Se poi si vuole surrogare al Segretario un Consigliere beh, io mi inchino riverente di fronte alle conoscenze giuridiche che io non ho e che altri hanno.

Mi sarei aspettato che la proposta di deliberazione costruita sul nulla, lasciatemelo dire, perché dire e minacciare che un provvedimento amministrativo, che un procedimento amministrativo è illegittimo, ma non si dice quali sono le norme violate, è un po’ fare, scusatemi se lo dico, ma con molta serenità e senza offendere nessuno, diventa terrorismo dialettico che non porta da nessuna parte. Per il semplice fatto che io resto convintissimo che l’Amministrazione Colombo sta seguendo una procedura corretta, fino a questo punto.

Poi è chiaro, le sollecitazioni di Zucchi, ovvero la possibilità che un’area considerata attrezzata a verde pubblico venga dislocata è concessa dal Codice Civile e dall’Ordinamento giuridico.  Ovviamente bisognerà dimostrare la convenienza economica di questa operazione.

… operazioni che sono protocollate e fanno parte delle conclusioni del mio parere.

Per cui è evidente che se la permuta, che è consentita dal nostro Ordinamento giuridico e dalla giurisprudenza della Corte dei Conti, poi arriverò nel prossimo Consiglio con una miriade di pronunce della Sezione Lombardia e di altre Sezioni sulla permuta, perché mi invitate a nozze in quanto la materia a me piace e quindi sotto questo aspetto non avrò paura di affrontare le difficoltà e le contrarietà. Sulle scelte politiche io mi inchino riverente, non le faccio.

Voglio dire, mi sarei aspettato che i Consiglieri avessero ritirato la proposta ed avessero fatto le legittime rimostranze nella sede opportuna, ovvero quando il Consiglio Comunale, prima della ratifica dell’accordo di programma che comporta una variante allo strumento urbanistico per cui è necessario il passaggio in Consiglio Comunale, ci saranno due passaggi basilari nel Consiglio Comunale di Arcore, chiunque sia il Segretario Comunale che ci sarà, perché potrebbe succedere una disgrazia, voglio dire, potrei morire.

Voglio dire, due passaggi basilari, uno dislocazione delle aree, passaggio come correttamente ha sottolineato il Consigliere Zucchi, da area indisponibile ad area disponibile. Permuta, permuta e dimostrazione dell’interesse pubblico all’operazione. Primo passaggio basilare, su cui uno potrà dire: no, non è legittimo. Potrà fare tutte le considerazioni che sono state fatte. Mi pare di poter dire, ma non se la prenda, così, è uno scambio amicale, che lei abbia fatto il processo alle intenzioni. Voglio dire, ancor prima che la proposta venga portata in Consiglio Comunale lei ha disegnato scenari di illegittimità che a mio giudizio è come se uno va dal medico perché ha un dolore allo stomaco e dice: no, guardi sono convinto di avere un carcinoma. Il medico gli dice: guarda che non ce l’hai, facciamo gli esami, facciamo le verifiche del caso. Hai solo una gastroenterite. No, sono convinto di avere un carcinoma.

Ecco, mi predoni, mi perdoni l’enfasi, ma Zucchi lei sta facendo questo discorso. Lei sta proiettando, sta facendo un’analisi proiettando gli scenari di illegittimità che non vanno fatti questa sera, me lo consenta; perché al momento non c’è un atto che sia formalmente illegittimo, o quanto meno me lo deve dimostrare.

Scusi, se lei dice che l’atto è critico io le chiedo: mi scusi, però non sul terreno politico, non voglio perché quello è un terreno sul quale non mi permetto di contraddirla perché io non posso fare scelte politiche. Lei mi deve cortesemente dire quali sono le norme violate. Se me ne trova una io le pago una cena a lei ed a tutti i Consiglieri, al pubblico presente.

Grazie!

PRESIDENTE

Grazie Consigliere per l’invito. (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

Detto questo, se qualcuno… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Silenzio.

Non vedo in questo momento interventi. Ecco, subito interventi. Consigliere Puglisi, prego, per il suo primo intervento.

CONSIGLIERE PUGLISI CRISTIANO

Grazie Presidente.

Approfitto anche della presenza qualificata del Segretario Comunale, ho un dubbio, precisando che appunto non ho siglato l’atto di diffida ma ho siglato però la richiesta di sospensione. Il dubbio è questo: il Testo Unico degli enti locali prevede per quanto concerne gli accordi di programma una ratifica consiliare dell’adesione del Sindaco all’accordo entro 30 giorni, pena decadenza.

Ora, in una delibera, la delibera del 2016, forse quella che citava poc’anzi, adesso non ricordo, comunque è specificato che con atto n. di protocollo 9574 del 29 Aprile del 2015 il Sindaco presenta richiesta di accordo di programma a Regione Lombardia.

Ora io mi chiedo qual è, dato che sul Testo Unico degli enti locali si parla di adesione del Sindaco, mentre in questo caso io vedo qui una proposta del Sindaco a Regione Lombardia, qual è, da quando decorre questo termine? Perché se dovessimo, lo dico tra l’altro facendo manifesta esposizione della mia ignoranza in materia giuridica specifica, ma qual è il termine di decorrenza? Perché se dovessi dare un’occhiata così diciamo superficiale io la darei da quel 29 Aprile, quindi 30 giorni da quel 29 Aprile. Quindi 30 Maggio, a questo punto è chiaro che tutti gli atti conseguenti, per quanto non abbiano avuto nessun tipo di incisione sul patrimonio, anche se poi in realtà c’è da aggiungere un’ulteriore considerazione, questa volta non di tipo giuridico ma di tipo politico, abbiamo visto le opere connesse realizzate, connesse con la riqualificazione dell’area ex Lamperti, che ha recentemente aperto i battenti con i nuovi centri commerciali, area molto bella, a mio avviso, poi è un parere chiaramente soggettivo. È visibile a chiunque ad occhio nudo che la pista ciclabile connessa e il marciapiede ad un certo punto si interrompono.

Quel tipo di proseguimento, il proseguimento di quel tipo di opera sarebbe all’interno del Piano integrato di intervento all’interno dell’accordo di programma regionale. Questo è chiaro che sia una sorta non dico di ricatto perché è una brutta parola, però di indirizzo verso il Consiglio Comunale di dire: guarda, però, se tu vuoi che quell’opera, quell’infrastruttura sia completata, è chiaro che siccome lo scomputo oneri non è qui ma è dall’altra parte devi votare anche il resto, il Piano integrato di intervento di Via Grandi.

Ora, io ho questi due… Questa annotazione e la precedente domanda, di cui invece vorrei chiarimento dal Segretario.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Puglisi.

Lascio la parola al Segretario. Un attimo. Prego.

SEGRETARIO

… la corretta osservazione del Consigliere Puglisi io do lettura di due commi dell’art. 34 e poi… Do lettura per poi commentarli e dare la risposta, in modo che sia tecnica, non sia frutto dell’immaginazione del Segretario Comunale.

L’art. 34 del Testo Unico 267/2000, dedicato ad accordi di programma, il primo comma, che leggiamo assieme, dice le parole che io leggo: “Per la definizione e l’attuazione di opere, di interventi o di Programmi di intervento che richiedono per la loro completa realizzazione l’azione integrata e coordinata di Comuni, di Province e Regioni, di Amministrazioni statali e di altri soggetti pubblici, o comunque di due o più tra i soggetti predetti, il Presidente della Regione o il Presidente della Provincia, o il Sindaco, in relazione alla competenza primaria o prevalente sull’opera, o sugli interventi o sui programmi di intervento, promuove” guardate l’accezione “promuove”, non dice “può promuovere”, ecco perché gli avvocati dicono il Sindaco riceve la proposta dell’operatore. Non dice: ah, adesso vediamo. Promuove… Ha rimesso gli atti al soggetto a cui la legge demanda l’approvazione dell’accordo, che è Regione.

“Promuove” dice la legge, “la conclusione di un accordo di programma, anche su richiesta di uno o più dei soggetti interessati, per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le modalità, il finanziamento ed ogni altro connesso adempimento”.

Questo è il primo comma dell’art. 34.

Poi leggiamo il 34 comma 4 e poi rispondo alla domanda di Puglisi.

“L’accordo, consistente nel consenso unanime” che non c’è stato ancora, quindi i 30 giorni non decorrono da allora ma da quando la Regione ci comunicherà. “L’accordo, consistente nel consenso unanime del Presidente della Regione, del Presidente della Provincia, dei Sindaci e delle altre Amministrazioni interessate, è approvato con atto formale del Presidente della Regione”. Questo atto formale del Presidente della Regione non c’è ancora, non è stato ancora formalizzato.

Come correttamente hanno sottolineato i legali c’è la proposta, quindi la Regione, insieme alla Conferenza dei Servizi, insieme al nostro Ufficio Tecnico, stanno istruendo la proposta, quindi che pende in Regione e che non è ancora stata formalizzata.

“…del Presidente della Provincia e dei Sindaci, ed è pubblicato” questo è l’elemento dirimente, “è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione. L’accordo, qualora adottato con decreto del Presidente della Regione” è il nostro caso, “produce gli effetti dell’intesa di cui all’art. 81 del decreto del Presidente della Repubblica 616 del 77, determinando le eventuali e conseguenti variazioni degli strumenti urbanistici e sostituendo la concessione edilizia, sempre che vi sia l’assenso del Comune interessato”.

Ultimo comma, poi spiego, il comma 5°: “Ove l’accordo comporti variazione” ed è il nostro caso “degli strumenti urbanistici l’adesione del Sindaco allo stesso deve essere ratificata dal Consiglio Comunale entro 30 giorni, a pena di decadenza”. Questa è la norma.

Ora il Segretario ve la spiega. Che cosa vuol dire questo? Che finora il Sindaco ha trasmesso gli atti, la proposta dell’operatore, io mi sono inserito nel 2016 e quindi nel 2015 non c’ero ma ho letto gli atti e vi assicuro che sono andate così le cose, ha trasmesso gli atti alla Regione. Trasmissione che era un atto dovuto. Se il Sindaco non l’avesse fatto avrebbero potuto depositare la denuncia in Procura per omissione di atti d’ufficio. Poi è chiaro che ci deve essere la volontà politica, quello è innegabile.

Ha trasmesso gli atti in Regione. Gli atti sono in Regione. Quando la Regione emanerà il procedimento conclusivo e verrà pubblicato in Gazzetta da allora partiranno i 30 giorni, quindi scatterà l’eventuale decadenza; non vengono fatti in 30 gironi, è chiaro che si perde tutto.

Quindi posso tranquillizzare tutti, tutti, che l’accordo di programma non è stato ancora varato dal Presidente della Regione, per cui la domanda legittima, il dubbio legittimo del Consigliere Puglisi, perché voglio capire, al momento non c’è nessuna lesione. Non c’è nessun provvedimento che possa indurre né l’operatore ad un’azione davanti al TAR, perché non sono nati i diritti. Ovviamente bisognerà gestire, su questo io sono assolutamente d’accordo con il Consigliere Zucchi, bisognerà gestire… Cioè quello che sto per dire, sono d’accordo su quello che sto per dire, che bisognerà gestire con molta oculatezza, pena eventuale ipotesi di danno erariale, la questione della permuta, la questione della convenienza economica.

Secondo voi l’Amministrazione, sono due anni che sono qui e mi rendo conto con molta… Forse qualcuno dirà: è stato scelto dal Sindaco, non può che parlare bene del Sindaco. Vi dirò la verità, il Sindaco non si muove se non ci sono le cose fatte secondo legge. Poi l’errore di valutazione politica è un altro, ci sta, tutti possono sbagliare, ma sotto l’aspetto giuridico/amministrativo il Sindaco si muove con oculatezza.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Segretario per questa spiegazione tecnica.

Ha chiesto la parola il Consigliere Zucchi per il suo primo intervento. Prego.

CONSIGLIERE ZUCCHI CARLO

Intanto vorrei dirle che la preoccupazione dei Consiglieri, anche se non sono degli avvocati o dei Segretari Comunali, sono sempre legittime, soprattutto dopo che veniamo da un’esperienza nella quale il Comune ha dovuto indennizzare 600.000 Euro per un’operazione urbanistica andata male.

Un’operazione urbanistica che adesso scopriremo man mano che seguiremo il Piano integrato ha delle similitudini a questa, perché anche nella SUAP la Giunta aveva promosso tutta una serie di interventi, i quali il Consiglio Comunale doveva ratificare. Quando ci siamo trovati a ratificare quello che la Giunta aveva fatto ci hanno detto che non potevamo votare no, ci hanno detto che non potevamo votare no, perché il procedimento era talmente avanzato che il Comune, il Consiglio Comunale non poteva permettersi, oppure non poteva dare indicazione diversa da quello che era stato fatto dall’Amministrazione.

Questa è la storia recente del Comune di Arcore e di quello che ha pagato per un intervento che è arrivato diciamo alla deliberazione finale. Gli avvocati di Doneda ci hanno spiegato che quando si arriva a questo punto difficilmente solo il voto del Consiglio Comunale riesce a dimostrare che in quella fase il Consiglio Comunale, che ha il potere di decidere la variante urbanistica, può permettersi di dire no.

Siamo arrivati a queste considerazioni.

Allora ci sta che i Consiglieri Comunali diffidino l’Amministrazione a non percorrere ed a non fare percorsi che portino a queste rilevanze.

Io un’altra cosa però la voglio dire, perché lei parla degli avvocati, poi voi chiamate gli avvocati e gli avvocati scrivono questo. “Facciamo seguito alla nostra nota del 13 Aprile, nel corso della quale anche in relazione all’esito del sopralluogo sull’area di Via Grandi abbiamo già evidenziato come la situazione di fatto riscontrata, diversa da quella assunta tra le premesse dei nostri precedenti pareri, modifichi in modo significativo il quadro di riferimento ed imponga una riconsiderazione delle valutazioni espresse in merito alla possibilità ed alle modalità di trasferimento di una porzione di detta area al patrimonio disponibile del Comune.”

Io non vi leggo tutto il parere, perché quando dico il parere è di parte non intendo dire che è prezzolato, intendo dire che non è il parere del Comitato che contesta questa operazione, ma è il parere dell’Amministrazione. È un parere obiettivo.

Questi sono i rilievi che fanno i legali su questa operazione, quindi già dimostrano, dicono, scrivono che nel passaggio delle informazioni l’Amministrazione aveva già sbagliato, aveva già sbagliato! Lo scrivono. Vi fanno, vi dicono: attenzione, il procedimento così non va bene.

Vi dicono di inserire Via Belvedere, prima non era inserita. È un altro passaggio, continuiamo a migliorare i passaggi, però la preoccupazione di noi Consiglieri secondo me è molto fondata.

Dico un’altra cosa, noi abbiamo fatto una diffida e abbiamo fatto una Commissione Affari Istituzionali tre o quattro giorni fa, lei non si è presentato. Allora io… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) No, io… Mi faccia finire, dopo parla lei.

PRESIDENTE

Facciamo finire… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Facciamo finire il Consigliere Zucchi. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Facciamo finire il Consigliere Zucchi.

CONSIGLIERE ZUCCHI CARLO

Secondo me non si è presentato, le dico il perché.

INTERVENTO

Sta scherzando? Guardi…

CONSIGLIERE ZUCCHI CARLO

Le dico il perché…

PRESIDENTE

Aspetti, aspetti… No, no… (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

CONSIGLIERE ZUCCHI CARLO

Posso parlare…

PRESIDENTE

Non parliamo fuori microfono!

CONSIGLIERE ZUCCHI CARLO

Posso parlare? Posso parlare o mi devo fermare? Ho diritto di parola o no?

PRESIDENTE

Facciamo finire il Consigliere Zucchi. Facciamo finire… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Certo, uno alla volta, avete a disposizione gli interventi.

Consigliere Zucchi, concluda.

CONSIGLIERE ZUCCHI CARLO

Se nella Commissione Affari Istituzionali c’è all’O.d.G. una diffida al Consiglio Comunale e lei presenta nella documentazione della Commissione il suo parere e il parere dei legali io mi aspetto che l’Assessore degli Affari Istituzionali, o l’Assessore all’Urbanistica, o il Segretario Comunale, che consegna questa documentazione ai Consiglieri, si presenti in Commissione ad approfondire questo argomento!

Le dirò di più, lei non solo non si è presentato, però ha incontrato i Consiglieri di Maggioranza. A questi un minimo di valutazione sulla nostra diffida l’ha fatta. Questo non lo ritengo corretto. Lei si presenta in Commissione e ci dà delle indicazioni su quello che noi abbiamo presentato, se lo vuole fare.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Zucchi.

Chi ha chiesto la parola? L’Assessore Mollica Bisci e poi il Segretario Comunale. Prego.

ASSESSORE MOLLICA BISCI ROBERTO

Grazie Presidente.

Do qualche informazione, giusto per dare conto al Consiglio Comunale di alcune informazioni che magari i Consiglieri Comunali non tutti hanno, ma quelli della Commissione Urbanistica sì.

L’istruttoria del Piano integrato / accordo di programma prevede che oltre alla parte tecnica venga analizzata attentamente anche la parte economica, non solo dal Comune ma anche da Regione Lombardia.

Regione Lombardia nell’istruttoria, soprattutto nel quadro economico, anzi solo sul quadro economico, fa affidamento su un ente terzo. L’ente terzo in questione è il Politecnico di Milano. Quindi il quadro economico del Piano integrato verrà analizzato dal Comune di Arcore Ufficio Sviluppo del Territorio, da Regione Lombardia, l’Ufficio Urbanistica, ci sarà anche l’analisi da parte del Politecnico.

Quindi tutte le questioni inerenti al quadro economico, quello che è pubblicato sul sito del Comune ovviamente non è il quadro economico definitivo, è il quadro economico della proposta.

Questo PII ha un procedimento lungo e complicato, lungo e complicato perché siccome c’è di mezzo anche la Regione, si fanno le segreterie tecniche, siamo già arrivati alla seconda, ce ne sarà una terza non prima di almeno un mese, perché deve essere conclusa la parte relativa al quadro economico e Regione deve dare conto su quello che pensa ed eventualmente chiedere integrazioni, od eventuali modifiche; perché nelle istruttorie si fa benissimo questo. Chi ha fatto l’Assessore all’Urbanistica prima di me lo sa benissimo che durante le istruttorie di un qualunque Piano attuativo, dal più piccolo al più grande, si possono fare anche delle eventuali modifiche sia sulle parti tecniche sia sulle parti economiche.

Questo per tranquillizzare tutti quanti sul fatto che il quadro economico viene controllato anche da un ente terzo, che non ha nulla a che fare con l’accordo di programma in questione, e non lo sottoscrive neanche.

Basta, mi fermo qui. Magari intervengo dopo, grazie.

PRESIDENTE

Grazie Assessore. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Sì. Prego Assessore. Un attimo. Okay, ora.

ASSESSORE MOLLICA BISCI ROBERTO

Scusate, l’ora è tarda. In merito alla mia non partecipazione alla Commissione Affari Istituzionali, io non ho partecipato per un semplice motivo, si parlava di un tema giuridico, quale i pareri, i pareri erano dei legali, in merito alla diffida e alla sospensione del PII – accordo di programma. Nella delibera viene citata la diffida, che pone determinate questioni.

Il sottoscritto ha ritenuto di non partecipare perché non si parlava di temi urbanistici. Tutto qua, nulla di volontario nel dover nascondere qualche cosa, ci mancherebbe altro.

PRESIDENTE

Okay, grazie. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Un attimo, un attimo. Parola al Segretario Comunale. Prego.

SEGRETARIO

 Mi scusi, Zucchi, glielo dico con molta serenità, glielo ribadisco, lei… Io non vado a scuola, sono andato a scuola, ho preso la laurea, ho vinto un concorso, quindi lei a me “non mi sono presentato nella Commissione” non me lo può dire, per il semplice fatto che non c’è una legge che mi impone di venire. Primo. Non mi è stato chiesto di venire.

Se invece io non mi fossi presentato questa sera in Consiglio Comunale avrei accettato, perché è obbligatorio che la seduta consiliare sia presenziata dal Segretario Comunale.

Quindi la prego, mi creda, perché veramente è uno scontro tra gorilla, non so come definirlo, perché io non sono il Segretario che si fa mettere sotto i piedi dai Consiglieri, nemmeno dal Sindaco.

La invito ancora una volta ad avere rispetto della mia funzione. Fermo restando che esplico le mie funzioni, posso sbagliare, perché non sono mica il Papa, per chi crede che il Papa abbia il dogma dell’infallibilità; però non accetto che lei pubblicamente, davanti al pubblico, davanti ai Consiglieri Comunali, Maggioranza e Minoranza, mi venga a dire che non mi sono presentato!

Scusi, sono un Consigliere Comunale? Sono un Dirigente dello Stato. Mi è stato chiesto di venire in Commissione? Non ho capito lei perché… Ho dato il parere scritto e mi dice anche che non mi assumo le responsabilità? Se ci sono stati Segretari Comunali che mi hanno preceduto che non si sono mai degnati di formulare un parere scritto! Questo è il secondo o il terzo parere scritto che io vi do e mi viene anche a dire che non mi assumo le responsabilità? Con che coraggio lei affronta questi… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Senta, abbia pazienza…

PRESIDENTE

Per favore! Per favore! Un attimo.

SEGRETARIO

Zucchi, lei deve smetterla di strumentalizzare le sue battaglie contro il Segretario Comunale perché ha sbagliato bersaglio, caro Zucchi! Perché Fortunato si sa difendere.

Io non ero tenuto a venire in Commissione perché il Sindaco e il Presidente non me l’hanno chiesto. Gli unici soggetti che mi potevano dire di venire in Commissione erano due, il Sindaco, che è il mio capo, e il Presidente del Consiglio Comunale, non certamente lei, con tutto il rispetto che ho per lei, mi creda.

Quindi, la prego, la smetta di usare toni provocatori. Lo dico con calma, mi creda, è il mio tono, la smetta di dire che non mi sono presentato! Chi sono io, suo fratello? Non lo so! Ero invitato ad un matrimonio che non mi sono presentato? Non ho capito!

Io faccio il Segretario Generale dell’ente, d’accordo? Vengo in Commissione se il Sindaco o il Presidente ritengono che io debba venire. Dal momento che ho formulato un parere di sette pagine, che vedo lei ha letto e mi fa piacere, l’ha anche capito, per quello… Io non so usare Facebook, me l’hanno detto, ho visto che ha tratto argomentazioni veramente, mi creda, lo dico senza piaggeria, ha colto nel segno il mio parere; però non mi venga a dire che non mi sono presentato! Abbia pazienza.

La prego, la smetta di attaccarmi, altrimenti io le rintuzzerò sempre. Mi attacchi sul piano giuridico, lì accetto la sfida. Mi dica: Dottor Fortunato questa delibera è sbagliata perché lei ha sbagliato questo, lì lo accetto, ma non su queste cose. Mi creda!

Grazie!

PRESIDENTE

Grazie Segretario.

Ha chiesto la parola il Sindaco. Prego.

SINDACO

Io riporterei la discussione, riporterei al tema, che è prettamente giuridico e fa riferimento a quello che dobbiamo votare, l’O.d.G., per cui la sospensione, supportata da una serie di considerazioni che voi avete fatto, meramente di tipo giuridico, che sono state contro-dedotte dai pareri del Segretario Generale e dalla nostra avvocatura.

Le abbiamo sviscerate tutte per quanto di competenza, ognuno di voi ha dato la sua versione, qualcun altro interverrà, però rimaniamo su questo tema.

Io però vorrei dire al Consigliere Zucchi che la Commissione c’è stata il 5 di Aprile, il parere del Segretario è stato mandato a tutti, a tutti, su richiesta anche del Sindaco e dell’Assessore, ho detto mandiamolo a tutti i Consiglieri, il 27 Marzo. Per cui voi potevate anche chiedere esplicitamente la presenza in Commissione del Segretario Comunale. Normalmente il Segretario Comunale in qualsiasi Amministrazione non partecipa alle Commissioni.

Voi potevate chiedere, visto che il parere l’avevate, mandare una mail a me o al Presidente del Consiglio, anzi al Presidente del Consiglio, dove richiedevate la presenza del Segretario in Commissione. Il Segretario sarebbe venuto. Punto.

La non presenza dell’Assessore all’Urbanistica, ripeto, è ovvia. Lo ribadisco, i termini sono giuridici, art. 12, art. 3, art. 826, leggo il vostro testo, non il mio.

Adesso possiamo fare l’ennesima discussione sull’opportunità urbanistica pro e contro, e va bene, ci sta perché siamo nel perimetro della democrazia, ci sta. In questo caso parliamo di argomenti giuridici.

Insomma… ad ognuno il suo eh!

PRESIDENTE

Grazie Sindaco.

La parola al Consigliere Orrico per il suo primo intervento. Prego.

CONSIGLIERE ORRICO ANDREA

Grazie per la parola.

Volevo solamente chiarire un aspetto, anche riferendomi un attimo a quello detto dal Consigliere Zucchi e quello che ha ribattuto il Segretario.

L’aspettativa è stata solo ed unicamente legata ad un discorso tecnico, perché nella Commissione fu discusso tempo addietro in un Consiglio Comunale che le discussioni tecniche dovessero essere affrontate a livello di Commissione. Errore nostro, come dichiarato anche in Commissione, non aver chiesto la presenza, l’avevamo data per scontata; perché essendo stato dato un parere ci saremmo aspettati la presenza del Segretario Comunale. Senza puntare il dito e dire: ha mancato ai suoi doveri, perché giustamente è un funzionario pubblico e non è tenuto a presenziare nella Commissione. Okay.

Invece andando nel parere allegato, nel parere legale degli avvocati si definisce “mera proposta il procedimento incardinato e fino ad oggi espletato”, sostengono gli stesi che “le decisioni della Giunta non abbiano di fatto agito in alcun modo sui beni dell’Amministrazione”.

Andando a vedere un po’ di giurisprudenza, quindi andando un attimo a fare quella che è una ricerca sulla giurisprudenza attuale, troviamo una sentenza del TAR del Lazio, della Sezione 2 quater n. 8818 del 20 Luglio 2018, quindi anche abbastanza recente… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Sezione 2 quater n. 8818 del 20 Luglio del 2017, in cui si dice che “In sede di ratifica ex art. 34 il Consiglio Comunale non può entrare nel merito dei contenuti dell’accordo di programma già firmato e negare la ratifica per ragioni sostanziali”.

Perché dicono che “Il Consiglio Comunale”, questa è la sentenza del TAR, se il Consiglio decide nel pieno delle sue prerogative…” (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Mi dica. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Va bene, è per l’interpretazione appunto della norma, perché quello che viene riportato, okay, dà delle differenti… Poi è ovvio che quello verrà discusso in un’altra sede, non è questa, però giustamente stiamo parlando da un punto di vista tecnico, lo riportiamo dal punto di vista tecnico.

Nell’interpretazione ci dicono che è nella prerogativa del Consiglio Comunale negare l’accordo di programma, ma in questo caso si dà pienamente diritto, lo stesso all’operatore ed alle società ricorrenti, dove dovessero lamentare la violazione dell’art. 34 comma 5 del Decreto Legislativo 267 del 2000, in quanto il Consiglio Comunale avrebbe svolto un controllo sull’intero procedimento amministrativo, quindi sul nulla osta fatto dall’ASL, sulla certificazione sulla permanenza del soddisfacimento… Sono tutte cose che un Consiglio Comunale non ha le capacità tecniche sulle quali andarsi a basare. Pertanto se un Consiglio Comunale nega l’accordo nello stesso momento l’operatore può recarsi al TAR per chiedere i danni inerenti.

Questa è un’interpretazione della norma, che andando a leggere su internet troviamo specificato.

Anche sulla sussistenza di queste letture che siamo andati a chiedere una diffida, ma per tutelare ovviamente quello che è il Consiglio e quella che è l’Amministrazione. Okay?

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Orrico.

Ha chiesto la parola il Sindaco, prego.

SINDACO

Consigliere Orrico, allora, ripeto, voi chiedete un parere, una votazione sulla … ora, ora non c’è nulla! Per cui non c’è la ciccia sulla quale le sue argomentazioni stanno in piedi. Le sue argomentazioni possono stare in piedi nel momento in cui andiamo in Consiglio Comunale con una delibera, ma ora non c’è niente! Non c’è un atto formale che sostenga questa cosa.

La delibera di Giunta, è chiarissimo, sia da parte della giurisprudenza, sia da parte del Segretario ecc., che non ha valore come atto formale del Consiglio, perché l’unico atto è del Consiglio Comunale. È il Consiglio Comunale che si esprime.

Dopo di che, scusi, allora, faccio un’ultima considerazione. La differenza con Doneda, e non entro nel merito, poco interessante e basta, è questa: che questa Amministrazione se ha iniziato un percorso… Scusi, se tutto quadra andrà ad approvare il percorso. Lei mi spiega dove è il rischio. L’unico rischio è che ci mettiamo tre anni e mezzo per cui cambia l’Amministrazione e non saremo più noi.

Adesso, molto pragmaticamente, se ci rendiamo conto che nel quadro generale e nel computo verificato da Regione Lombardia qualcosa non quadra abbiamo tutti i soggetti che ci diranno: le cose vanno riquadrate, oppure è un percorso che si ferma ad un certo punto.

Non vedo dove è il problema. Non vedo proprio dove è il problema.

Questo è il tema. È chiaro ed è scritto in tutta la giurisprudenza. Siamo in una fase istruttoria. Voi ci state chiedendo di votare un atto di diffida sulla base di articoli che sono stati contro-dedotti da due pareri, uno più pesante dell’altro, perché il parere del Segretario Generale è più pesante di quello degli avvocati, perché lui si prende la responsabilità del parere che è agli atti, sulla base di cosa? Di un percorso istruttorio?

Dopo vedremo.

PRESIDENTE

Grazie Sindaco.

Segretario, un attimo. Prego.

SEGRETARIO

… attratto, quella sentenza chiaramente lei l’ha tratta dal mio parere, è ovvio, non può dire che ha fatto una ricerca di giurisprudenza perché quella sentenza del TAR, con tutto il rispetto, è farina del mio sacco.

Allora le spiego, lei ha tratto uno scenario che, ipotizziamo, io vado dal medico, io soffro perennemente di reflusso gastrico, il mio gastroenterologo, non ho nulla… Dottore, si curi, ho in cura molti suoi colleghi, è il tipo di attività che svolge. In prospettiva, me l’ha detto vent’anni fa, potrebbe morire anche di un cancro allo stomaco.

Ora lei dice: se mi arriva il cancro allo stomaco? Lo curo. Le rispondo. Lei ha detto correttamente.

Il Consiglio Comunale, Orrico, pone un’altra questione che non va glissata, va data risposta, dice: se è vero quello che il TAR del Lazio ha confermato quando arriveremo in Consiglio Comunale e non potremo analizzare tutti quei percorsi perché il TAR dice che si deve limitare, lei vota contro. Se il Consiglio non passa, non fa passare quella delibera, gli scenari della responsabilità sarebbero elevatissimi se non ci fosse il passaggio primordiale delle permute; perché il nodo centrale di tutta la questione non è l’accordo di programma. Vorrei che entrasse nel nostro cervello, di tutti, compreso il Segretario, non voglio offendere nessuno, compreso il sottoscritto, che il vero nodo della questione qui e dirimente non è l’accordo di programma in variante, perché l’art. 92 della Legge Regionale, che non ho voluto leggere ma che dice esattamente che… Perché è andato in Regione? Perché c’è la Caserma e la Caserma prevede… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Quindi va fatto l’art. 92.

Il vero nodo non è l’accordo di programma, perché quello una volta che la Regione ha dato l’okay il Consiglio, se tutti i Consiglieri dicono no, si valuteranno le ipotesi di eventuali responsabilità risarcitorie da parte dell’operatore. Questo è vero, perché una volta che è pubblicato in Gazzetta…

Perché dobbiamo fare il processo alle ipotesi? Il vero problema non è questo, ma è costruire correttamente il percorso della dislocazione dell’area a verde, che è possibile e non è vero che non è possibile, a determinate condizioni. Se riscontrassimo, ecco perché è basilare, l’ho sottolineato nel mio parere, un domani non si può dire “non ce l’ha detto il Segretario”, il parere pesa perché è scritto, verba volant scripta manent dicevano i latini. Questo parere è un macigno ed è a Protocollo, non è che il Consiglio Comunale può dire “non lo sapevamo”, c’è la colpa grave perché c’è il mio parere.

Se emergesse in quella seduta consiliare che non c’è convenienza economica è evidente che il Sindaco, che non è scellerato, bloccherà il procedimento. Sono tutte ipotesi che in questo momento non sono assolutamente percorribili, perché il tema odierno, sul quale va catturata l’attenzione di tutti i Consiglieri, anche di coloro che non hanno partecipato alla discussione, è che non rischia niente il Consiglio Comunale con questa delibera. Non ipotizziamo scenari pericolosi perché con questa delibera, primo, non c’è nessun atto che può ingenerare un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale. Qual è l’interesse? Chi viene danneggiato? Quindi sfido chiunque, chi fa ricorso contro questo diniego di procedimento si beccherà un’inammissibilità da parte del TAR Milano, perché direbbe il TAR: ma quali sono? Non riusciamo a capire qual è l’interesse leso.

Quindi, questo passaggio di stasera, secondo il mio punto di vista, doveva essere il motivo per il quale dice: caspita, il Segretario Comunale, gli avvocati si assumono le responsabilità, a questo punto facciamo, chiediamo al Presidente una sospensione e valutiamo se non sia il caso di ritirare l’argomento.

Scusate, votare in modo scellerato, quando il Segretario Comunale ha tranquillizzato tutti, me per primo, che in questo momento il Consiglio Comunale non rischia nulla, dico nulla, perché non c’è lesione di alcun interesse, secondo me è un non senso dire  votiamo comunque, a mio avviso. Persone intelligenti, quali siete voi, dovreste capire che il Segretario Comunale vi sta illuminando.

Poi quello che ha detto correttamente Orrico ce lo porremo nella misura in cui non verranno osservati quei passaggi basilari che sono il presupposto perché il Consiglio voti in modo corretto.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Segretario.

Ha chiesto la parola… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Sì, tutti l’avete chiesta. Consigliere Perego? No. Perego, sì, prego. Primo intervento.

CONSIGLIERE PEREGO ENRICO

Io lascio la parola…

PRESIDENTE

No, no prego.

CONSIGLIERE PEREGO ENRICO

È contenta? Le lascio la parola, ufficialmente lascio la parola. Poi tocca a me però dopo, perché è un po’ che mi sono prenotato.

PRESIDENTE

Consigliere Ghezzi, prego. Grazie al Consigliere Perego.

CONSIGLIERE GHEZZI LUCILLA

La mia è un’osservazione breve, interessata in quanto Presidente della Commissione.

Ho già spiegato ai Consiglieri che hanno partecipato alla Commissione che di prassi il Segretario Comunale non interviene alla Commissione. Legittimo che i Consiglieri, in questo caso di Minoranza, desiderassero un approfondimento della discussione, non c’era altro che chiederlo, avremmo chiesto al Segretario di intervenire.

Altrettanto legittimo, Consigliere Zucchi, che i Consiglieri di Maggioranza, siccome non sono scriteriati, forse sono più ignoranti dei Consiglieri di Minoranza, hanno legittimamente chiesto al Segretario delucidazioni tecniche sugli atti che andranno a fare in futuro.

Questo è legittimo, tanto per chi fa una diffida certo degli atti che va a fare, tanto per chi essendo oggetto eventuale della diffida intende approfondire pareri giuridici di cui non abbiamo la competenza specifica.

Perciò come ci siamo avvalsi noi Consiglieri di Maggioranza invitando il Segretario ad un incontro specifico, lo stesso poteva essere fatto per contro-dedurre quanto tra l’altro tutti abbiamo avuto.

Oltretutto i termini sono stati quelli rispettosi dei termini della Commissione, non c’era nient’altro, anche pur con la Pasqua di mezzo ecc., di mandare una mail. Io sono sicura che il Segretario di fronte ad un invito di questo genere avrebbe corrisposto ad una spiegazione del caso.

Tra le altre cose devo dire che se premeva così tanto l’approfondimento si partecipava alla Commissione nei termini previsti. Alcuni Consiglieri sono arrivati in Commissione a Commissione conclusa. Se si aspettavano che ci fosse il Segretario magari arrivavano con puntualità, tra le altre cose.

Allora, abbiamo aspettato e comunque sono arrivati Consiglieri a Commissione conclusa. Questo mi fa capire che probabilmente non si aspettavano che ci fosse il Segretario, altrimenti sarebbero arrivati nei termini. I presenti erano il Consigliere Orrico e il Consigliere Perego, i quali dopo una legittima sorpresa hanno avuto spiegazioni e hanno detto: sì, probabilmente abbiamo mancato anche noi nel non far presente questa esigenza che avevamo.

Forse una maggiore collaborazione, non intesa sempre come opposizione, ma come una necessità di chiarimento, è giusto espletarla, è legittimo espletarla ed è legittimo e doveroso assecondarla. Così come l’abbiamo richiesta noi ed abbiamo avuto assecondamento di questa disponibilità.

Una volta per tutta chiariamola. Il Segretario non partecipa mai alla Commissione Affari Istituzionali, mai. Ha partecipato una volta sola su espresso mio invito perché saremmo dovuti andare ad analizzare lo Statuto Comunale e l’istituto del referendum. L’unica volta in cui il Segretario ha partecipato, ha dato la sua disponibilità ed ha dichiarato la sua ulteriore disponibilità per le volte in cui ne avremmo avuto bisogno.

Tra le altre cose mi pare ci abbia dato il suo cellulare personale perché nel caso avessimo avuto delle esigenze non avrebbe mancato a rispondere, così come è successo a me, eventualmente per questioni anche più urgenti.

Perciò non mettiamoci sempre la polemica, quando probabilmente c’è stata una sottovalutazione da parte dei Consiglieri di Minoranza a richiedere una presenza specifica in questo caso.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Ghezzi.

Consigliere Perego, prego. Primo intervento.

CONSIGLIERE PEREGO ENRICO

Sig. Segretario, posso avere il suo numero di cellulare? (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

Adesso, per cercare di sdrammatizzare, perché l’ho visto un po’ troppo sopra le righe, se mi consente. Glielo dico in modo amichevole, senza mancarle di rispetto.

Resta il fatto però, ha ragione l’Assessore Mollica Bisci, che dice era una questione che non gli competeva, ha ragione lei perché nessuno gliel’ha detto, ha ragione la Consigliera Ghezzi che probabilmente noi siamo stati ingenui; però io francamente non mi sono neanche posto il problema, perché io davo per certo che ci sarebbe stato lei, o in sua assenza l’Assessore alla partita, Mollica Bisci.

Non mi sono francamente posto il problema. Visto che la materia è così complessa e si tratta di cose che hanno ovviamente una rilevanza giuridica, normativa, di cui molti di noi non hanno competenza, mi aspettavo francamente una presenza istituzionale importante. Anche perché le questioni, come sapete tutti, le questioni che poi vengono trattate in Consiglio Comunale vengono sempre trattate preventivamente in Commissione, proprio per evitare poi che sorgano problemi successivamente e per cercare di rendere più semplice il percorso ed i lavori del Consiglio Comunale.

Sono rimasto deluso in questo, però mi sono preso anche la mia quota di responsabilità perché avrei dovuto probabilmente fare un invito formale a lei, Sig. Segretario.

Detto questo, io adesso volevo fare una domanda che aveva fatto prima Cristiano Puglisi, il collega, non credo che sia stata data una risposta.

Probabilmente la risposta non è stata data perché la domanda non aveva una connotazione totalmente giuridica, però questa domanda l’avrei fatta anche io in Commissione se qualcuno ci fosse stato; per cui la ripeto con parole mie, sperando che qualcuno mi voglia rispondere.

Allora, da quanto ho letto pare che tutte le opere destinate, che erano destinate ovviamente all’area ex Lamperti, siano state imputate poi su quest’area qui, per cui la domanda che sorge spontanea, una domanda di tipo politico… Prego?

PRESIDENTE

Fate finire il Consigliere, poi dopo rispondete.

CONSIGLIERE PEREGO ENRICO

La domanda è una domanda di tipo politico, diciamo così, che però in realtà poggia su delle tematiche anche tecniche. Nel caso in cui non si facesse l’area Grandi non si realizzeranno neanche le opere di urbanizzazione dell’area Lamperti? Cioè la pista ciclabile e il marciapiede?

Questa è una domanda magari ingenua, però io francamente non ho una risposta su questa cosa.

Poi il Segretario ha detto che la dislocazione dell’area verde è possibile. Io ho letto, penso attentamente, anche se non sono un avvocato, tutti i pareri legali, soprattutto quei due di Luglio 2017, non ho letto da nessuna parte questa cosa.

Per cui è vero che siamo ancora nella fase istruttoria, è vero che nessuna decisione formalmente importante è stata presa, però credo che sia un nostro diritto di sapere, visto che ci sono dei pareri, diritto di sapere se effettivamente e tecnicamente è possibile andare avanti con questo progetto. Ripeto, i pareri sono un po’ tutt’altro che prezzolati, tutt’altro, sono un po’, come dire, forse un po’ “contrastanti”, un po’ non chiarissimi, se non altro a me che non sono un addetto ai lavori.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere Perego.

Ha chiesto la parola l’Assessore Mollica Bisci. Prego.

ASSESSORE MOLLICA BISCI ROBERTO

Grazie Presidente.

Rispondo al Consigliere Perego. Qualora non venisse realizzato il PII è ovvio che il marciapiede e l’area bisognerà pur sistemarle in qualche modo, certo non la lasciamo così come è. Il collegamento tra il semaforo, attualmente è previsto nel Piano, nel Piano integrato di intervento c’è la riqualificazione del parco, che ovviamente in un’ottica di pianificazione è interconnessa con quello che è stato realizzato oggi, con l’area di recupero dell’ex Lamperti.

Per quanto riguarda le opere di urbanizzazione, le opere non sono ancora concluse, come potete ben vedere… Faccio una parentesi, visto che è stato citato il Piano, anche prima era stata menzionata. I cantieri non sono conclusi, di attività commerciali ne sono state aperte due. Per rilasciare l’autorizzazione del terzo edificio, affinché si possa aprire l’attività commerciale, tutte le opere di urbanizzazione, tutte, compresa Via Trento e Trieste, comprese le isole centrali, comprese anche le opere di urbanizzazione in Via Gilera, la rotonda, la pista ciclabile, il collegamento con quello che è attualmente esistente, quindi con il semaforo, perché il marciapiede termina lì, dovranno essere concluse prima che venga rilasciata l’autorizzazione commerciale per l’apertura del terzo edificio.

Questo è fuori discussione.

Per quanto riguarda quello che dopo verrà realizzato, dal momento che è intenzione dell’Amministrazione Comunale andare avanti con il PII e quindi dopo concludere il procedimento amministrativo, poi rilasciare i permessi di costruire, poi far partire tutto il Piano, è ovvio che per quanto riguarda il collegamento tra il semaforo di Via Grandi e l’area commerciale ci sarà una sistemazione che non sarà definitiva al 100%, ma che comunque garantirà la sicurezza per il percorrimento della strada per i pedoni e per i ciclisti, con apposizione di paletti, apposita segnaletica orizzontale ed ovviamente l’innesto con quanto è stato realizzato fino al momento dal comparto Lamperti.

Ho chiesto la parola anche per intervenire in merito alla questione di quando il Consiglio Comunale può esprimersi, prima della ratifica finale dell’accordo di programma.

Il Consiglio Comunale si esprimerà favorevolmente o non favorevolmente su due delibere, che arriveranno in Consiglio Comunale nei prossimi mesi. Una è quella della permuta delle aree. La seconda è quella relativa alla variante urbanistica, che ovviamente sarà operativa esclusivamente se la permuta poi viene deliberata.

Il Consiglio Comunale non è vero che non si esprimerà mai, oppure si trova il pacchetto già confezionato con il fiocco ed i Consiglieri Comunali saranno messi contro il muro dicendo: prendere o lasciare. Anzi se lasciate andremo tutti con ricorsi ed eventuali sanzioni economiche nei confronti dell’Amministrazione Comunale.

I Consiglieri Comunali avranno tutta la libertà di potersi esprimere, con la documentazione che verrà prodotta, relativamente alla permuta delle aree, permuta delle aree che sarà quella che retrocederà l’area di Via Grandi, l’area verde di Via Grandi da patrimonio indisponibile a patrimonio disponibile, ci sarà lo scambio delle aree.

Tra l’altro, per quanto riguarda l’altra questione che diceva il Consigliere Perego sul fatto che un parco, un’area verde o un bene pubblico possa essere retrocesso da patrimonio indisponibile a patrimonio disponibile, nel parere legale, se non ricordo male quello del 17 di Luglio, il secondo dei due che ci sono di Luglio, viene menzionata questa cosa.

Ora, magari prendiamo il punto, però viene detto che l’Amministrazione Comunale può decidere di passare un bene da patrimonio indisponibile a patrimonio disponibile, poi per quanto riguarda l’effettiva procedura e l’effettivo andamento dei lavori, un’altra affermazione inesatta che è stata detta prima, se non ricordo male forse dal Consigliere Zucchi, non è vero che i parcheggi devono essere fatti prima dell’approvazione dell’accordo di programma. Nell’itinere dei lavori viene detto chiaramente: dal momento che voi avete retrocesso un’area da patrimonio indisponibile a patrimonio disponibile, l’area che è … attualmente a patrimonio indisponibile, quella dove c’è il parcheggio di Via Pastore e l’area piantumata con le colline di Via Grandi.

Quello che i legali dicono, sarà ben normato nella convenzione urbanistica, che farà parte dell’accordo di programma, dice: cara Amministrazione Comunale, caro operatore, cara Regione Lombardia, voi dovete procedere in un determinato modo anche nell’esecuzione dei lavori. Prima di dismettere un parcheggio e non renderlo più usufruibile dovete prima realizzarne un altro. Tra l’altro il parcheggio di Via Pastore non viene completamente dismesso, viene semplicemente traslato dalla posizione orizzontale a posizione verticale, con un’implementazione di posti auto dagli attuai se non ricordo male 26 a 32. (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

Comunque diventano 32.

PRESIDENTE

Per favore.

ASSESSORE MOLLICA BISCI ROBERTO

In ogni caso questa è la procedura.

PRESIDENTE

Per favore, dal pubblico!

ASSESSORE MOLLICA BISCI ROBERTO

Questa è la procedura. Quindi non c’è, come posso dire, non mi viene il termine, non sussiste il fatto che un’Amministrazione Pubblica non possa più ritenere utile un’opera, prima di dismettere un’opera deve, in quell’ambito particolare, sul fatto che si trova proprio in un’area indisponibile, deve prima però rendere la stessa opera, o comunque con un indennizzo economico qualora l’Amministrazione Comunale decidesse di non realizzare più quell’opera, che non penalizzi il patrimonio pubblico.

Dal momento che noi non ci faremo indennizzare, abbiamo assolutamente richiesto che… In tutto il Piano – ben sapete – è previsto che ci siano più parcheggi pubblici rispetto a quelli che attualmente ci sono, dal momento che c’è un incremento anche di densità abitativa, nell’esecuzione dei lavori ci sarà prima la realizzazione di un’opera pubblica per poi la dismissione ed i relativi valori su quella esistente.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Assessore.

Il Segretario… Un attimo. Un attimo. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Un attimo. Prego.

SEGRETARIO

Volevo tranquillizzare il Consigliere Perego su due aspetti. Uno, non è assolutamente vero che i pareri sono antitetici. Uno espresso da un medico generico, quale è il Segretario Comunale, l’altro da uno specialista. Però… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) No, mi creda, vanno nella stessa direzione, mi creda. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Mi creda, non sono antitetici. Non sono assolutamente antitetici. Chiaro, le parole sono espresse diversamente, io sono stato meno sintetico degli avvocati e sicuramente meno brillante, ma io faccio il Segretario Comunale, mica faccio l’avvocato urbanista.

Poi volevo tranquillizzarla su un secondo aspetto, che per me è più importante, preminente rispetto al primo, che non è vero che gli avvocati non dicono che l’area si possa dismettere. Tant’è che è scritto proprio nel parere, per tabulas come dicono i latini, per iscritto. “Tuttavia il Consiglio Comunale ben può assumere determinazioni modificative di tale assetto ed approvare le soluzioni prefigurate nella proposta di Piano”.

Quindi la dislocazione delle aree da patrimonio indisponibile a patrimonio disponibile, con un provvedimento adeguatamente motivato, supportato da ragioni di interesse pubblico, può essere dismesso. Gli avvocati lo hanno affermato.

A questo punto, credetemi, sono davvero pochissime le armi, con tutto il rispetto che ho per il Consigliere Zucchi, per coloro che hanno firmato la proposta di sospensione, perché vi abbiamo tranquillizzato, ritengo, poi io non possiedo la verità assoluta, che in questo momento potete dormire su dieci guanciali tutti. Poi si vedrà strada facendo.

Grazie.

PRESIDENTE

Consigliere Zucchi ha chiesto la parola, il suo secondo ed ultimo… No, okay.

Consigliere Orrico, secondo ed ultimo intervento, prego.

CONSIGLIERE ORRICO ANDREA

Mi voglio riallacciare proprio a quello che ha detto l’Assessore Mollica Bisci, sul discorso per la retrocessione del terreno indisponibile, perché ha sottolineato bene, come oltretutto fanno giustamente anche gli avvocati, che dicono che per poter fare la retrocessione ci deve essere perdita della pubblica utilità del terreno.

Per poter rendere… Perché oggi spiegarmi come è possibile come far perdere ad un parco la sua utilità di parco, è un parco, con delibere anche dei tecnici, verificate dagli atti, ho fatto un accesso agli atti e ho verificato, è un parco, far perdere la pubblica utilità del parco bisogna ancora dimostrare come è possibile.

Oltretutto anche il parcheggio, per fargli perdere la sua pubblicità bisogna realizzare… Pubblicità, interesse pubblico, bisogna fare prima l’altro parcheggio, che da progetto verrà realizzato sul terreno del privato.

Ora io mi chiedo se il privato mi fa il parcheggio, io poi come Consiglio gli nego la costruzione, il privato avrà tutto l’interesse di fare una causa per chiedere i danni?

Questa è la domanda, io mi pongo una domanda. È una domanda che si collega all’intero atto, perché io per poter procedere con l’atto è stato detto che prima io devo retrocedere; ma per poter retrocedere devo prima fare eseguire dei lavori, sennò non posso retrocedere il terreno. Se il Consiglio a quel punto delibera contro?

A me, io sono ignorante in materia, quindi chiedo al Segretario se può darmi una spiegazione in merito, perché sono ignorante in materia, lo chiedo da deduzione logica. Posso sbagliare ovviamente.

Grazie.

PRESIDENTE

Un attimo. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Un attimo. Intanto Consigliere Orrico ha finito? Okay, grazie.

Consigliere, scusi Assessore Mollica Bisci, prego.

ASSESSORE MOLLICA BISCI ROBERTO

Prima della realizzazione delle opere c’è la permuta delle aree. La permuta delle aree è propedeutica addirittura alla firma dell’accordo di programma. Nella documentazione che è pubblica sul sito, alla quale lei ha fatto l’accesso agli atti, avrà potuto ben vedere che attualmente ci sono due proprietà ben definite, dopo la permuta delle aree le aree private e pubbliche non hanno più gli stessi confini, vengono modificate; quindi il problema che lei pone non esiste sul fatto che un’opera pubblica viene realizzata. A parte che non esisterebbe in ogni caso, perché ci sono gli strumenti urbanistici giuridici per realizzare un’opera pubblica su una proprietà privata. Chiusa la parentesi.

In ogni caso il parcheggio che lei dice, quello che dovrebbe sorgere vicino al semaforo di Via Grandi, non è più su area privata, perché prima della realizzazione e prima dell’iter c’è la permuta.

Per quanto riguarda… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Sì, si può, perché la pubblicità di un’opera, un’Amministrazione Comunale, i legali nel parere del 17 Luglio lo dicono chiaramente, può benissimo decidere di retrocedere un’opera e decidere che non sia più con finalità pubblica, previa prima la realizzazione di un’opera in questo caso specifico che la sostituisca.

Per quanto riguarda la questione del parco, allora, il fatto che il parco sia, potremmo definirlo parco, possiamo definirlo area verde, definiamolo come vogliamo, chiamiamolo parco, va bene, chiamiamolo parco. Il parco, il Piano integrato di intervento, la Legge Regionale 12 del 2005 prevede benissimo che, a parte che il Piano integrato possa essere applicato su aree degradate, come ha ben spiegato il Consigliere Zucchi, per quanto riguarda l’area Falck; ma non si tratta esclusivamente di aree degradate, si può benissimo anche applicare la legge sul Piano integrato di intervento per aree anche da riurbanizzare o da rigenerare.

In questo caso siamo in un’area da riurbanizzare, semplicemente perché il parco urbano… Questa è una considerazione che viene fatta dall’Amministrazione Comunale e anche dai nostri legali… Fatemi concludere, grazie!

PRESIDENTE

Scusi, Assessore, un attimino. Dal pubblico… Per favore!

ASSESSORE MOLLICA BISCI ROBERTO

Vorrei concludere per favore!

PRESIDENTE

Per favore, un attimino! Dal pubblico non accetto più interventi, basta. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Basta, non voglio più nessun intervento, stop! (Dall’aula si interviene fuori campo voce) guardi, basta, basta perché sono costretto a mandarla fuori. Per favore fate concludere all’Assessore e Consiglieri parlate uno alla volta a microfono, non lo dico più!

Prego!

ASSESSORE MOLLICA BISCI ROBERTO

Io ho già risposto anche ad un’interrogazione del Consigliere Zucchi in merito a quello che sto dicendo.

Per quanto riguarda la questione del parco l’Amministrazione Comunale ritiene che l’attuale area non sia sufficientemente attrezzata. L’occasione per il Piano integrato di intervento, che parte tutto dalla questione della Caserma, non certo dalla riurbanizzazione del parco di Via Grandi, si coglie l’occasione nel Piano integrato anche di attrezzare ed ampliare, in questo caso anche se di pochi metri, circa 2.000 metri quadrati in più, è sempre un ampliamento, dell’area verde fruibile per i cittadini.

Questo è quanto l’Amministrazione Comunale prevede nel Piano integrato, che è agli atti.

PRESIDENTE

Grazie Assessore.

Consigliere Bertani, prego. Primo intervento.

CONSIGLIERE BERTANI CLAUDIO

Grazie Presidente. Ne faccio uno solo così andiamo a casa.

È molto opportuno che noi andiamo fuori di qui con le idee molto chiare su due punti. Il punto fondamentale è la possibilità di retrocedere questo terreno da indisponibile a disponibile, primo punto. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Sì. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Mi lasci…

PRESIDENTE

Finiamo, facciamo finire l’intervento.

CONSIGLIERE BERTANI  CLAUDIO

Mi lasci finire, Sig. Sindaco, perché prendo il parere degli avvocati, sto leggendo solo questo eh! Mi pare che sia in tema, no? Non è una questione legale e giuridica che stiamo discutendo? Procedurale? Benissimo.

Ad un certo punto dice, qualcosa è stato letto, ma direi che va letto integralmente, perché poi faccio una domanda. “Ne consegue che anche a seguito di detta deliberazione non è messo in dubbio il fatto che le aree di proprietà comunale delle quali si discute continuino per il momento ad essere destinate ad attrezzature pubbliche ed appartengano al patrimonio indisponibile del Comune”. Su questo non ci sono dubbi, oggi.

“Tuttavia” l’avete già letto, “il Consiglio Comunale ben può assumere determinazioni modificative di tale assetto ed approvare le soluzioni prefigurate nella proposta di PII.” Questo vuol dire che può retrocedere, il Consiglio Comunale.

Aggiunge: “A tale proposito si richiama l’attenzione sulla necessità più volte da noi rappresentata di sottoporre al più presto al Consiglio Comunale la proposta suddetta, al fine di una pronuncia dello stesso sui contenuti di sua competenza. È infatti necessario, in considerazione delle rilevanti implicazioni per il patrimonio comunale della proposta stessa, che detta deliberazione intervenga nel corso del procedimento di accordo di programma prima del perfezionamento dello stesso”.

Quindi si deduce che il Consiglio Comunale sarà chiamato a breve sostanzialmente ad esprimersi su questo punto della retrocessione. Okay. Perfetto. Questa è la prima domanda.

Qui mi avete già risposto.

Seconda domanda, è già stato detto però è bene che sia chiarito, il termine adesione. Ripetiamo, l’adesione, perché fa scattare i famosi 30 giorni, è l’atto che il Sindaco compie dopo che… (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

PRESIDENTE

Facciamo finire, poi…

CONSIGLIERE BERTANI CLAUDIO

No, l’adesione è del Sindaco. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) L’adesione è del Sindaco, che… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Lasciatemi finire!

PRESIDENTE

Fate finire l’intervento, dopo…

CONSIGLIERE BERTANI CLAUDIO

Porca miseria… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Il Sindaco aderisce, sto dicendo, dopo che il Presidente della Regione ha comunicato l’atto formale riguardante l’accordo di programma.

Quindi i famosi 30 giorni scattano da quel momento lì. Perfetto. (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

PRESIDENTE

No, un attimo, uno alla volta, sempre. Ha finito Consigliere? Okay, dopo…

CONSIGLIERE BERTANI CLAUDIO

Dopo risponde il Segretario? Sì.

L’altra domanda è questa, che nessuno ha sollevato, non so perché. Tutto parte dalla necessità di fare una nuova Caserma dei Carabinieri. È inutile che il Sindaco faccia quella faccia lì. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) No, siccome qui questa cosa continua a girare, allora chiediamolo una volta per tutte. La chiariamo e buonanotte. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) No, qual è il problema? Come mai… Scusi, detto sempre cosa? Stiamo discutendo adesso, siamo stati cinque ore sulla casa di riposo, stiamo un’ora sul PII.

Una risposta definitiva, siccome esiste questa lettera, sappiamo tutti alla fine del 2016, in cui il Comando Lombardia dice “basterebbero questi interventi”, allora chiariamo una volta per tutte così almeno non torniamo più su questo argomento e lo diciamo in Consiglio Comunale.

Poi dopo risponde il Segretario.

PRESIDENTE

Ha terminato?

CONSIGLIERE BERTANI CLAUDIO

Sì, sì.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere.

Prima il Segretario, prego.

SEGRETARIO

L’accordo si realizza nel momento in cui due o più persone sono, come dice la stessa parola, si mettono d’accordo. Quindi l’antecedente logico è l’accordo tra Presidente della Regione e Sindaco. Quando si è perfezionato questo accordo il Presidente della Regione pubblica, emette un decreto formale, ai sensi del comma 4 dell’art. 34, che prima ho letto, da quel momento, cioè dalla pubblicazione in Gazzetta scatta l’arco temporale, che è abbastanza risicato, 30 giorni, per la ratifica consiliare. Ha detto correttamente il Consigliere.

PRESIDENTE

Grazie Segretario.

La parola al Sindaco, prego.

SINDACO

Va bene, allora, Consigliere Bertani, lei c’è da tanti anni, come il Consigliere Perego, per cui a me… Troppi, come me, per cui ha ben memoria quello che sto dicendo e non lo può confutare.

Lei sa perfettamente, sa perfettamente che la Caserma dei Carabinieri è stata richiesta, viene richiesta anche dall’Arma da 15 o 20 anni. Tanto è vero che all’epoca dell’Amministrazione Rocchini la Caserma dei Carabinieri doveva essere fatta nella stessa area. Lo sa meglio di me perché ci sono gli atti. Nell’area. Prima nell’area Falck e ancora prima in quell’area lì. La Caserma dei Carabinieri è sempre stata una grandissima necessità. Era prevista in tutti i programmi elettorali di tutte le Amministrazioni precedenti, come una necessità; perché dall’Arma, è scritto, è agli atti, che questa Caserma non è più vivibile; per una serie di problematiche, l’accesso, la divisione di spazi, la compatibilità con le nuove norme previste per questi tipi di spazi.

Allora, il resto sono decori eh! Poi io non rispondo mai alle provocazioni, a certi argomenti veramente beceri che leggo, non mi interessa. Questi sono gli atti che lei conosce perfettamente.

Allora è prevista là, è sempre stata un’emergenza, richiesta dall’Arma la Caserma. Non è vero che l’Arma ha detto che si possono fare solo quegli interventi. Quella lettera era una lettera di emergenza, che la Tenenza, il Comando di Monza ci ha chiesto, dice: o intervenite subito o noi la chiudiamo, perché non è possibile questa situazione. Sull’emergenza noi siamo intervenuti per sistemare quello che ci si chiedeva di sistemare.

Rimane il dato che quella Caserma è assolutamente invivibile e non è compatibile e confacente con le nuove norme, sotto qualsiasi tipo, non solo tecniche, non solo dal punto di vista veramente delle norme di sicurezza, delle norme dei Vigili del Fuoco, banalmente della presenza della distinzione tra il pubblico e l’esercizio, le funzioni dell’Arma dei Carabinieri. Banalmente la camera dell’armeria, banalmente le camere di isolamento e di detenzione, non c’è più niente  a norma.

Noi abbiamo la lettera che dice: questa Caserma va chiusa.

Lei sa altrettanto bene, perché poi io parlo, lei sa altrettanto bene che l’allora Maggiore della Caserma venne dal Sindaco Rocchini e disse: questa Caserma, o si fa la Caserma nuova, o noi questa Caserma la chiudiamo e la spostiamo.

Dopo di che il Sindaco Rocchini rispose: no, va bene, aspettate un attimo che faremo la Caserma nuova.

Quanti anni sono passati? La Caserma è un’esigenza ed i Carabinieri hanno il diritto di vivere e di operare in un luogo degno.

Sapete altrettanto bene, perché abbiamo agli atti anche questa cosa, che il Ministero non finanzia più niente. Lo sappiamo tutti. Dobbiamo farlo con le nostre forze, sennò quella Caserma viene chiusa.

Vogliamo che la Caserma sia fatta a Lesmo, che mette a disposizione un’area? Io direi che Arcore abbia il diritto di tenere sul proprio territorio la Caserma dei Carabinieri.

Allora è ovvio, io non l’ho mai negato, l’abbiamo sempre detto, la Caserma non si fa con le noccioline. Siccome quell’area è sempre stata prevista, anche dall’Amministrazione precedente, per farci una Caserma, abbiamo osservato dall’alto urbanisticamente il progetto e abbiamo verificato che secondo noi è un miglioramento del comparto; perché metterci un parco con tre palazzine residenziali di tre piani e la Caserma dei Carabinieri, collegato con una visione più vasta rispetto anche alla realizzazione urbanistica di fianco, ci è sempre sembrato un miglioramento.

Dopo di che nell’ambito democratico, lo ripeto, amministriamo ed abbiamo il diritto di esercitare, di amministrare e di fare delle scelte. L’Opposizione ha il diritto di criticare questa cosa.

Ho chiarito il percorso della Caserma, una volta per tutte.

Non ho mai nascosto, nessuno di noi ha mai nascosto questa cosa. Ribadisco che la Caserma bisogna farla.

Dopo di che bla-bla-bla, qualcuno ci dica dove fare la Caserma e non la facciamo la Caserma, e con che fondi.

Dopo di che io ricordo che qualcuno disse che avrebbe approvato il progetto se andava via la Polizia Stradale tre anni fa. La Polizia Stradale non è andata via, ma io l’ho sempre saputo, e non andrà via. Sappiamo bene che lì la Caserma non si può fare.

Molto pragmaticamente io do risposte alla cittadinanza rispetto a bisogni che aspetta da 40 anni. Siccome tutte le cose che ho avuto nel programma del governo finora le abbiamo realizzate, c’è questa, la realizzo, per lo meno tento di realizzarla nel miglior modo possibile. Punto.

Questa si chiama democrazia.

Per la seconda volta la città di Arcore ci ha premiato ed i due argomenti in campagna elettorale sono stati, uno dei due è stato questo e ci ha premiato lo stesso, noi andiamo avanti con questa idea di realizzazione urbanistica della Caserma dei Carabinieri; nella quale tutti noi crediamo fermamente. Abbiamo bisogno di una nuova Caserma dei Carabinieri.

Pronti, come abbiamo fatto, a modificare il progetto, a vedere dove è possibile migliorarlo, perché il primo progetto era di un tipo, abbiamo verificato alcune criticità, l’abbiamo cambiato, abbiamo ascoltato.

Questo è fatto. Come nell’esercizio democratico che avete avuto voi quando avete fatto scelte, quando avete amministrato.

PRESIDENTE

Grazie Sindaco.

Ha chiesto la parola il Consigliere Orrico, che però ha terminato gli interventi. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Quella è un’altra cosa. Se vuole fare la dichiarazione di voto può farla. Prego.

CONSIGLIERE ORRICO ANDREA

Va beh, il mio voto sarà ovviamente a sostegno della proposta di interruzione dell’iter procedurale, ma approfitto di queste ultime parole solo per dire una cosa. Il Sindaco adesso ha fatto delle dichiarazioni sulla Caserma dei Carabinieri e dagli atti da me in possesso, okay, non risulta quello che il Sindaco ha affermato. Io le leggo solamente “In riscontro alla missiva n. 13943 del 22 Giugno 2015 si comunica che” questi sono i Carabinieri a scrivere, “l’ubicazione dell’area situata in Via Ferruccio Gilera, angolo Achille Grandi, di codesto centro, è considerata adeguata allo scopo”. Punto.

A me più chiaro di così… Non vedo tutta questa urgenza in questa missiva scritta.

Nella missiva successiva dicono che i loro lavori, che chiedono, sono ritinteggiatura di tutti i locali interni, nonché del cancello carraio e delle grate apposte alle finestre…

PRESIDENTE

Silenzio, silenzio.

CONSIGLIERE ORRICO ANDREA

Risanificazione dei servizi igienici con sostituzione dei water, dei lavabi e delle rubinetterie, nonché dei piatti e box doccia, installazione di climatizzatori in tutti gli uffici.

Nella missiva prima dicono che il progetto della Caserma di Via Grandi è sovradimensionato. Ovviamente dicono va bene… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Consigliere.

Circa un’ora fa ha abbandonato l’aula il Consigliere Cazzaniga, quindi i Consiglieri presenti sono 15.

Chiudo la discussione e pongo in votazione la sospensione immediata del procedimento relativo al Piano integrato Via Grandi – Via Gilera, accordo di programma regionale.

Voti favorevoli? 5 voti favorevoli, che sono: Consigliere Zucchi, Consigliere Orrico, Consigliere Enrico Perego, Consigliere Puglisi e il Consigliere Bertani.

Contrari? Tutta la Maggioranza, quindi 10 voti contrari.

La sospensione è respinta.

COMUNE DI ARCORE

PUNTO N. 6 O.d.G. – CONSIGLIO COMUNALE DEL 9 APRILE 2018

RATIFICA VARIAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE FINANZIARIO 2018/2020

PRESIDENTE

Passiamo al punto 6, Ratifica variazione al Bilancio di Previsione finanziario 2018/2020.

Lascio la parola per la presentazione all’Assessore Del Campo. Prego.

ASSESSORE DEL CAMPO VALENTINA

Con questa variazione di Bilancio, che abbiamo fatto di Giunta di urgenza perché dovevamo partecipare, dovevamo…

PRESIDENTE

Per favore, l’Assessore sta parlando.

ASSESSORE DEL CAMPO VALENTINA

Dovevamo inserire la richiesta di contributo che scadeva il 20 di Febbraio, quindi abbiamo fatto una variazione urgente di Giunta per poter finanziare l’opera prevista già nel nostro Piano delle opere per l’intervento sul secondo lotto dei serramenti a ghigliottina della scuola materna, abbiamo stornato il finanziamento precedente che era tramite un trasferimento dal CIMEP.

Questa variazione è semplicemente questo spostamento di finanziamenti.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie Assessore.

Allora, in aula non ci sono i Consiglieri Puglisi e Bertani, quindi rimaniamo in 13. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) E Puglisi.

Non vedo interventi, quindi… 13 presenti. Pongo in votazione il punto.

Voti favorevoli? 10 voti favorevoli, tutta la Maggioranza.

Contrari? 3 voti contrari, Consigliere Orrico, Consigliere Zucchi, Consigliere Perego.

Votiamo l’immediata eseguibilità. Voti favorevoli? 10 voti favorevoli.

Contrari? 3 voti contrari, quelli di prima.

COMUNE DI ARCORE

PUNTO N. 7 O.d.G. – CONSIGLIO COMUNALE DEL 9 APRILE 2018

INTERROGAZIONI, INTERPELLANZE

PRESIDENTE

A questo punto abbiamo l’interrogazione del Consigliere Puglisi, che però non c’è e quindi verrà rimandata alla… (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

Va bene, io lo do assente. (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Se volete… (Dall’aula si interviene fuori campo voce) Decido io, aspettiamo. (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

Torna il Consigliere Puglisi. La proposta, se il Consigliere Puglisi vuole, di rimandare l’interrogazione al prossimo Consiglio Comunale a fine Aprile, se vuole. Sennò … Come vuole. (Dall’aula si interviene fuori campo voce)

Okay, va bene, la ringrazio Consigliere.

Dichiaro chiusa la seduta il 10 Aprile all’una e un quarto, grazie.

Buonanotte a tutti.

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